L'antica città di Pompei è oggi un museo archeologico ricco di tecnologia, con realtà virtuale ed AI al servizio della preservazione storica. Ne parliamo con il prof. Francesco Colace e il dott. Michele Pellegrino dell'Università di Salerno che ci guideranno alla scoperta di una città antichissima e smart allo stesso tempo.
Dallo studio distribuito di Gunp Media Production.
Notizie di tecnologia
Questo è Digitalia
Settimana del 24 agosto 2026 in questo terzo speciale estivo
abbiamo l'onore di ospitare Francesco Colace e Michele Pellegrino dell'Università
di Salerno per parlare del loro lavoro archeologico e digitale
sulla città antica di Pompei fra tecnologia e tradizione.
Dallo studio di Milano Città Studi Francesco Facconi e
dallo studio cittadino di Avellino Massimo De Santo.
Eccoci qua, ciao Max, che bello partecipare
ancora una puntata insieme, una puntata speciale.
Noi siamo una coppia da puntate spe speciali, noi c'è una cosa speciali
meraviglioso in questo caldo agosto, anche se spero sia caldo penso sia caldo
perché ora siamo a luglio diciamolo dovremmo dirlo non lo devi dire hai
rotto l'incantesimo temporale sì, ma noi lo diciamo sempre siamo in time sync
oggi siamo fuori comunque le previsioni sono di un caldo agosto siamo onesti
E allora oggi siamo qua per parlare di Pompei, non solo ci sono tanti altri
argomenti tecnologici e abbiamo un po' di ospiti che ci vuoi presentare tu Max dai.
Come no, anche se come dire da un lato diciamo provo
un po' di imbarazzo perché ovviamente come dirò tra poco i
miei ospiti sono i nostri ospiti sono Francesco Colace
che è stato uno dei miei primi allievi e che oggi è
un anche lui professorone dell'Università di Studi di Salerno, direttore del centro
ICT di Ateneo ICT per i beni culturali infatti il tema è
squisitamente legato appunto a una serie di attività che con il centro
si stanno conducendo e che sono sulla diciamo cresta dell'onda per quanto
riguarda le applicazioni del BIM, della digitalizzazione nel settore del patrimonio culturale.
E con lui c'è un altro allievo e giovane
virgulto dell'Università di Salerno che è Michele Pellegrino Michele attualmente è
vincitore della prestigiosa borsa Marie Curie, se non erro, vero Michele?
Quindi vi ho presentati potete salutare.
Ok, salve a tutti, io sono Francesco.
Buonasera a tutti e sono Michele
.
Ciao Michele, ciao Francesco, benvenuti che bello essere qui stasera.
So che parleremo di tante cose interessanti.
Abbiamo detto Pompei prima di no prima di metterci nel discorso, volete raccontarci
un pochino di più in due parole su di voi qualche cosina un
po' di autobiografia veloce Velocissimi, velocissimi, giusto per chi non vi conosce
Io sono un docente dell'Università di sud di Salerno, il mio maestro è
stato il professore De Santo è il professore De Santo che sta lì.
Le mie attività di ricerca vanno sostanzialmente nell'ambito dell'introduzione
delle nuove tecnologie nel mondo dei beni culturali.
Bellissimo.
Michele, tu invece
raccontaci.
Allora, io invece sono un archeologo diciamo da quando è iniziata un po'
la mia carriera accademica in quanto studente, diciamo dall'inizio della triennale ho sempre
avuto un paio di camici a disposizione, quello dell'archeologo e quello
dell'amante un po' della tecnologia mi occupo principalmente di archeologia
preistorica, quindi le età più risalenti della storia dell'uomo che
evidentemente dall'inizio mi hanno portato a dover immaginare
meglio forse con la tecnologia quello che
è un paesaggio invisibile della preistoria.
Meraviglioso preistoria subito sto pensando ai dinosauri adesso cercherò di togliermi
questo dalla mente promesso chiusa e vabbè io da persona media
Fantastico e allora dicevamo parliamo di Pompei stasera di che cosa
parliamo di Pompei perché non è né preistoria né digitale.
però forse un po' tutte e due argomenti li tocca giusto?
