Digitalia #20 – This Week in Big Money
Dallo “studio distribuito” di Digitalia: Carlo Becchi, Massimo De Santo, Franco Solerio
Links:
Midori – il futuro lontano di Windows
Nuovo mouse sensibile al tocco in arrivo da Apple?
DVD John e il remake di un classico per il lancio di DoubleTwist
Leo Laporte fa podcasting per professione e guadagna (parecchio)
Vodafone 360 – Anche Vodafone cerca un “posto al sole” nella networksfera
Storage Olografico – un altro grande ritorno ovvero il vapor-hardware del giorno di Carlo Becchi
I gingilli del giorno:
Fotolia – foto e immagini per i tuoi lavori su internet (e non solo)
Chromium – il browser nato dal codice open di Google Chromium
Universo Incostante di Vernor Vinge – il gingillibro del prof.

1 comment
Ho ascoltato con molto interesse il discorso relativo al microkernel “esente da bug”, ma sinceramente rimango molto scettico: per lavoro mi occupo proprio di supervisione e gestione degli errori in una applicazione di classe enterprise per banche e compagnie di assicurazione, per il testing della quale utilizziamo sistemi automattizati, oltre ad una logica formale molto stretta durante la scrittura del codice stesso e, nonostante tutto, i bug si manifestano comunque.
La “prova matematica” poi mi lascia ancor più perplesso: la cardalità dell’insieme dei possibili input a cui può essere soggetto un kernel è tendende all’infinito, oltre a dover tenere presente che una prova dal punto di vista matematico è un test “da banco di prova”, e che difficilmente potrà tenere conto di casistiche quali la concorrenza di processo, errori hardware (che possono quindi impattare sul software) ecc…
Sincermente penso che la “prova matematica” millantata sia impossibile da ottenere. Un software, per quanto ben fatto, sarà sempre soggetto a bug.