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711

La metro di Retrolandia

Il ritorno del Walkman. 16 modi in cui la tecnologia ci peggiora. Hackerati per il nostro bene. Corte di Giustizia Europea: inserire backdoor viola di diritti umani. Queste e molte altre le notizie tech commentate nella puntata di questa settimana.

Digitalia.fm
Digitalia #711 - La metro di Retrolandia

Digitalia #711 - La metro di Retrolandia

Settimana del 19 febbraio 2024 San Michele ci riporta a Retrolandia. Acchierati per il nostro bene dal Dipartimento di Giustizia niente più Progressive Web Apps per iPhone ma anche Privacy, topi bizzarri e amici ritrovati. Quest'emoltrata scaletta per un'ora e mezza dedicata alla notizia, quella digitale all'italiana. Dall'emissorio di Guerrero di Sanremo qui è Franco Solerio. Dallo studio di Milano Isola Michele Di Maio. E dallo studio dei Castelli Romani Giulio Cupini. Buongiorno a tutti bentornati all'ascolto di Digitalia cari amici digitaliani e bentornati ai miei due colleghi Michele e Giulio. Ciao, ben trovati, ben trovati. Michele l'abbiamo recuperato al volo all'ultimo perché c'era stato un misunderstanding. Un qui-quo-qua c'è stato. Un qui-quo-qua, esatto. Sul programma, sulla programmazione delle partecipazioni però è arrivato con un carico di articoli interessanti e per cominciare Michele ci riporta a Retrolandia, non Metrolandia ma Retrolandia. Magari c'è anche la metro a Retrolandia non lo sappiamo. La metro di Retrolandia, chissà com'è la fermata della metro di Retrolandia. In realtà a Retrolandia ci porta un po' il Guardian che ha fatto uscire negli ultimi tre o quattro giorni un filotto di articoli borderline luddisti. Credo, infatti l'abbiamo inserito in scaletta 3, vediamo quanti ne tocchiamo. Credo per festeggiare tra virgolette la creazione di una newsletter dedicata un po' alla sopravvivenza dell'overload, dell'overload digitale. Quindi si può iniziare da quello che oramai è diventato il simbolo della nostalgia di Retrolandia che, no, non è il vinile perché il vinile oramai è mainstream, bensì il Walkman. E in questo, in questo articolo di questo giornalista del Guardian, Larry Ryan, fa un po' il punto della situazione su quello che è il mondo del collezionismo dei Walkman. Illuminati. Sì, che effettivamente se provate a mettere due parole chiave su ebay ecco vi rendete conto che quello che fino a cinque anni fa era un fondo di, un fondo di un cassetto. Un rottame. Un rottame può essere pagato a seconda del modello svariate decine e in alcuni casi alcuni modelli Sony anche qualche centinaia di euro se poi avete quello che era in Guardian of the Galaxy. Non dico che tirate fuori un millino, però comunque. Ci arrivate vicini. Ci arrivate vicini. Poi, poi oddio, questi sono i prezzi che si vedono sulle aste di ebay, che ci sia qualcuno poi dopo disposto a pagarlo, questo non lo sappiamo ecco. Però sicuramente c'è un c'è un ritorno del, anche del Walkman, ma in realtà basta andare su Bandcamp e tante tante tante tante band o artisti e artisti indipendenti fanno anche la versione, la versione in cassetta. Sono usciti un paio di modelli, di modelli nuovi. Quindi se non volete andare sul vintage ci sono anche dei modelli nuovi, anche se poi... Sempre della Sony? No, no, no, no, di altre, di altre, di altre aziende piccoline. Poi andando a leggere nei, nei commenti di chi magari un po' ne capisce, in realtà poi le meccaniche sono le stesse per tutti quanti, perché c'è tipo un'azienda che adesso, esatto, che produce, che produce i pezzi e quindi sono tutti uguali e neanche di particolare, di particolare qualità. Comunque c'è chi colleziona, fa l'esempio di questo Walkman marchiato Tiffany, appunto pagato anche, in quel caso era perché era di uno degli U, pagato più di mille, più di mille euro, perché ci sono i collezionisti. E poi ci sono invece i ragazzetti di oggi che l'epoca dei Walkman non l'hanno, non l'hanno passata, ma si stanno avvicinando, grazie ai social, grazie a TikTok, dove si vedono artisti che creano anche utilizzando i Walkman o in generale come strumento quasi feticista della musica, la musica, la musica fisica e che vogliono, che vogliono provare questa, questa esperienza di sentire le cassette con una bassa qualità, perché poi appunto, ce lo ricordiamo, i Walkman non erano famosi per avere una qualità musicale, però ci divertivamo tanto, ci piacevano tanto e probabilmente oggi usare un prodotto del genere ci dà un allure sentimentale più che in termini di qualità audio. Di fedeltà, sì sì. Eh sì certo, certo. Ma voi usate sopporti fisici per ascoltare musica, vi capita nella vostra... Ascolticchio qualche vinile ogni tanto, onestamente magari la domenica mattina e sabato mi metto il Walkman, il vinile, le cassette per me sono... neanche un passatempo, una curiosità. Ebbene no, non stiamo preparando una distribuzione di digitalia su audio cassette, anche se stiamo ancora pensando a quella su floppy, con qualche problematica tecnica, perché ho trovato, grazie Marco, il floppy da collegare al Mac, però che far stare una puntata di digitalia su un floppy... Hai provato la compressione? Non è proprio la cosa più facile del mondo. Te l'ho detto, il midi è la soluzione. Diamo per scontato, diamo per scontato tante cose e perdiamo un po' il senso della proporzione, della prospettiva in termini di quantità di spazio occupata dai nostri, dai nostri dati. Quante cose facevamo con un dischetto per l'amiga e quante poche ne potremmo fare oggi con così pochi, con così pochi byte, pochi megabyte. Va bene, e dalla, da Retrolandia a Futurlandia, l'articolo successivo è più interessante forse, ed è una disamina da parte di Tim Dowling sulle, i 16 modi in cui la tecnologia ha rovinato la sua vita e, teoricamente, la nostra. E c'è da sbizzarrirsi perché è difficile, sono 16 punti ben studiati a cui è difficile di sentire. Sì, è difficile che, come dire, a diversi livelli di gradazione, più o meno tutti credo che possiamo mettere una check box su quasi, su quasi tutti, ecco. Dai, leggiamone qualcuno. Allora, il primo, "sta distruggendo la mia concentrazione". E su quello, oramai, la concentrazione nostra che si è morta. Sì, diciamo veramente, bisogna lavorarci su questa cosa. Invito tutti, soprattutto la mattina, a fare questi sforzi di non usare il telefono appena svegli, di non farsi settare l'umore. Ma non è solo quello, è proprio la tendenza al multitasking che questi dispositivi ci mettono nella testa, per cui è più difficile mettersi come un tempo, no? Concentrati su qualcosa. Eh sì, insomma, oggi scrivere una divina commedia sarebbe più complicato, ecco, mettersi lì. Un povero esule, no? Inseguito da una condanna a morte nella sua città nativa e triste perché la donna amata tanto non lo considera dall'età di 10 anni, Dante si mette lì e scrive come un disperato e tira fuori una roba terrificante. Oggi, cioè, ogni 30 secondi avrebbe una notifica, il cervello che gli dice "dai, dagli un'acchiata a sto TikTok", la hit di dopamina che ti aspetta dietro a quell'icona. Infatti, ci attaccherei a questa deriva, questa deriva che ci porta poi a controllare il telefono, il Doom Scrolling, il motivo, faccio un salto al numero 10, che l'autore dice "sento questo strano obbligo per controllare le cattive neocritizie in tempo in tempo reale". Quindi il fatto che la nostra modalità al riposo del cervello non è più una modalità al riposo, ma è una modalità di controllo comunque passivo, per carità. Ma infatti citavo la cosa la mattina perché ormai è abbastanza risaputo che la botta di dopamina la mattina poi tendi molto di più a cercarlo durante la giornata. Quindi se c'è un minimo di autotraining, se ti induci già la mattina, poi sei perduto. Esatto, riesci di più a controllarla. Se la prima dose arriva prima della colazione sei finito. Come l'altra parte dice lo Stato di New York, perché non ce l'abbiamo in scaletta, però la causa che lo Stato di New York ha fatto contro i principali social è esattamente questo, sono costruiti per creare assolutamente addiction. Sta distruggendo la mia postura, siamo proprio tutti d'accordo. Non ci possiamo neanche mettere a discutere. Allora, la mia vita a volte sembra una battaglia senza fine per provare che non sono un robot. Ci sta, assolutamente ci sta. Ha reso i meeting impossibili, senza possibilità di scampo. E' interessante poi quello dopo perché non sono più capace di fare una discussione in un pub. Non è solo che non sono capace, ma non ne ho la possibilità secondo me. I'm no longer able. Corretto, perché poi lui dice nel momento in cui noi abbiamo questo dispositivo in mano, tramite il quale possiamo accedere a qualsiasi informazione giusta o sbagliata che sia, diventa quasi un obbligo provare a essere il più fattuali possibili, perché sai che poi quello di fronte a te va a guardare. E comunque qualsiasi discussione viene interrotta in pochissimo tempo, perché per andare a cercare la verità accendiamo la macchinetta magica. Sì, scompare il fascino dell'indeterminatezza, il fascino del dubbio, ma avrà ragione Mario, avrà ragione Giovanni. Quel cantante lì, in che anno ha fatto il primo disco? Ma chi lo sa, va bene, adesso poi a casa vado a vederne e