Digitalia #61 – Cliffhanger
Dallo “studio distribuito” di Digitalia: Carlo Becchi, Massimo De Santo, Franco Solerio
Links:
Su Wikileaks i documenti segreti sul conflitto in Afghanistan
Cali Lewis pianta marito e Mevio, chiude GeekBrief.tv e migra su Revision3
I big di Apple introducono Bumper (video-parodia)
Samsung UK regala un Galaxy S ai delusi di iPhone4
Niente iPhone4 bianco prima del 2011
Obbligo di rettifica – un’idea controcorrente
Il codec VP8 di FFmpeg più veloce di quello di Google
Flipboard e l’affaire dei “web-scrapers”
Gingilli del giorno:
BasicLinux – il sistema operativo per rivitalizzare PC “antichi”
Mathusalem – Backup alternativo per Mac
Remember The Milk – gestione promemoria cloud-based
Exhalation di Ted Chiang dal numero 58 di “Robot” – il gingillibro del prof
Produttore esecutivo: Robert Hodapp

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3 comments
Ragazzi miei, l’obbligo di rettifica e’ tale perche’ non e’ facoltativo. Chi non pubblica la rettifica (eventualmente corredata da note, come succede spesso su “Il fatto quotidiano”) e’ passibile di due denunce: una per diffamazione ed una per violazione dell’obbligo di rettifica, l’ultima delle qulali si trasforma automaticamente in una multa che arriva fino a 12500 euro.
Ecco vedi… basta chiedere!
Grazie per il chiarimento NeXus…
In merito alla discussione sul giornalismo, che ahimè versa in uno stato pietoso, diventato più che altro l’arte di saper copincollare la notizia, volevo segnalarvi Bowling a Columbine di Moore.
Nel film difatti il regista intervista qualcuno (non ricordo se un giornalista o altro) che gli fa notare come il giornalismo in america sia diventato molto più sensazionalistico e mirato alla famosa politica del “terrore” pure di far notizia e quindi share, nonostante non ce ne sia alcun bisogno e soprattutto nonostante la criminalità soprattutto la microcriminalità che riguarda da vicino quindi il popolo sia in calo rispetto al passato; generando di conseguenza paura nella gente che non si fida di niente e di nessuno.
Laddove invece tale tecnica di vendita del proprio prodotto giornalistico non viene utilizzata allora ci si ritrova in un clima decisamente differente.
Ovviamente Moore calca la mano nel film per poter affondare il coltello nella piaga ancora meglio di quanto farebbe, però è indubbio che sia presente tale comportamento, ed è altrettanto indubbio che tutto ciò sta accadendo anche da noi.
Ci si concentra su ciò che fa share, che sia l’invasione di zanzare tigri, le api assassine citate da Moore, o chissà quale altra vaccata immane, senza approfondire la notizia per verificare le fondamenta non solo di verità ma di qualità della stessa, e distribuendo monnezza gratuitamente e ammorbando la popolazione con notizie inutili.
Ahimè la situazione è questa.
Sarebbe davvero bello poter fare giornalismo di flusso come avete detto voi, davvero davvero bello.
PS
complimenti per la trasmissione ho iniziato a scaricare i podcast recentemente e diventerete un appuntamento fisso insieme all’ottimo disinformatico di Attivissimo.
ciauz