Allora, in uno dei due cafi hai sbagliato perché Pompei è anche digitale.
E questa la scopriamo fantastica questa è una delle cose che
io dico sempre in questo momento la città più smart d'Italia
a mio avviso è proprio Pompei, la città antica di Pompei
perché all'interno del parco archeologico di Pompei ci sono le migliori tecnologie digitali
al servizio dei beni culturali è un parco che tutti conoscono per la
sua importanza per la sua unicità è una sorta di fotografia tridimensionale
di una giornata in qualche modo si è fermato lì il tempo in
sul finire alcuni dicono sul finire di agosto del 79 dC altri dicono
invece che era ottobre sulla datazione si potrebbe insomma discutere un po'
ma la verità è che quei giorni sono per sempre ora uso
il termine congelato che per descrivere una città che invece è stata
sepolta da È proprio il contrario, esatto, non funziona bene però è
congelata in quella giornata tutto si è fermato in quel momento e
rappresenta un unicum perché è l'unico caso in cui noi possiamo
guardare e toccare con mano ancora una città del 79 d.C.
Però a fianco a questo aspetto archeologico e culturale per preservarla sono
stati utilizzati gli strumenti tecnologici più importanti e più stato dell'arte e
lì c'è un trionfo di tecnologia tecnologia applicata al servizio
del visitatore sicuramente, ma anche e soprattutto al
servizio di chi deve manutenere quella città.
Ecco, raccontaci un po' più qualche dettaglio di questa trionfo della
tecnologia di cui parli, perché penso che tutti immaginano per esempio
che so riproduzioni visive, ma le cose che
sono in gioco lì sono molto più sofisticate.
Sì, quella diciamo molte volte sono la punta dell'iceberg sono quelle che
in qualche modo vengono mostrate ai visitatori e che permettono anche talvolta
di avere quell'effetto wow che molte volte ma Pompei ha
tutto un apparato digitale di monitoraggio è uno dei luoghi
dove il monitoraggio predittivo e tutte le tecniche di conservazione
assistite dalle nuove tecnologie si sono sviluppate per prime.
E anche il luogo dove per primo si è cominciato a parlare concretamente di
Digital Twin di un clone digitale della città e questo è gioco forse una
necessità per Pompei, perché facendo tutti i debiti scongiuri, io vi ricordo che la
città di Pompei è stata distrutta da un vulcano che si chiama Vesuvio
e che è ancora è ancora lì mi pare che è ancora lì quella che è
quella montagnetta che si vede se uno guarda bene perché è piccolina e non si nota
esatto e quindi quella montagnetta è ancora lì e potrebbe distruggere nuovamente quella città
facendo perdere tutto ciò che abbiamo su quella città, tutto ciò
che abbiamo imparato e che possiamo ancora imparare anche perché Pompei
è ancora un cantiere è stata scavata in questo momento solo
per i due terzi, quindi rimane ancora un terzo
da poter far emergere e quindi la necessità di avere un
clone digitale di avere una rappresentazione digitale, un gemello digitale quanto
più vicino alla realtà è è una necessità vera
laddove non pensiamo più a noi alla nostra
generazione, ma a quelle che verranno dopo.
Tant'è vero che quando noi facciamo le riunioni del comitato scientifico, abbiamo quasi un
obbligo morale che è quello di pensare sempre a 50 anni, cioè tutte le
azioni che mettiamo in campo sono azioni che in qualche modo hanno
una prospettiva di almeno 50 anni che è tantissimo in ambito
tecnologico e un'eternità mi aiuti a capire meglio il concetto di
digital Twin cioè un concetto che conosco è una rappresentazione di
spesso si usa proprio di oggetti fisici per vederne lo Stato, ma qui quanto ti
faccio una domanda forse sciocca, spero non lo so, ma io posso mettermi degli occhialietti
e viaggiare dentro Pompei in teoria, cioè siamo arrivati a questo livello di No, ma
non è questo il problema il punto questo è sempre l'effetto wow.