parliamo la prossima settimana. No, il discorso finisce dopo tre secondi. A meno che, come dice l'autore, non siate in prigione, e allora in quel caso la vostra vita è rovinata per qualche altro motivo. Non in Siberia possibilmente. Eh, certamente. Niente, me lo sono dimenticato questo, per dire prego. A proposito di concentrazione, trovo sempre più difficile riuscire ad accendere le cose, e anche questo ci sta. Lì chi accende di qua, bottone, cade il wi-fi, non funziona, non si accende, non c'è più il click del suono che ti dà il controllo del bottone. E nonostante poi sui nostri dispositivi siamo pieni di interruttori che si accendono e spengono, più o meno che seguono più o meno lo scheomorfismo, e nonostante questo abbiamo difficoltà, sempre più difficoltà, ad interagire con le interfacce fisiche. Mi ha dato, la tecnologia mi ha dato accesso senza filtri alle opinioni di persone stupide. Ragazzi cosa fate il lunedì sera? Fantastico, perfetto. Ha dato a persone stupide accesso senza filtri alle opinioni delle altre persone, l'una delle altre persone stupide. Benissimo, è vero, non c'è dubbio. Io ci aggiungerei che sta mettendo in mezzo a questo casino di discussioni tra persone stupide, sta arrivando una massa enorme di discussioni intavolate da intelligenze artificiali allenate su discorsi di persone stupide. Quel brutto vizio di allineare intelligenza artificiale su Reddit non s'aspetta. Assolutamente no, anzi, è così. E va bene, sono più scarso a scrivere a macchina tastiera di quanto lo fossi dieci anni fa, vero, non c'è dubbio. Neanche a scrivere con la penna, con la tastiera. Non c'era mai la penna morta. Ciao. Le bad news, ne avete già parlato prima. Vivo nella costante paura di essere vittima di qualche scam, di truffe, certamente, clickbait, queer code, sniffing e scrutamento dalla spalla del codice PIN, è vero. Sono obbligato a vivere in una reverenza vergognosa e silenziosa di, difficile da tradurre che renda, della conoscenza comune riguardo alle password. Mi devo obbligare e con deferenza piegare la testa. E il commento è, diciamo che arrivati a questo punto la password non mi è tanto utile se io non la conosco e smetto di conoscerla e quindi devo anche cedere controllo. Diciamo che i password manager, teoricamente questo problema dovrebbero averlo risolto da un po' di tempo, però comunque quando vai su un sito devi scegliere la password e dici che me ne frega tanto uso quella che mi provano i password manager e no perché il sito non accetta, vuole almeno due punti esclamativi e non uno solo, due caratteri simbolici, non uno solo come ha messo il tuo generatore di password. E comunque ogni tanto quando il password manager ti suggerisce la password e poi non te la salva, che mal di te. Devi andare a fare il recupero della password, devi mandarti l'email, ma l'email non arriva, sarà nello spam, no, fai refresh, fai refresh, fai refresh, sarà nello spam adesso, no, non c'è nello spam, è certo. Le password e l'igiene delle password sono un po' come il filo interdentale negli anni '70, sono quelle cose che tutti ti dicono che devi farlo ma finché non hai veramente dei problemi non impari certamente a farlo. Va bene, ha creato la necessità di andare in qualsiasi posto e a qualsiasi incontro preparato, una volta veniva considerato strano e, come dire, creepy, strambo e fastidioso. Inquietante quasi. Inquietante, perfetto. Cercare su Google qualcuno prima di incontrarlo nella vita reale, al lavoro, amico di amici, eccetera. Oggi sembra quasi che siamo obbligati a dover sapere già qualcosa su qualcuno che incontriamo la prima volta. Ci sta, non mi ha mai colpito ancora questa cosa, ma va bene. E le ultime tre ve le lasciamo da leggere a voi così andate sulla notte della puntata, digitale.fm/711 dove trovate tutti i link alle notizie di cui parliamo durante la puntata. E poi, acchierati per il nostro bene, il Dipartimento di Giustizia Americana ha rimosso silenziosamente un malware russo dai router nelle case e negli uffici degli cittadini americani. E non si tratta di una serie di router usciti dalla fabbrica, dalla sottomarca cinesoide, installata dal provider di turno a basso costo, eccetera, ma di router di Ubiquiti che è considerato uno dei top player nell'ambito. Sì, poi era dovuto in parte comunque, innanzitutto ringraziamo il Department of Justice per questo servizio di antivirus non richiesto, è dovuto in parte a delle vulnerabilità del software router e in parte poi al brutto vizio appunto di non cambiare le password sul router. Quindi sono andati a beccare il numero quant'era? Un migliaio, sì, un migliaio di router che avevano ancora le password di default dell'interfaccia e facevano parte di una botnet, utilizzando un, come si dice, una di quelle robe nascoste che fanno nella giustizia americana dove vanno dal giudice senza dirlo a nessuno e il giudice gli manda un sms e gli dice "vabbè vai pure" e non possono dirlo, non possono dirlo a nessuno. Un mandato della corte tipo la FISA corte, esatto tipo la FISA. Fa un po', fa riflettere no? Il discorso dei router della ubiquity che non le password non cambiate eccetera, sono d'accordo a metà con te Michele perché penso che il giorno d'oggi quel tipo di igiene non debba essere lasciata nelle mani dell'utente ma ci debba essere un obbligo da parte del software. Il produttore esatto. Quando tu lo installi ti dice "va bene, primo setup, scegli la tua password e scrivitela in un posto sicuro, se no mi spegno, se no non funziona". Ecco, punto. Detto quello, l'idea che il governo possa entrare nei tuoi dispositivi senza dirtelo, anche se è per il tuo bene, non mi piace proprio tantissimo tantissimo. No, no, buona anche perché poi a un certo punto l'articolo dice che in queste intrusioni il department of justice aveva abilitato una raccolta temporanea di informazioni non contenente dati, immagino sempre famosi metadata dei vari router, quindi anche qui non entusiasmante come prospettiva. Ci vorrebbe anche qui un meccanismo obbligatorio per le aziende di segnalazione, tanto tutta la tua navigazione passa di lì, come quando entri nel wifi di un albergo e provi a aprire la pagina del New York Times e invece di quella New York Times ti esce la pagina dell'albergo che ti dice "guarda che se vuoi navigare qui devi o registrarti o pagare o chiedere la password giù in reception o robe del genere". La stessa cosa, un software che in caso di hackeraggio il dipartimento di stato o chiunque sia, la polizia, da noi, la polizia postale, eccetera, possa mandare un messaggio al tuo router senza hackerarlo in nessuna maniera, perché il router quando tu navighi ti mette in sovraimpressione un link con scritto "guarda che il tuo router è infettato da un malware, clicca qui se vuoi scaricare la patch per correggerlo". Forse qui però erano mossi anche dalla fretta e dalla necessità di farlo in segreto in modo che i manovratori della botnet non si rendessero conto di cosa stava succedendo e non potessero adottare delle contromisure. Qui parla anche di router di cittadini e business americani, però ubiquiti sono diffusi in tutto il mondo, chissà se si sono permessi di hackerare anche quelli in giro per il mondo o se hanno fatto una selezione di IP in modo da restringere solo quelli sul territorio americano e i router ubiquiti in giro per il mondo sono ancora tutti infettati. Chissà, chi lo sa. Dopotutto si chiama ubiquiti se non sono quelli in giro per il mondo. Certamente. Piracy Shield sta censurando siti che non hanno nulla a che fare con la pirateria ed è un problema serio, non ce l'avevamo proprio pensato. A fine gennaio il 31 è cominciata questa attività del Piracy Shield, che è appunto questa tecnologia che è stata implementata, che funziona attraverso una segnalazione che permette a degli enti autorizzati, quindi immaginiamo Sky, Dazone e compagnia, di fare una segnalazione direttamente all'interno di questa piattaforma segnalando il codice numero IP, insomma il dominio completo di un'eventuale piattaforma che deve essere oggetto di takedown, quindi comunque rimossa, dove si sostiene che ci sono delle attività lecite, proprio il classico pezzotto per vedere la partita e il provider, sia sotto revisione ma più spesso in maniera automatica, butta giù attraverso il CDNS. Signala degli indirizzi IP che vengono poi bloccati a livello di tabelle di routing. Ovviamente negli indirizzi IP ci possono essere dei server condivisi e in questo caso è andata dentro una CDN non particolarmente, non è Amazon CloudFront, non è CloudFlare, è una sussidiaria, se non sbaglio, di CloudFlare, poco conosciuta da noi, però comunque ha già causato problemi a CTK. Non lo so, una volta no? Nella giustizia fuori dal web il preservare gli innocenti era la cosa più importante no? Meglio un colpevole fuori che un innocente dentro. Perfetto, perfettamente e nella classica rapina a mano armata arriva la polizia, nel momento in cui c'è un bandito con la pistola puntata alla tempia di un ostaggio, i poliziotti si fermano subito e mettono la pistola per terra, perché la prima cosa è non causare vittime innocenti. Nell'online sembra che, siccome oddio sono toccati i diritti del calcio e dei produttori audiovisivi, qualsiasi