Digitalia #50 – Braccia rubate all’agricoltura
Dallo “studio distribuito” di Digitalia: Carlo Becchi, Massimo De Santo, Franco Solerio
Links:
Eurocontrol su Twitter – traffico e sicurezza dei voli
Ubuntu 10.04 – la recensione su Ars Technica
Il “bug” di Twitter che permetteva il follow forzato
Messaggio aperto di Calacanis a Zuckerberg
Giù le mani dai nostri home-theater
WiGig Alliance – per un wireless ultraveloce
Electronic Arts farà pagare per giocare online con i videogiochi di seconda mano
Obama su Xbox, iPad, iPod, Playstation: AFP, Repubblica, Macity
Max De Santo in versione “Octopus”
Android supera iPhone negli USA
La pirateria e il valore della conoscenza – l’articolo del “digitaliano” Giuseppe Piro
Next Generation Network in Italia
Gingilli del giorno:
SmoothScroll – estensione di Chrome per configurare lo scrolling
Jim Digriz l’implacabile di Harry Harrison – il gingillibro del prof
Freecom MusicPal – internet radio wireless
Produttori esecutivi: Marco Crocoli, Michael Sacchi, Andrea Giovacchini, Tiberio Sabatiello, Eugenio Abriani
Sponsor
The Pragmatic Library – l’editore nato sulla rete per i cittadini della rete.
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5 comments
Ciao a tutti,
Lavorando con operatori del mondo bancario/assicurativo (ma la cosa è anche applicabile nel pubblico/para-pubblico), vi posso assicurare che i termini contrattuali, in termini di sicurezza/privacy dei dati trattati, che applicano i clienti verso i fornitori sono al limite della “pena di morte aziendale”…
Se tali termini venissero applicati, anche in microscopica parte, ai principali social network penso che
quest’ultimi durerebbero il battito d’ali di una farfalla.
Sono d’accordo con il Dok quando afferma che la “cultura dei rapporti con gli utenti” che dimostrano i responsabili dei social network è dovuta principalmente all’inesperienza.
Grazie per l’attenzione
Omar
Per il Prof. :
se si vuole fare una installazione dual-boot su mac con Ubuntu e SnowLeopard consiglio di utilizzare rEFIt (http://refit.sourceforge.net/) un gestore alternativo a boot camp ottimo e gratuito.
Non ricordo se l’ho già scritto ma in casa mia il segnale wi Max non passava attraverso il cappotto.. in giardino segnale pieno, entravo dalla porta finestra, chiudevo la finestra e segnale a 0 assoluto.. in africa ok ma nei paesi nordici non isolano le case?
Un po’ in ritardo (ho ascoltato il podcast solo oggi), rispetto all’articolo di Giuseppe Pirò:
In economia, ci sono due variabili per misurare il grado di *privatezza* di un bene/servizio
- rivalità: il grado di scarsità del bene, per cui se io ce l’ho tu potresti non averlo
- escludibilità: la possibilità di escludere qualcuno dalla fruizione del bene (tipicamente, attribuendogli un prezzo)
I beni privati puri sono sia rivali che escludibili (esempio: i beni materiali di consumo)
I beni pubblici puri sono non rivali e non escludibili (sono oggetto di diritti e non possono scarseggiare: sicurezza, istruzione, in Italia la salute, ad esempio)
Poi ci sono i beni meritori, che sono non rivali ma escludibili (ad esempio i servizi alla persona, ma anche la cultura).
Ecco, le case produttrici tendono a tenere film, musica e libri nella sfera dei beni privati puri, ma in era-internet non possono più scarseggiare, per cui l’ideale sarebbe considerarli beni meritori (comunque con un prezzo, dunque). Eccessivo, come fanno molti paladini del file-sharing estremo, considerarli beni pubblici puri.
Giusto per provare a mettere in prospettiva un discorso che può rischiare di perdere di rigore a causa della vis polemica.
F.
Faramir, la tua definizione calza a pennello. Ma quali sono le conseguenze? Quale modello di business permetterà a chi gestisce il “bene meritorio” di fare guadagno senza apparire “esoso” agli occhi del cliente che vede lo stesso bene come disponibile gratuitamente “altrove”? La partita si gioca tutta lì!