Noi abbiamo bisogno dapprima di avere un clone digitale vero.
navigabile col computer tranquillamente su una scrivania e che in qualche modo
rappresenti lo stato di salute dell'artefatto che stiamo in qualche modo controllando
monitorando in tal senso già nella metà del già nel 2015
è partita una fortissima campagna di digitalizzazione di Pompei con tecniche di laser
scanning e fotogrammetria che hanno fatto sì che per ogni zona di Pompei
fosse possibile costruire un modello digitale sotto BIM e quindi un modello virtuale
rappresentativo dei luoghi che stanno in che si stanno digitalizzando.
Associati a questi modelli con l'avanzare delle
tecnologie sono stati inseriti dei sensori
e quindi è come se tutte queste infrastrutture ci parlassero.
ci dicessero continuamente il loro stato di salute e di che cosa bisognano.
E questa la novità in qualche modo a noi non interessa in
questo momento tanto poterle navigare con gli occhi atti e così via,
ma poi su questo ci torneremo perché poi è l'oggetto
delle attività che stiamo svolgendo in questi giorni a quello che interessa
al manutentore di Pompei, chi in qualche modo controlla e dirige la
cittadina di Pompei antica è quello di avere un quadro completo e
immediato in real time di tutto ciò che sta accadendo nella città
e dello stato di salute di ogni singola componente
presente all'interno della città, perché diciamolo ogni tanto di
più nel passato anche recente ci sono stati dei
dei momenti di danno dei crolli e questo
aiuta a prevenirli giusto aiuta ad anticiparli.
Premesso che questa cosa che stiamo dicendo, quella dei
crolli è una cosa abbastanza naturale è una città.
abbiamo 2000 anni.
Esatto, è una città che
ha 2000 anni e quindi è una città con tutte le
difficoltà della città tra l'altro vi sottolineo è una città strana
è una città che ogni giorno si popola di abitanti nuovi.
che la calpestano con scarpe che non
erano pensate per l'epoca, eccetera, eccetera, eccetera.
Tenete presente che Pompei come parco archeologico fa circa 4
milioni di visitatori l'anno e ci sono dei giorni in
cui a punte aveva punte di circa 30.000, 35.000 visitatori.
Si pensi che Pompei moderna ha 20.000 abitanti
quindi in qualche modo tu ti trovi un'altra città nella città in un giorno.
Questi homo peregrinus non c'erano ai tempi degli
antichi romani, non in quantità così importanti.
No, la città di Pompei complessivamente contava
già all'epoca sui 20.000 abitanti, però.
Sì, era tanto però Pompei non era una città
importante, famosissima di cui avremmo avuto conoscenza oggi se non fosse stata
sommersa dal Vesuvio era una città normale, una città di persone
più o meno abbienti pigre come tutti i romani era
arrivata diciamo alle nei tabloid della diciamo dell'impero romano, semplicemente
per quel piccolo quella piccola baruffa che c'è stata
nell'anfiteatro contro i nocerini, quindi quando c'è stata questa questa piccola rissa
diciamo tra le tifoserie che questo ha portato anche a un.
questa cosa non credo sia molto nota raccontacela No,
infatti stavo pensavo di essere io l'unico ignorante in
questo momento, ma ascoltiamo questa storia dai dai dai.
La dico io prima e poi mi gelta i dettagli
si tratta del primo daspo della storia dello sport
suolo italico, diciamolo così nella pratica ci furono dei giochi dei
gladiatori e questo gioco dei gladiatori portarono a confrontarsi i tifosi
pompeani e tifosi nocerini che se le diedero di santa ragione.