cosa e le città e le stesse regole d'ingaggio non valgono più. Mi chiedo chi è che abbia deciso questo cambio di direzione così grosso riguardo a quali grandi giuristi di quale alta corte abbiano interpellato per sovvertire così completamente un principio che mi sembra abbastanza consolidato e anche per quanto le mie conoscenze in materia giuridica siano veramente limitatissime, mi sembra assolutamente ragionevole. Beh, ma perché credo che questa non è una legge, è un regolamento dell'agicom, quindi loro sono andati in una stanza con l'agicom e hanno detto "ok, mettiamoci d'accordo su questo regolamento". Poi se qualcuno dopo domani il cui business viene impattato da questo regolamento, ecco, io spero che se vada il giudice, il giudice a quel punto gli possa dare ragione. Ok, chi paga? L'agicom, i detentori dei diritti, chi ha fatto la segnalazione dell'IP, chi paga? Questo lo stabilisce il giudice a quel punto poi. Ma io credo che se hanno messo in piedi una roba del genere qualche tipo di autorizzazione legale ce l'abbiano, se non da qualche corte, almeno dal Parlamento. Io non ho approfondito, probabilmente qualcuno l'ha ascolto più dentro la materia di noi ce lo sa segnalare. Però, anche questa cosa, il giornalista del Post, se non sbaglio, diceva come alternativa, diceva "no, non è giusto bloccare gli indirizzi IP, bisogna inasprire multe per i cittadini in modo da…". Va bene, giusto, ci sta, però, insomma, quando bisogna colpire i poveri camionisti che fanno gli scioperi e bloccano le strade in giro per il mondo, mi ricordo quella in Canada, quando bisogna bloccare le pornostar o comunque sex worker che si pubblicizzano su Internet, allora diventa facilissimo tracciare i pagamenti, parlare con Visa, bloccare PayPal ed evitare cosa? Non capisco perché qui non si faccia la stessa cosa. Alla fine dei conti il pezzotto viene venduto su Internet, viene pagato su Internet, verrà pagato attraverso i soliti canali. Non credo che se ci sono tutte queste centinaia di migliaia di persone in Italia che pagano il pezzotto, siano tutti esperti in crittovalute e paghino tutti in Bitcoin o in Monero o robe del genere, pagheranno tramite i soliti meccanismi PayPal e compagnia, benissimo, intervenite su quelli, bloccate quelli, perché dovete andare a comprare valore. Anche perché è un fenomeno molto diffuso si parla di 300.000 persone. Ma su Play Store di Google puoi cercare l'app e scaricare l'app per guardare… ma stiamo scherzando? Qui sembra che… non lo so, probabilmente era la cosa più facile da fare per loro. Ah sicuro, no sicuro anche perché poi da quello che leggo sono piattaforme veramente con schemi schemi piramidali dove hai delle persone on top che gestiscono, ma proprio degli agenti di vendita sul territorio, quindi vuol dire probabilmente colpire centinaia, probabilmente anzi più che colpire, cercare e investigare su centinaia se non migliaia di persone che fanno da rivenditori nell'ultimo miglio. È proprio così. Qualche minuto per ringraziare il nostro sponsor squarespace.com, sistema integrato nel quale trovate la soluzione ideale a qualsiasi necessità di creare e pubblicare un sito internet. Creare un sito internet oggi è facile, cioè è facile se sai che strumento scegliere, se fai una ricerca su Google ti vengono fuori un miliardo di piattaforme e sistemi diversi, ognuno dei quali poi devi andare a studiare meccanismi, idiosincrasie, problemi, come fare… e poi devi imparare a usarlo. 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Allora, nel 2017 i servizi segreti russi hanno chiesto a Telegram di poter accedere ad alcune chat protette, la parte delle classiche chat segrete, Telegram si è opposta e si è rivolta alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, che ha sentenziato proprio in questi giorni che in realtà decrittare, quindi rendere meno forte la criptografia end to end, farlo per qualcuno rende di fatto meno sicura la piattaforma per tutti e quindi questo di indebolire la criptografia per interessi di pochi a favore di un indebolimento che poi coinvolge tutti quanti è un qualcosa che vallede dei diritti dei singoli, che sono dei diritti fondamentali, e quindi su questo è interessante alcune note che vengono esposte proprio nell'argomentazione dei giudici, ne cito un passaggio che è interessante, nella sentenza si legge "sembra che per consentire la decrittazione delle comunicazioni protette della criptografia end to end, come le comunicazioni attraverso le chat segrete di Telegram, sarebbe necessario indebolire la criptografia per tutti gli utenti, queste misure presumibilmente non possono essere limitate a individui specifici e colpirebbero tutti indiscriminatamente, compresi di individui che non rappresentano una minaccia per un legittimo interesse del governo, indebolire la criptografia creando backdoor renderebbe tecnicamente possibile la sorveglianza sistematica generale e indiscriminata delle comunicazioni elettroniche personali" e quindi sicuramente come sentenza al netto giusto punto di vista, almeno a mio parere di quello che viene esposto qui, è anche un buon precedente a cui anche in altri casi si può far riferimento, perché poi abbiamo letto in questi anni e questi mesi di molti governi che stanno… Il primo è quello UK se non sbaglio, però anche in sede del Parlamento Europeo c'erano… Un po' tutti ci han pensato… Ragazzi, pensiamo, allora, in sintesi la sentenza è inserire backdoor è una violazione dei diritti umani, è una roba gigantesca ed è secondo me un gigantesco calcio negli zebedei perché questa è la corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti di qualsiasi impulso, di qualsiasi governo, di qualsiasi paese europeo o dello stesso Parlamento Europeo che voglia inserire robe del tipo "indebolire la criptografia end to end" o robe del genere, beh se non è un calcio negli zebedei… C'è un precedente giuridico enorme… Misera, è una roba enorme, meno male che è arrivata… Quando lo fanno i russi allora vuol dire che ci si muove per bene… Un giorno se si scopre che ci sono i russi dietro il pezzotto, vedete come dopo domani… Si finisce subito, immediatamente, immediatamente… Vi mettiamo nella notte la puntata come chicca di approfondimento i documenti desecretati dell'NSI, avete presente quelli ultra cattivi, spie, mega spie americane, bravissime a decritare qualsiasi cosa e intercettare tutto il mondo, quando si cagavano addosso per colpa del furbi. Vedete il furbi, il giochino dei bambini, quello che parla, che trascorre… Eccolo lì, il furbi di Michele. Allora l'NSI erano preoccupati che il furbi fosse utilizzato come strumento di spionaggio, ci sono tutta una serie di report di quelli scritti col telex. A me quel passaggio più mi ha impressionato però è che avevano molta paura soprattutto dei furbi negli uffici dell'NSI e aveva paura che gli agenti dell'NSI raccontassero al furbi dei segreti di Stato. Perché un agente dell'NSI avrebbe dovuto avere un furbi in ufficio? Si sentiva solo? Bene che andavano di moda ma mi sembra un po' eccessivo. Dobbiamo fare uno shout out per avvertirvi che un nostro non solo amico ma praticamente fratello, perché è uno dei co-fondatori di Digitalia, Carlo Becchi, è tornato con una certa, a modo suo, regolarità a pubblicare il suo podcast originario. Vi sto parlando di Tecnica Arcana, se siete ascoltatori di podcast da parecchio tempo è un nome certamente che vi solletica le orecchie, se non l'avete fatto andate a cercare Tecnica Arcana. Carlo ha pubblicato il 18 gennaio questa puntata 54 dedicata ai fallimenti, i più grandi e dolorosi fallimenti degli ultimi 30 anni della storia della tecnologia. Questo ha fatto seguito a una puntata pubblicata non tantissimo tempo prima ma a dicembre, quindi a distanza di un mesetto, dedicata ai materiali misteriosi, lo starlight, il fog bank, materiali mitici, un materiale ultraisolante termico perfetto che puoi utilizzarlo per andare all'inferno e tornare senza bruciarti, ma di cui nessuno conosce la formula, si sa che è esistito perché alcune aziende sono andate a provarlo dall'inventore, vabbè non vi rovino la sorpresa, andatevi ad ascoltare Tecnica Arcana, tecnicarcana.com, è vero, linkiamo la notte dell'episodio. Bentornato Carlo, tieni duro adesso a non fare, noi ti rimandiamo tutti i tuoi vecchi ascoltatori che hanno tolto Tecnica Arcana dal loro app per podcast, adesso non farli aspettare sei mesi per un'altra puntata. Blue Sky e Mastodon, gli utenti si stanno picchiando su, si stanno discutendo su quella che possa essere la forma, che forma devono prendere i social media della nuova generazione. Sì, è una rissa virtuale su Github, ci sono sviluppatori, però anche con toni interessanti, in particolare qual è la feature del contendere, anzi in particolare uno sviluppatore, tal Ryan Barrett, che in realtà non lavora per nessuna delle due entità, ma si sta occupando di gestire, essendo i due progetti, i due protocolli open source, sta provando a sviluppare un qualche tipo di ponte, essendo comunque tutti e due potenzialmente aperti, vuole provare a farli a farli parlare. In particolare la rissa su cui si concentra l'articolo è relativa a se il fatto di essere collegati, quindi tu posti su