E tutto ciò è immortalato in un affresco, credo, in cui appunto si racconta
di questa rissa che ci fu fra queste due tifoserie e che portò alla
sospensione dei giochi all'interno della città di Pompei che era anche un motivo in
qualche modo di ordine pubblico perché Pompei aveva l'anfideatro all'interno delle mura
e non era no non era proprio la cosa migliore del mondo avere
una rissa all'interno delle mura della città questa cosa che vi abbiamo raccontato
è famosa proprio perché insomma si tratta del primo daspo della storia
dello sport italico se vogliamo poi considerare le lotte gladiatorie uno sport e insomma
quando si fa in visita a Pompei si vede a San fresco insomma si
racconta di questa storia Michele puoi dirci qualcosa in più siamo praticamente
una dozzina d'anni prima di diciamo dell'evento che conclusivo, mettiamola così
quindi di questo questo screenshot di che è successo a Pompei
nel 79 siamo forse una vent'anni nel 59 dopo.
Durante una delle normalissime
giornate di festa, perché ci sono i figli i giochi ludi gladiatori, quindi
la popolazione nobile di Pompei e anche diciamo la parte plebea era invitata
a questi giochi a visualizzare a giocare, insomma con i gladiatori
e probabilmente non si sa quale realmente qual è il motivo, ma
insomma c'è stata questa rissa all'esterno e all'interno che poi proseguita all'esterno
abbiamo una fotografia di quel tempo esposta al museo nazionale archeologico di
Napoli e c'è questo affresco questa parte di affresco in cui si
vede la parte dell'anfiteatro diciamo in a volo d'uccello con questi piccoli
omini che un po' se le danno di di santa ragione
Insomma, questa questo evento ha fatto così tanto eco nella
insomma nella romanità che addirittura Nerone l'imperatore ha portato in
Senato questo problema e ha hanno deciso di bloccare
i giochi nell'anfiteatro di Pompei Un daspo che evidentemente è
stato poi è stato poi interrotto per volontà di Poppea.
Sì, così sembra che ci sia stata poi in qualche modo l'ingerenza di Poppea
che proveniva dalle zone limitrofe di Pompei da Oplontis sostanzialmente e
quindi sembra che Poppea poi avesse insomma chiesto all'imperatore di ridare
i giochi a Pompei come si vede l'influenza femminile ha sempre
la sua importante diciamo Tornando invece a noi,
diciamo tornando al concetto che si diceva prima
appunto Pompei ha 4 milioni di visitatori adesso è stato posto anche un
blocco agli ingressi, cioè più di 20.000 non si possono avere in un
giorno perché sostanzialmente è un rischio antropico troppo alto per la città non
riesce a sostenerlo e ecco appunto è importante avere in tempo reale un
monitoraggio continuo di quello che sta accadendo durante la visita delle persone
, quindi devi mettere in sicurezza sia il bene culturale, ma anche
le persone che stanno all'interno devo anche dirvi che Pompei si presta
per esempio a dei comportamenti un po' particolari tutti sono alla ricerca
del selfie più bello del mondo e quant'altro proprio perché è una
città aperta e tu puoi toccare mura puoi toccare colonne
e molte volte trovi persone che salgono su posti in cui non dovrebbero andare
e questo può portare a sostanzialmente a rotture crolli a rischi anche per la
persona anche per la persona e quindi tu hai la necessità di avere un
monitoraggio completo, quindi al digital Twin alla ricostruzione digitale che tu dicevi prima
poi sono stati associati i sensori e ce ne sono tanti ormai su
Pompei sensori che possono essere accelerometri sensori che sono capaci di catturare delle
vibrazioni, telecamere tutto quello che vi potete immaginare in termocamere di tutto
e in questo caso noi abbiamo continuamente una mappa in una cabina di regia
digitale di tutto quello che sta accadendo a Pompei, quindi in qualche modo l'intera
città ti parla ecco diciamo da questo punto di vista poi è ovvio
si può utilizzare anche per la ricostruzione con gli occhialini e far
vedere la città con occhi diversi al visitatore, anche se insomma noi
cerchiamo sempre di fare favorire la visita reale piuttosto che la virtuale.
No, però in un fra 50, anzi 500 5000 anni e forse
di più quando il Vesuvio avrà fatto la sua secondo rottino.
potremmo continuare a viverla questa è la cosa importante.
Questo potrebbe essere utile anche per la ricerca, cioè avere delle ricostruzioni quanto
più precise e possibili della città favorisce poi la ricerca, favorisce il lavoro
continuo dei gruppi di ricerca, anche che non sono sui luoghi che quindi
lavorano da remoto, ma tra l'altro anche questo non è
qualcosa di nuovo e vi spiego perché perché Fiorelli che è
uno dei primi che ha lavorato a Pompei sugli scavi sul
finire dell'ottocento costruì se vuoi una replica di un digital Twin
costruire un digital ttter a Delitter che era un plastico un twin esatto, un
plastico da gile in cui lui riportava precisamente tutto quello che aveva visto a
Pompei quindi quella è una delle memorie più importanti che abbiamo nel parco
perché si trova al Man al museo archeologico nazionale di Napoli ed è hai
la possibilità di vedere quello che vedeva Fiorelli all'epoca è tutto decorato è
tutto preciso tutto puntuale hai effettivamente la visione di quello che c'era in
quel momento perché questo è importante perché alcune cose a Pompei scompaiono
Ma non perché vengono prese da turisti o rubate, scompaiono perché c'è
l'usura del tempo pensi all'epigrafi per esempio le epigrafi che sono all'aperto
vengono protette ma dopo un po' a causa dell'azione del sole della
pioggia è naturale giustamente cominciano a perdersi quindi i disegni del passato
le foto più o meno recenti, il plastico ti dà in qualche
modo la possibilità di capire quello che c'era prima e qui le
tecnologie ritornano perché tu puoi riutilizzarle e per esempio in realtà aumentata
puoi far vedere effettivamente quello che era una volta
quel disegno, quella scritta o quella parte di città come si copia una città?
Come si traduce in digitale?
Allora ti posso prima così Michele ti racconta con più dettaglio.
Noi veniamo dai dai mi piace Noi veniamo da un'esperienza che abbiamo
sviluppato nei mesi scorsi che si è conclusa sul finire di giugno
di ricostruzione di una casa che si chiama casa del Citarista è
una casa molto particolare è una delle prime che fu scoperta a
Pompei fu scoperta nella metà dell'ottocento 1850 più o meno
ed è una casa molto particolare, perché è una delle
case più grandi a Pompei in effetti sono tre case.
Perché insomma, tutto aveva origine in una casa iniziale, poi il possessore ha
fatto fortuna e ha comprato le altre case che gli erano vicini
e quindi questa è una casa sostanzialmente composta da tre case
molto grande, molto bella con tre pedistili con degli ingressi molto
belli, insomma è una casa particolare in cui all'interno è stata
trovata una statua la statua di Apollo citarista.
Apollo con la cetra o con la lira, perciò si chiama la casa del citarista.
Questa statua rimanda a un sogno.
È il sogno del fondatore della città di Efeso che sognò il
Dio che gli disse guarda tu fonderai Efeso dove troverai un cinghiale.
Trovano questo cinghiale, fondano Efeso e ringraziano il Dio con questa statua.
La statua viene trafugata dai romani da Marcantonio sostanzialmente si portano
questa statua a Roma e Augusto la tiene nella sua casa
.
Cosa accade anche Augusto sogna qualcosa sogna il Dio
che gli dice devi riportare la statua a Efeso.
Riparte ovviamente era una questione meramente politica si doveva
ridare dignità a quelle zone, eccetera, eccetera, eccetera riprendono
questa statua e la riportano ad Efeso.
Cosa c'entra Pompei?
In questa casa guarda un po' c'è questa statua
di Apollo citarista e ci sta il cinghiale
attaccato dai cani.
Allora c'è stato un altro sogno, quello dell'attuale direttore del
parco archeologico di Pompei che ha detto no, qui forse
la ricostruzione della casa deve essere fatta in modo diverso.
È un luogo in cui il Dio sta in un certo posto che guarda
il cinghiale, eccetera, eccetera, eccetera lui ha avuto un altro sogno fammi dire così
non è blasfemia quello che sto dicendo tutte le ricostruzioni archeologiche sono verosimili non
c'è mai certezza soprattutto in una città dove c'è stata un'eruzione
e quindi gli oggetti li trovi un po' sparsi nella casa stessa.