Mastodon, di essere visto di default anche su Blue Sky, ecco se questa feature deve essere opt-out o opt-in. L'articolo poi, come dire, è uno di quelli un po' più di colore rispetto a tecnicismi, insomma si parla veramente molto poco di tecnicismi, però ecco è un po' uno spaccato di un internet un po' di qualche tempo fa, dove in realtà io credo che c'è un po' questa concezione che l'internet di 15-20 anni fa dei news group e dei forum in realtà erano altissime discussioni tra scienziati e solo basate sui fatti e con paper scientifici, no, ci si pigliava bastonate anche ai tempi. Ed era anche molto più divertente di adesso. Esatto, era anche molto più divertente di adesso, anche perché poi le risposte erano molto più pensate, più sincere, più pensate, ecco non prese dall'immediato rancore. Più libere? Anche più libere se vuoi, se vuoi, però a volte non è come dire una libertà che, anzi una mancanza di libertà necessariamente costretta dalla moderazione o dagli o dagli algoritmi, è una mancanza di libertà che secondo me è una libertà di cui ci priviamo anche noi. Anche molto meno entusiasmo rispetto all'epoca. Ah sì, ma sicuro, perché tanto sono 140 caratteri, ti do del deficiente e basta, passo al prossimo insulto. C'è più materiale su cui fare. Comunque mi ha colpito un passaggio in cui si diceva appunto che la maggior parte delle persone che vengono su queste nuove piattaforme scappano da quelli di abusi che hanno subito sull'internet centralizzato e quindi dobbiamo maneggiare con cura qualsiasi cosa che facciamo con i loro dati e tutto deve essere opt-in sempre e quindi non ci deve essere nessun automatismo su nulla perché abbiamo il peso sulle nostre spalle del fardello di questi utenti che scappano da una roba del genere. Insomma la discussione comunque interessante. Anche il fatto semplicemente che ci sia una discussione piuttosto che una calata top-down dell'algoritmo non è che positivo. Ah certo, certamente. Miero non avevo capito che anche quest'articolo facesse parte di un trittico luddista, come dicevi tu Michele del Guardian, un brindisi a uscire con gli amici, un passatempo assolutamente immotivato che però rischiamo di perdere il giorno d'oggi. Sì, credo che ci sia comunque del vero, il fatto stesso di avere questi dispositivi che ci permettono di essere sempre connessi, non abbiamo più la necessità, o almeno comunque riduciamo quella necessità, di dover prendere armi e bagagli e vedere qualcuno fisicamente. Adesso non Bazzico, adolescenti, preadolescenti o ragazzetti più giovani, al massimo a contatto con i fine novanta che lavorano con me, però credo che tra questo, poi il fatto che comunque, anche quello credo che sia innegabile, c'è uno stress da socialità e questo onestamente già lo vedo molto di più anche nella mia generazione, molto più introversi, molto più ansia sociale e anche questo credo che sia abbastanza innegabile. Quello è poi uno dei punti più interessanti che mi ha fatto riflettere e diceva se pensate alle timeline dei social a dieci, quindici anni fa, la prima Facebook, per fare l'esempio più lampante, ma Instagram non so se c'è passato per quella fase, ma sicuramente la prima Facebook era una copia della, io facevo cose, si facevano cose offline, cose con magari con tante persone, eventi sociali e a quel punto si postavano. Adesso è il contrario, le persone fanno cose per poter, però cose meno sociale, con l'obiettivo di postare, si è ribaltato il concetto. Il tema dell'apparenza. Vietiamo postare online. Sì, anche perché ha stancato abbastanza tutti. Basta, sono 15 anni che siamo tutti lì, c'è una roba vecchia, uscite, fatevi le canne sul prato come questi qui dell'articolo, suonate la chitarra che viene fredda, non portatevi neanche l'ostere, portatevi una bella chitarra, portatevi a limite il Walkman delle casse in modo che possano ascoltarlo tutti. Reddit ha un nuovo accordo per allenare, ci hanno già tirato le orecchie, addestrare, ecco il termine giusto, intelligenze artificiali, vendendo a chi si occupa di intelligenze artificiali i contenuti generati dai propri utenti. Ma sì certo, è normale. 60 milioni di dollari, non si sa bene chi sia il compratore, si parla appunto di una grande azienda che si occupa di intelligenza artificiale senza nome, che appunto continua a fare il solito errore di allenarsi su Reddit, dove veramente la variabilità del contenuto è molto importante. E comunque sono 60 milioni di dollari anno, quindi comunque è un contratto importante. Che a me colpisce è che se tu devi, non capisco se questa tipologia di accordi farli emergere a chi dei due a livello pubblicitario poi dà vantaggio, nel senso che Reddit se non sbaglio è in preparazione per la quotazione. Probabilmente legarsi ai temi di intelligenza artificiale in generale, quindi farsi vedere i provider di intelligenza artificiale la rende più di valore agli azionisti. Probabilmente è quello perché fai uscire un'azienda in generale e non dici chi è l'azienda, esci con tutto scritto bene sui principali siti, probabilmente c'è quel tema. Giulio che è un perspicace analista di cose, gli viene in mente questa domanda. La mia domanda invece che mi è venuta in mente è ma proprio tutto Reddit? Perché considerando la roba che si trova lì sopra, vabbè ok. E' come per educare il bambino, dice no non prendiamo una tata lo mettiamo davanti a 4chan. E' più o meno la stessa cosa. Poi non vi lamentate se le vostre intelligenze artificiali diventano dei nazisti pedofili o roba di gioco. Voi fate le vostre leggi sull'etica dell'intelligenza artificiale, noi gli diamo Reddit. Non può finire bene ragazzi, non può. Ringraziamo GR4L, o forse Graal si legge, non lo so ma quello che so è che la sua recensione ci è piaciuta tanto. Non ricordo più da quanti anni ascolto ogni settimana questo podcast e ogni settimana non posso che commentare. Questo è un argomento molto interessante, grazie per il vostro prezioso lavoro. E' un argomento molto interessante, grazie Max per il contributo. Se ci mettete una recensione da qualche parte ditecelo, se la mettete su Apple Podcast ci arriva in automatico grazie allo script che ci ha regalato Luca TNT, magari non la vediamo immediatamente perché non controlliamo sempre, ma ci arriva. Su neture.com, come i recensori, i revisori del mio lavoro scientifico mi hanno accusato di perpretare una frode scientifica, tra virgolette. Ovviamente hai usato chat GPT. Franco, di cosa volevi parlare? Qual era l'argomento del tuo paper? L'argomento è questo, è che da una parte oggi diventa tutto complicato e incasinato. Uno, da una parte vediamo gente che pubblica veramente roba con chat generata, con dal lì chat GPT, non so se avete visto su Ars Tecnica questo articolo pubblicato con delle immagini dove c'è questo ratto con dei genitali giganteschi e robe del genere, pubblicato su Frontiers in Cell and Developmental Biology, un giornale anche ben rinomato. L'articolo si intitola "Cellular Functions of Spermatogonial Stem Cells in Relation to JAK-STAT Signaled Pathways", una roba sui segnali molecolari che guidano la formazione delle cellule precursori degli spermatozoi, a partire dalle cellule multipotenti, ototipotenti, insomma roba di biologia molecolare molto avanzata. Tutto l'articolo, vai a vedere le immagini, la prima immagine che vedi, siccome si parla di spermatociti, spermatogoni e robe del genere, c'è un gatto, scusate un topo con uno scroto che è tre volte le dimensioni del resto del corpo dello scroto, sezionato, si vedono le palline del topo, tra l'altro non si capisce perché ce n'ha tre o quattro, una gigantesca, l'altra tre o più. Perché no? Vabbè il topo, quel famoso topo con quattro palle, detto cinese importantissimo, se ti ritrovi con quattro palle, forse il nemico ce l'ha alle spalle. Questo è un inciso mio, ma è molto importante. Lungo per essere un titolo della puntata, ma grazie. Ma notevole comunque. Lo metteremo nelle note dell'episodio. Ovviamente, se poi vai a vedere anche i testi generati, allegati a questa immagine, contenuti in questa immagine, è chiaro che è roba generata da intelligenze artificiali. Dopo c'è addirittura uno schema di pathway metabolico, schemi che si vedono spesso su questo tipo di articoli, se vai a vedere è completamente inventata, è una roba che non ha nessun senso da leggere, è molto bello graficamente, così ha una prima occhiata, ma se vai a vedere non ha nessun contenuto informativo. Insomma, il paper è stato approvato, ci si chiede se l'autore abbia utilizzato a questo punto lo stesso tipo di strumenti anche per il testo, e non solo per le immagini, e poi invece qualcun altro pubblica dei paper originali e vengono bloccati. Non ci crediamo che l'hai scritto tu. Oggi siamo nel caos, la produzione, la facilità di produzione, la facilità con cui si possono produrre un quantitativo sterminato di testi apparentemente sensati e immagini peraltro, genera un grande casino nel nostro spazio culturale, nel nostro universo culturale, perché qui si parla di paper scientifici, ragazzi, non sono bruscoletti. Allora, se gli umani vengono scambiati o accusati di aver utilizzato l'intelligenza artificiale e altri che le usano passano su riviste per review di un certo livello, non si capisce più niente. Sì, credo che ci sia quasi del panico secondo me tra chi oggi fa un certo lavoro, a maggior ragione chi deve leggere lavori prodotti da altri. Tra l'altro poi viene meno un altro principio della nostra giustizia, nel senso la presunzione di innocenza, perché poi chi ha accusato questa ricercatrice, se non sbaglio, di aver utilizzato un'intelligenza artificiale generativa, lo ha fatto giustificando il commento con lo stile di scrittura inusuale, che mi sembra anche un po' povero. Un pochino attaccato agli sprechi. Sì, ma poi si sottolineava, e qui credo sia importante rafforzarlo anche in trasmissione, che comunque nella ricerca scientifica ma in generale anche su tutto quello che verrà in futuro, che sarà generato da attività umana, lavorare e confrontarsi tra colleghi e professionisti che hanno una loro integrità, una loro etica, deve passare anche dalla parte più umana che è difficile da virtualizzare, quindi il tema della fiducia di uno con l'altro. Se io so che Franco ha una sua etica professionale che non mi proporrebbe mai una cosa di un certo tipo, allora a quel punto su quello baso una serie di riflessioni. Se questo smette di avvenire tra scienziati il problema è grande ed anticipa un problema più ampio anche in tutte le altre sfere, banalmente la seconda è quella della formazione, su cui arrivano poi situazioni del genere. Una piccola soluzione che l'autrice poi sottolinea è che a quel punto comincia a lavorare in modalità developer e quindi comincia a caricare i contenuti su github per far vedere che un paper si sviluppa lentamente, figlio di riflessioni e di scrittura costante nel corso delle settimane, dei mesi e quindi piano piano anche questo può essere un modo per tutelare la propria visibilità e integrità, però basiamoci sulla fiducia che uno ha sull'altro, se no non vale niente, vale più niente. Rimaniamo umani che è proprio quello il problema, nel momento in cui sai che la capacità di produzione dell'intelligenza artificiale in circolazione in termini proprio di quantità, di scritti e di immagini generate supera di n volte quella di tutti gli umani presenti sul web e il problema inizia a porsi, un problema diverso se lo sono posti, anzi se lo sono ritrovati quelli di Air Canada, Air Canada dovrà esercire un cliente che aveva ricevuto informazioni fuorvianti da un certo porti. Allora è presente quei meeting dove si dice "Vabbè ma che tecnologia mettiamo nel chatbot, tutto sommato siamo una compagnia aerea, vabbè scegli tu, abbiamo l'aperitivo dai andiamo". Ecco, quelle situazioni che vengono scelte così oggi vengono pagate con una causa perché c'è questo signore che nel 2022 ha chiesto informazioni alla compagnia aerea sul rimborso di un biglietto per poter andare tra l'altro a partecipare a funerale. Con le promozioni, aveva letto da qualche parte che se andavi a un funerale di un parente c'era una promozione e il biglietto costava di meno, ha chiesto al chatbot come accedere a questa promozione, il chatbot ti ha detto "Tu prenota tranquillo, fidati, fidati, poi dopo ce lo chiedi e noi te lo rimborsiamo" e lui è andato tranquillo, per carità un funerale non va mai tranquillo, se vai a un funerale lontano da prendere un aereo vuol dire che probabilmente è una persona cui tenevi molto, comunque è andato, è tornato, ha chiesto e gli han detto "Eh? No, no, dovevi chiederlo per il chatbot, io non sono il responsabile, ma chi è il chatbot?" No, fortunatamente poi ha dovuto far caso, ma aveva salvato la conversazione, cosa fondamentale, anche perché non penso che il Canada, anche se tiene i log, non penso che ci avrebbe usciti. Sì, e quindi il tribunale ha previsto ovviamente il risarcimento sia delle spese che ha stancito, il fatto che è responsabilità della compagnia che tutti i contenuti del sito, in generale anche se automatizzati, devono far fede per gli utenti e questo è molto importante. Sì, anche perché se questo qui è successo nel febbraio del 2024, se voi fate due calcoli, adesso non so quanto possano durare i processi in Canada, facciamo che questo qua, non lo so se lo dice l'articolo, è andato a processo sei mesi fa, ha denunciato Air Canada sei mesi fa. Vuol dire che sei mesi fa Air Canada era uscito con un chatbot con una tecnologia che era non giovane ma di più, nel senso che ChatGPT è uscito nel novembre del 2022, vuol dire che tu hai sviluppato un progetto aziendale in fretta e furia su una tecnologia di cui è ancora molto da capire, lo hai allenato e questi sono i risultati. Te l'hanno venduta, perché probabilmente è un qualche cosa. Te l'hanno venduta, però tu l'hai comprata. Certo, certo, non c'è dubbio. Avete tutti e due messo la vostra spunta su questo articolo di Politico che parla di padre Paolo Benanti, l'esperto in intelligenza artificiale e non solo del Vaticano, ne avevamo già parlato di. Sì, l'abbiamo citato più volte, ma allora lui è un francescano che ha sempre avuto una grande attenzione per questi temi, insegna l'Università Pontificia, ha fatto un percorso sia tecnologico che etico su questi temi e nel corso degli ultimi anni ha sviluppato in sede Vaticana una sorta di simposio che si svolge ogni sei mesi, credo, a Roma, dove vengono invitati i grandi capi delle grandi aziende mondiali nel settore dell'intelligenza artificiale e in generale della tecnologia per parlare di temi di etica. Si parte dal predupposto che il Papa, il Vaticano in generale vede un grande rischio della creazione di questi idoli o semi divinità a fronte dell'intelligenza artificiale. Mi sembra proprio il primo problema che... La concorrenza fa sempre paura, evitando i battute semplici, ci sta? Ci sta ed è una riflessione doverosa visto che comunque le religioni in generale al netto di quello che può essere la posizione del Vaticano, ma anche altre confessioni si stanno misurando su questo, devono interrogarsi del loro posto nel mondo in cui c'è un altro essere con cui l'uomo compete su temi anche concettuali, di spiritualità, con cui molti stanno cominciando a parlare con i propri cari defunti utilizzando l'intelligenza artificiale. Sono tematiche spiritualmente molto profonde. Benanti sta facendo questo percorso, ha fatto un paper che si chiama "Room Call for AI Ethics" su cui sta lavorando su questi temi, contribuendo a capire come si può sviluppare una serie di principi che possano mettere d'accordo alcune cose basiche, quindi andare a lavorare su temi legati all'incitazione alla violenza, l'odio verso altre comunità, tutta una serie di punti che è interessante andare ad approfondire e quindi su questo è sicuramente un protagonista. Poi in questo momento politico, dopo un po' di bagarre, è diventato anche il capo del gruppo di lavoro AI italiano, sostituendo Amato e quindi su questo c'è molta attenzione. Ha preso lui al capo dell'agenzia per l'intelligenza artificiale per l'editoria, per gli algoritmi, su cui tra poco parleremo. Avete notizia di Digitalia tra poco, assolutamente, assolutamente. Già lo dissi forse la prima volta che ne parlammo, oggi c'è bisogno di qualcuno che intavoli in maniera seria e con titolo "Discorsi di etica" nel momento in cui queste tecnologie rischiano di influire in maniera positiva ma anche spesso negativa sulla vita degli esseri umani. Benvengano persone che si sono "allenate" come le intelligenze artificiali, che si sono addestrate tutta la vita a riflettere su temi che hanno a che fare con l'etica. Quante belle cose che può fare la religione nel momento in cui si dimentica di Dio e pensa all'uomo. Di nuovi dei e nuovi idoli, certamente nel nome dei quali fare guerre non ne abbiamo bisogno, ne abbiamo già abbastanza e ne abbiamo già visti abbastanza. Ma di persone che, in qualche modo, studiando la storia dell'uomo o neanche la storia delle religioni, perché sono storie di sistemi etici anche quelli, ma dimenticandosi dell'ipsedict, del "si fa così perché l'ha detto Dio" e ragionando un po' di più sul "si fa così perché siamo umani e dobbiamo rispettarci l'un l'altro e guardate in passato cosa è successo quando ci siamo dimenticati di questa cosa" quello sì che può portare un valore aggiunto ai discorsi moderni, alle cabine di regia, ai ragionamenti politici, legali, legislativi e anche delle corti su questi temi. Poi credo che sia l'approccio giusto al netto della specificità della parte etica, nel senso che una cosa che mi piace sottolineare è che non dobbiamo lasciare questo momento di cambiamento tecnologico in mano solo ai tecnologi, questo è un grande rischio, quindi che siano le religioni, che siano gli artisti, che siano i giornalisti, i filosofi, i medici, tutti dovrebbero partecipare con un proprio rappresentante, tutti no Giulio, però bisogna provarci. Certo bisogna trovare delle persone giuste da mettere dall'altra parte della barricata, certo. E infatti noi abbiamo Giulio che è laureato in materia umanistica, e certamente, precursori da sempre. Lo sai che abbiamo deciso che devi farti frate adesso. Don Giulio come staresti bene, però ti vedo meglio da Gesuita che da Francescano, Francescano è Max o più da Francescano. Io converto a forza e devo fare business sulla conversione. Avete visto i video di SORA? SORA è il nuovo sistema, se non avete sentito parlare, l'hanno annunciato tre giorni fa, quattro giorni fa, prodotto da OpenAI ed è un sistema analogo a DALI, ma invece che produrre immagini fisse produce video, text to video, tu col tuo prompt indichi "una scena di montagna con la neve sullo sfondo, le piste da sci e una coppia che si accinge a fare un picnic in primo piano" e lui vi produce esattamente un video in movimento di tutto questo. Io ho visto una serie dei demo pubblicati da Altman sul suo account twitter e fanno paura. Sì, non credo che ci siano altre parole per dirlo. Poi uno può stare a guardare, sì quella in background c'ha sei dita che si muovono in maniera strana, ok, però sono impressionanti, una prima release che se guardiamo gli esperimenti precedenti di Will Smith che mangiava gli spaghetti usciti un anno fa, era un'altra cosa. No, la cosa che mi colpisce è che comincia a spaventare, nel senso che se voi andate a mappare un po' quelli che sono i commenti sugli articoli, sui social, su un po' quello che si è visto in rete, la maggior parte almeno di quello che ho intercettato io, ne ho visti e letti un po', sono uscite stampa neutre che presentano la parte tecnologica, ma tutti i commentatori dicono probabilmente dobbiamo mettere un freno a questo perché stiamo mettendo fuori scala e fuori rotta intere industrie, intere persone, vite, domani ci sono centinaia di migliaia di persone che smettono di lavorare oggettivamente, non c'è storia, non c'è competizione, immaginate anche soltanto realizzare una pubblicità, quindi su questo ho visto persone, il comune sentire che comincia ad essere un pochino spaventato. E poi però c'è da dire che se cercate Sora su Google, Sora è il nome di un comune nel Frosinate che tiene alta la bandiera del prima di OpenAI e quindi viva il comune di Frosinate che non hanno ancora lanciato, perché poi è soltanto in limited release a pochi ricercatori e a qualche content creator, diceva Altman. Poi abbiamo visto in passato anche con i vari modelli GPT, che se prima tenevano un po' i remi in barca erano parchi, poi dopo sei mesi. Vabbè, quei rischi di cui parlavamo sei mesi fa fa niente, alla fine Information Wants to be Freno? Sì, sì. E comunque sulle correlate c'è anche sopra Sora, c'è Soralella. Soralella stavo per dire. Sempre. Più Soralella e meno OpenAI. Et voilà, non c'è niente da dire. Questa roba dell'intelligenza artificiale avvelenata e gli agenti dormienti, Michele che ci hai messo da Ars Technica? Allora, aspetta, aspetta, qual è? È un'allarme che arriva, se non sbaglio, da Antropic. Antropic è il principale concorrente di OpenAI. Ha tirato fuori un paper dove mostra che "avvelenare", cioè in qualche modo inquinare le fonti di dati di questi sistemi generativi, può far sì che poi il codice generato dai sistemi generativi, pensate a Copilot per esempio, potrebbe contenere dei sleeper agents, potrebbe contenere dei bug o delle problematiche o dei semplici, per ora semplici, magari in futuro anche più complessi, sistemi tipo Trojan, di intrusione, di bersagli di attacchi di qualsiasi tipo, di DOS o robe del genere, che vengono attivati in un secondo tempo. Cioè immaginatevi di convincere Copilot quando genera del codice che ha accesso alla rete, tu stai programmando, stai sviluppando il tuo software di una libreria che finisce magari su internet, ti fai generare delle parti da Copilot, Copilot però è stato in qualche modo avvelenato, addestrato in maniera maliziosa e inserisce dei bug all'interno di questo codice che apparentemente non influiscono negativamente, non sono neanche semplici da tracciare a una revisione non attenta del codice generato, ma che possono in un secondo momento essere utilizzati come vulnerabilità da chi ha inizialmente avvelenato, cioè inquinato le basi dati del sistema generativo. È una roba credo più teorica che altro in questo momento, non so se nell'articolo hanno fatto degli esempi veri e propri, forse addirittura sì, ma hanno già mostrato delle cose del genere. È motivo comunque di apprensione oggi. Apre una nuova riflessione, perché comunque sono tematiche da cui non siamo abituati a proteggerci e quindi anche solo il tema di capire che la capacità di un Copilota diventa fondamentale nella presa di una decisione su cui tu non hai diritto di giudizio perché per te diventa trasparente, è un tema non facile da spiegare a chi la utilizzerà come una tecnologia. Mi viene un parallelo su un esempio che noi abbiamo sempre fatto, il fatto di essere nativo digitale non è mai di per sé sinonimo di conoscenza perché tu nasci dentro di un ecosistema che per te è così e quindi a meno che tu non voglia approfondire lo vivi come uno standard de facto, non ti fa la domanda di come funziona. Questa cosa qui finché tu sei passivo nella produzione del contenuto crea problemi come la disinformazione ad esempio, non ti poni il problema della fonte. Quando questa trasparenza che non ti fa fare la domanda però non è più nella tua veste di passivo ricevente ma nella tua veste di non contestare un'azione che diventa attiva del tuo Copilota, questo apre tutta una serie di punti che non sono banali e che dovrebbero essere affrontati in termini di responsabilità. E' lo stesso tema poi delle auto-auto, in quel caso lo chiamiamo auto, è un copilot alla fine anche quello però è esattamente lo stesso discorso. Se siamo abituati a usare delle macchine che ci aiutano in maniera molto molto forte a guidare ecco e diventa quasi più quasi peggio che dici vabbè quasi faccio fare tutto alla macchina e in quel caso faccio scrivere tutta la macchina forse mi viene il dubbio ma vado a guardare mentre invece se siamo in quella nebbiolina dove un po' faccio io un po' fa la macchina ecco dici vabbè ma tanto stavo guardando no perché non non avevi comunque lo stesso livello di attenzione che avresti avuto se fossi stato a scrivere. Sarebbero necessari maggiori studi proprio sul concetto di attenzione come dici tu che poi si può applicare a guidare una macchina a produrre del codice o cose del genere. Dobbiamo ringraziare i nostri produttori esecutivi. Siete la linfa vitale di Digitalia, Digitalia si finanzia sul contributo dei suoi ascoltatori che diventano produttori esecutivi seguendo i dettami del value for value del podcast in 2.0 anzi inventandolo e preconizzandolo perché Digitalia fa così da molto prima che fosse che fosse inventato il concetto di value for value del podcast in 2.0 il concetto è molto semplice noi produciamo qualche cosa voi lo ascoltate per voi probabilmente ha un valore quanto è questo valore lo sapete solo voi ed è per questo che vi lasciamo la responsabilità di decidere quanto vale per voi e cosa dare in cambio che cosa in che modo dare un ritorno time talent and treasure sono le tre possibilità il vostro tempo il vostro talento se volete produrre qualcosa per Digitalia contattateci se volete dedicare del tempo con una recensione da qualche altra parte certo ma ovviamente la cosa che è più semplice più immediata e anche utile la vostra pecunia decidete voi quanto donare a Digitalia con i meccanismi del podcast in 2.0 automatizzati se siete sulla frontiera se no Paypal, Satisplay, unifico bancario, bitcoin non c'è in vecchia maniera tutti i meccanismi sono alla vostra portata e sono presenti indicati sul sito andate su digitalia.fm e trovate in alto il link per le donazioni aiuta ci dona non mi ricordo più ogni volta forse contribuisci com'è quel link lì me lo dimentico se è supporta ecco in alto nel menu in alto c'è scritto supporta se accedete con un dispositivo mobile lo trovate comunque andate in fondo alla pagina e trovate tutti i link in cambio noi oltre a continuare a lavorare per voi settimana dopo settimana vi ringraziamo in trasmissione vi citiamo nella notte della puntata chi si offre volontario? Giulio dai vuoi cominciare? Pronti pronti pronti allora partiamo con le donazioni tipo value for value e partiamo con Nicola Gabriele del Popolo, Nicola Forte, Capitano Harlock, Paolo Bernardini, Jackal, F Trava, Fiorenzo Pilla, Ferro, Arzigogolo, Anonymous, Idol Fellow, Pablo, Gianluca Trevisani e Giulie Hawke ringraziamo i nostri streamer grazie grazie agli streamer Fiorenzo Pilla con 2.000 satoshi che fa un boost e ci dice argomento funzione funzione di ark che restituisce un riassunto dei risultati di una ricerca invece che link agli stessi propongo un tema ulteriore con l'utilizzo dei motori abbiamo delegato la ricerca delle fonti in moltissimi casi google a decidere quali siano le fonti rilevanti qui facciamo un passo ulteriore non deleghiamo solo la ricerca delle fonti ma anche la loro interpretazione può sembrare poco ma in prospettiva l'impatto è considerevole è assolutamente un grande impatto grazie Fiorenzo andiamo poi su aka Grinta 2.000 satoshi che ci fa un altro boost e d'altra parte ci tiene a sottolinearlo va bene come lo dite tanto più che il nome io voglio sentire rifacciamolo di nuovo il boost eccolo qua grinta grazie del rectore 2.000 satoshi per pedale executive producer con donazioni singole da un euro di manuel zavatta davide tinti e giuliano arcinotti grazie una donazione singola da 2,1 euro di nicola gabriele del popolo grazie mille partiamo poi con le donazioni ricorrenti da un euro di vincenzo ingenito 1,1 euro di carlo thomas 1,5 euro di andrea guido e 2 euro di mano con una donazione singola che ringraziamo grazie seguono due donazioni ricorrenti a due euro di alessio ferrara andrea nicola vasile e poi la batteria dei donatori ricorrenti da tre euro mese che ci sono alessandro morgantini antonio taurisano simone podico maurio giammona mario giammona michelangelo rocchetti denis grosso marco grechi michele francesco falsarano umberto marcello giorgio puglisi andrea malesani fabbio brunelli alessandro grossi fabrizio reina e enrico carabinieri cuore grazie 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mancherebbe ci mancherebbe mai i numeri sono quasi 15 anni di digitalia anzi ad aprile credo che compriamo 15 anni se non dico cavolate per cui da 15 anni andiamo avanti così grazie ai produttori esecutivi volete che tra 15 anni voi e i vostri discendenti possano ancora ascoltare digitalia ebbene certamente uno dei modi principali in cui potete propiziarlo è continuando a dare una mano grazie ancora per la vostra generosità allora questa cosa di apple che rimuove le pva le pwale progressi web apps da ios in europa l'ha fatto abbastanza scalpore progressi web apps che cos'è progressi web apps sono tutta una serie di caratteristiche che con cui le applicazioni codificate via web quindi html javascript codice che arriva dal server robe del genere quelle che a cui pensate a pensate a gmail accedere a gmail tramite interfaccia web sul sui dispositivi mobile con queste tecnologie progressi web apps fanno sì che si riduca tantissimo la differenza tra applicazioni native e applicazioni web dalle robe più banali quindi partire direttamente da un'icona sulla springboard ad aprirsi senza attorno il chrome cioè l'interfaccia tipica del browser ma semplicemente mostrando la pagina e quindi l'interfaccia del software fino a cose più avanzate tipo la possibilità di mandare notifiche push o altre tecnologie di integrazione col sistema operativo che normalmente erano riservate solo alle applicazioni native ecco invece le applicazioni progressi web apps possono accedere a questo tipo di funzionalità android era stato forse più rapido nell'adottarle ma anche ios nelle ultime versioni aveva sempre più aperto a questo tipo di tecnologie sterzata anzi in versione a u bestiale di apple in seguito alle agli adeguamenti che ha fatto per adeguarsi a dsa e dma insomma alle alle legislazioni europee su su servizi e concorrenza che sembra tanto tanto una vendetta apple e dice che dovrebbe riscrivere tutto alla luce delle dei nuovi cambiamenti di cui abbiamo già parlato dovrebbe riscrivere tutto lo stack di queste pva però sembra tanto tanto tanto una vendetta nei confronti del libro perché poi di base la motivazione che loro adducono è il fatto che aprendo sia store di terze parti si devono aprire anche ad alternative di safari e quindi non sarebbero più basate su webkit e quindi non possiamo più garantire che e quindi tutto a cascata e quindi di non renderle una questione di sicurezza ovviamente chrome che faceva girare cioè scusate safari che faceva girare fino adesso queste pua è interamente codificato da apple ed è preparato in modo da schermare il sistema in modo che queste applicazioni non possono andare a interagire col sistema in maniera negativa che le dà la privacy o che metta in pericolo l'utente per per per farlo con browser di terze parti ovviamente serve tutto un ripensamento dell'architettura e ci sta oddio apple non è che sia un'azienda cui mancano le risorse però a volte il tempo può essere troppo limitato indipendentemente dalla quantità di risorse che ci metti a lavorarci per cui diamogli il beneficio del dubbio poi bisogna vedere la bisogna vedere la replica perché tutte queste tante volte ci dimentichiamo che tutte queste azioni da parte di apple avranno poi un un riverbero è una risposta da parte della dell'unione europea che potrà dire hai fatto abbastanza non hai fatto abbastanza devi fare di più oppure addirittura ecco la multina come è stato ad esempio per lo streaming della musica oggi notizia di oggi o di ieri 500 milioni di dollari di multa da parte dell'unione europea rumors dicono che appunto pare che era relativa appunto alla questione musica quindi non c'entrano i recenti dsa e dma apple avrebbe fatto in modo che la sua alternativa spotify apple music fosse stata avvantaggiata a discapito poi dell'utente che con più possibilità di scelta con una scelta più evidente avrebbe potuto risparmiare dei soldi con appunto l'alternativa sì l'impedimento che è stato tolto ultimamente da parte di apple per gli sviluppatori di pubblicizzare nella app il fatto che esternamente alla app si può pagare lo stesso abbonamento di meno questa era una cosa molto molto specifica contenuta nelle guidelines di apple e di cui facevano enforcement in maniera abbastanza violenta e non fa parte della lettera del dsa certamente ma è sempre nella stessa filosofia è sempre in tema di intralcio alla concorrenza abuso di una posizione dominante su questo tema una riflessione con voi sentivo l'ultima puntata di leo laporto su questo noto una superficializzazione del dibattito americano su questi temi nel senso che si tende probabilmente in questo momento a polarizzare anche da parte dei commentatori tecnologici che spesso possono anche avere opinioni interessanti ma si tende più a rendere queste tematiche quasi squadre di calcio stati uniti contro europa piuttosto che entrare poi nel merito di quello che viene detto cioè ho sentito questo dibattito allucinante in cui si commentava questa multa invece entra nel merito di "ah ma sai apple sì effettivamente però a me hanno fatto una debita a 2.000 euro quando ho riconsegnato la macchina e allora i rentacar chi li controlla?" invece di trovo che questo probabilmente sia un grande merito di riflessione dell'unione europea che probabilmente cerca di riportare il dibattito su delle tematiche che se vengono trattate così ecco quali distorsioni che vanno a generare sul mercato e sono cose serie e concrete sì sicuramente se vai a leggere i commenti al dsa il dma sicuramente il tema è però sono ritorsioni nei confronti degli delle aziende americane per il fatto stesso di essere americani e ragazzi a me non mi torna nel senso il fatto che ok sono tutte aziende americane tranne tiktok di cui in queste in queste discussioni ci si dimentica sempre però come dire non ci sono alternative le alle aziende grandi aziende oggi vengono da là è una riflessione di quella che abbiamo considerato per tanto tempo l'elite che non associa al trump di turno perché no il trump è votato da quelli che nell'america profonda eccetera invece sono riflessioni pari pari a quelle che poi vengono proposte su quel tipo di politica e noi contro di voi non entri nel merito può essere d'accordo o no ma non sento commentatori americani che fanno una riflessione anche solo nel disaccordo a parte ovviamente qualcuno poi mai generalizzare però è un tema che vorrei sottolineare perché effettivamente il dibattito da noi anche in chi è disaccordo con queste predeposizioni è molto più evoluto diciamo che c'è un problema di filosofia dietro e di supposta non competenza cosa ne sapete voi che non avete mai prodotto una apple in europa una microsoft una google che cosa ne sapete voi quello che legislate voi rischiano di rompere il giocattolo e una piccola una parte di ragione c'è in tutto questo è se per promulgare queste leggi ovviamente il politico deve appoggiarsi a delle persone competenti non è che il politico che domani la meloni si mette lì e scrive gli articoli del dsa o della legge sulla privacy o gentiloni o chi vogliamo ci sono i politici poi ci sono i burocrati e poi ci sono dei consulenti e ovviamente se i consulenti sono il prodotto di aziende europee di stati europei che non hanno prodotto questo tipo di servizi anche se possono avere lavorato alle sussidiarie europee o a volte anche americane di queste aziende questi questi esperti ma non non provengono teoricamente da un umus che ha prodotto e che può conoscere nei dettagli quelle che sono le problematiche e si rischia di rompere il giocattolo il rischio c'è se rileggiamo il l'articolo di sinoschi della settimana scorsa se andiamo a vedere a quello che è stato il risultato della cookie low difficile dargli completamente torto no certo che nonostante ripetuti richiami le aziende americane hanno fatto orecchia da mercante hanno detto no facciamo così perché noi abbiamo deciso così è ovvio che poi i legislatori specialmente quelli con una sensibilità diversa da quelli che hanno prodotto le leggi che hanno permesso a queste società di crescere praticamente senza regole qualche cosa si trovano a fare e sono due sistemi che hanno delle differenze enormi proprio nel modo di pensare di intendere e che certamente stanno generando degli attriti si spera che da questo attrito per consunzione in qualche modo a un certo punto le parti che non combaciano che non coincidano si consumino a vicenda e smussino in qualche modo gli spigoli no che imparino a un certo punto che ci sia un a compensazione un atteggiamento più collaborativo in cui magari si costruiscono si riescono a costruire delle leggi che non trasformino completamente il giocattolo che non mandino tutto all'aria che non buttino via il bambino con l'acqua sporca ripeto nessuno può dire che la cookie low abbia avuto degli effetti positivi e nessun effetto negativo perché se noi misuriamo solo la quantità di click in più che dobbiamo fare durante una giornata e durante tutta la nostra vita lavorativa ogni volta che visitiamo un sito nuovo ebbene direi che basta questo dato per pensare alla quantità di energia spesa al numero di bit possiamo calcolarlo in quantità di co2 rilasciate nell'atmosfera semplicemente per cliccare quei cacchio di assolutamente inutili banner che non hanno per nulla migliorato la nostra privacy la nostra sicurezza di navigazione in nessunissima maniera e in maniera più complessa dsa e dma possono avere degli effetti distorsivi analoghi nella loro esagerazione vedremo vedremo abbiamo visto la compliance malevola di apple vedremo quella di altre ditte vedremo come reagirà l'Europa e vedremo appunto se si smusseranno gli spigoli se si arriverà a qualche cosa di veramente utile per l'umanità. Beh è un pezzo che però hai lasciato fuori dall'equazione che secondo me si trova un po' nel nel mezzo perché con la cookie low forse è la prima che è venuto poi dopo però è venuto il GDPR che comunque ha dei dei forti accenti di burocratese non a livello di click però sicuramente ha aggiunto un livello di complessità però ha anche dato un una forte spinta su questi temi nei confronti delle aziende all'interno delle aziende che prima se ne battevano altamente ha creato un framework che può essere più o meno giusto che in alcuni paesi viene interpretato in un modo più stretto in altri più largo però ha posto un accento con una secondo me con una nella giusta nella giusta misura ecco infatti una cosa che anche lì tornando al dibattito sul tema di Apple negli Stati Uniti c'è un'enorme confusione tra la cookie low e il GDPR che di solito non vengono messe con un end nel mezzo creando un'enorme confusione quando poi spesso anche negli Stati Uniti stessi ha generato un dibattito in alcuni casi anche delle delle leggi sì sono assolutamente d'accordo con te chissà comunque sono d'accordo con voi a moltissimi lati negativi dai dati che ho io a livello empirico su molti miei clienti tra il 15 e il 30 per cento di dove è implementata correttamente gli utenti scelgono no e quel no porta tutta una serie di riflessioni poi a cascata sul fatto non puoi caricare la pubblicità devono essere interpretate le cose in un certo modo e quindi devi proporre delle soluzioni alternative per monetizzare e quindi e quindi e quindi però comunque tu hai dato a 30 per cento di persone la possibilità di dire no che comunque non è proprio una bottiglia. Hai ragione forse è stato troppo severo no però no l'aspetto migliorabile è quello come abbiamo sempre detto basta fare un flag sul browser cioè si chiama do not track si chiama do not track lo segnala al browser di default se tu lo metti nelle tue opzioni del browser il browser a tutti i siti che visita dice do not track però questa cosa qui non c'è nessun enforcement legale esatto è quello il punto sono due cose slegate una soluzione tecnica che non è dappertutto implementata in maniera corretta certo certo è proprio così dai chiudiamo con i gingili del giorno. Signore e signori i gingili del giorno. I gingili del giorno sono i regali digitaliani per i digitaliani digitalia chiude sempre così con le segnalazioni hardware software letterature i consigli delle voci digitali a che hanno sperimentato che vi segnalano qualche tecnologia letteratura hardware software qualsiasi cosa che abbia attinenza digitaliana che abbia colpito la loro curiosità o stravolto la loro esistenza vediamo qualsiasi formatura ovviamente nel mezzo è ben accetta vediamo Giulio dai allora io da appassionato comunque del cartace a me la rivista al toccare i contenuti piace molto le dico al giornale che vi devo dire è un rito che mi piace sempre molto fare quindi mi piaceva riabbonarmi a qualche rivista che potessi ricevere comodamente a casa e tra varie soluzioni di brand che sono tutte un po contorte perché fare un abbonamento cartaceo oggi accedi in tutte sezioni strane del sito roba non più mantenuta tutta una roba strana ho trovato invece questa soluzione molto nota ma non l'avevo mai utilizzata che si chiama abbonamenti.it che ha un catalogo multi categoria di tutte le grandi riviste anche piccole insomma è un catalogo veramente molto ampio e facendo un unico account su questa piattaforma tu decidi semplicemente a cosa abbonarti apprezzi molto più convenienti dei siti di brand entro una settimana viene tutto registrato dalla settimana successiva cominciano arrivati le riviste sono cominciate ad arrivare tutto puntuale esperienza facilissima tre clic e invece su tutti gli altri siti mi sono incastrato mille volte quindi per chi ti piace il cartaceo abbonamenti.it trovate tutto quello che cercate fantastico un altro tuffo in retrolandia che però può essere può essere un bel tuffo se pensiamo a tutte le cose di cui abbiamo parlato all'inizio trasmissione. Michele? Ma in realtà continuiamo sullo stesso sullo stesso mood un po' a retro perché il mio gingillo è boredreading.com che è un progetto di uno di uno sviluppatore che è una via di mezzo tra google reader e reddit è un aggregatore di notizie anzi più che un aggregatore di notizie è un aggregatore di post questo sviluppatore ha selezionato una serie di fonti di siti che hanno un feed rss ci ha costruito attorno un'interfaccia che ricorda molto in realtà ricorda molto google reader da una parte dall'altra invece ha anche qualche elemento di reddit tipo i upvote e i downvote insomma vi fate il vostro account è gratuito vi selezionate le fonti i temi cui siete più interessati e quando non avete niente da fare che magari siete sul trono ecco invece di andare a scorrere twitter vi andate a scorrere le notizie che ci sono appunto su bored reading l'impostazione grafica sono andato a visitare l'impostazione grafica mi ha fatto ricordare un'altra cosa che ho completamente cancellato adesso beccatevi il tuffo nel passato sblocca c'è un ricordo dig dig mazza non c'è un saluto allora credo madonna sì sì ma che bello era scomparso si stanco sta ancora vivendo assomigliavano era era una lista di articoli con la freccia su e giù per fare l'upvote il downvote una roba del genere dig sì sì poi era aveva avuto un crollo per qualche motivo perché ve l'avevo di parlare eravamo già qui e vi sblocco un altro ricordo il primo grande flop di dig fu la top bar di dig e loro implementarono questa top bar quando dopo che cliccavi il link e ci fu la rivolta della user base ragione ragione che rimaneva sticky esatto esatto è un autogol di quelli da cinetica poi lui poi ha venduto quando ancora valeva qualche centinaio di milioni di dollari e poi è scomparso definitivamente bella storia vabbè vedi che ogni tanto i ricordi del passato tornano grazie grazie michele un video per chiudere informativo della serie su youtube da veritasium che devo dire pubblicano delle cose veramente interessanti questo qui è sui led blu e vi racconta la storia la difficile storia che ha portato all'invenzione dei led blu grazie ai quali oggi abbiamo tra le altre cose i display a led e anche le luci di casa led invece delle vecchie halogene perché da tantissimi anni avevamo imparato a fare i led rossi poco dopo quelli verdi ma fare un led blu che necessitava di un livello di energia più elevato e di caratteristiche avevano praticamente tutti rinunciato e non ci saremmo mai arrivati probabilmente se non grazie alla testardaggine di un giapponese un dipendente che lavorava quasi di nascosto dalla sua azienda che non voleva che spendesse soldi e tempo su queste cose e che invece è arrivato a scoprire quello che dite enormi che le varie multinazionali non erano riuscite a realizzare nonostante investimenti veramente miliardari andate a vedere why it was almost impossible to make the blue led lo trovate insieme agli altri ingredienti del giorno sempre lì digitalia.fm/711 e siamo ai saluti finali con le raccomandazioni quelle di portare orecchiette fresche quelle delle vostre amiche e dei vostri amici protodigitaliani se li sentite o se parlano con voi al bar in metro al lavoro di robe digitaliane perché non li portate da queste parti così avete qualche cosa in più da condividere noi cerchiamo ovviamente di farvi fare bella figura contatti al volo digitalia.fm/mastodon.1 e il nostro account ufficiale di digitalia_bc@mastodon.social il bocchettone con tutte le notizie che passano in settimane che consideriamo per l'eventuale inclusione in trasmissione giulio cupini@mastodon.social e il nostro giulio michele_dm@livellosegreto.it e il sottoscritto franco solerio@mastodon.social direi che con questo è tutto per questa puntata 711 dall'emistudio liguria 1 di sanremo un saluto da franco solerio dallo studio di milano un ciao da michele di maio e dallo studio dei castelli romani un ciao da giulio cupini ci sentiamo la settimana prossima con una nuova puntata di digitalia.

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