A questo punto abbiamo avuto un sogno il sogno del direttore
è stato perché non lo ricostruiamo attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale?
E quindi a partire da una serie di dati che avevamo già Michele
si è messa all'opera e ti racconta lui come si ricostruisce una città.
Allora, ricostruire una città è difficile perché da archeologo posso
dire che citando uno dei titolo di uno dei manuali
più interessanti tra gli archeologi, le storie vengono dalla Terra.
quindi il primo approccio necessario è quello del contesto
del sito, quindi la necessità di realizzare dei rilievi
quanto più accurati possibili, capire e analizzare questi rilievi.
su quanto è stato aggiunto
Nel tempo, quanto è venuto meno nel tempo, perché nel contesto di
Pompei diciamo prima è vero, ci sono stati dei crolli, però la
problematica più grande è che è un sito che non era previsto
In quel in quel modo, cioè gli ambienti erano chiusi, avevano i
secondi piani, quindi tutto quello che è esposto gli è capitato.
Il più delle volte gli restauri nel corso del tempo hanno aggiunto dei
pesi statici tutta una serie di elementi che quindi hanno compromesso la natura
dei insomma delle evidenze stesse.
Risponde oggi l'archeologo del terzo millennio d Cristo.
e nello specifico del 2026
Perché come dicevamo prima fino a una decina di anni
fa ricostruire una città in digitale era molto complesso e
soprattutto prevedeva delle diciamo dei workflow dei processi
molto più complessi, più articolati.
Oggi nel 2026 abbiamo la possibilità di documentare come abbiamo visto
sinora, quindi avere la possibilità di parlare con un digital Twin
con le strutture con le ossa di questo Digital
Twin e parlare con la documentazione storica archeologica che
nel frattempo è stata raccolta dagli archeologi, ovviamente.
fotografie, reperti, intuizioni archeologiche, cioè nel senso analisi rispetto
e interpretazione rispetto a quello che c'è sul luogo.
Per questo ulteriore sogno, poi diciamo la parte nostra
Abbiamo adottato delle tecniche di modellazione digitale tridimensionale
sono stati utilizzati dei software liberi, quindi io
ad esempio come il software di grafica blender
a cui è stata aggiunta la possibilità di integrare oggetti quindi per
oggetti intendo non solo statue ceramiche, quindi oggetti utensili, ma anche oggettiggetti
ritrovati di fatto che faceva parte della vita quotidiana, dell'uso quotidiano
insomma dell'abitatore di frequentatori di questa casa
intendo anche le decorazioni architettoniche, decorazioni parietali.
Nello specifico è quelle sono è stato questo diciamo il focus principale
della nostra ricerca che ha in qualche modo
unito la ricerca archeologica con anche l'intelligenza artificiale
arrivando a un risultato che come spesso diciamo noi archeologi
non è come è stato, ma è come la immaginiamo.
quindi arrivare a delle rese verosimili e soprattutto
Un riflesso che in qualche modo può allinearsi in qualche modo
a quello che può essere stata la realtà di tutti i
giorni di quegli ambienti grazie anche all'intelligenza artificiale è stato interessante.
Michele, facci capire un po' meglio
appunto l'intelligenza artificiale che c'entra perché
mentre penso sia piuttosto abbastanza chiaro l'idea di dire
ok facciamo una digitalizzazione, usiamo il laser scanner, usiamo
le fotografie eccetera, eccetera, ma poi in questa
appunto in questo sogno che state che avete su
cui avete lavorato, poi che cosa c'entra l'intelligenza artificiale?
Che tipo di tecnologie sono state usate più nel dettaglio?
Allora, ci siamo spesso detti un uso
consapevole dell'intelligenza artificiale, perché alla base
, mi piace mi piace molto giocare
su questo, c'è stata un'intelligenza artigianale.
Cioè, si sono abbiamo recuperato dallo studio, quindi
dall'analisi archeologica dalle interpretazioni da tutto quello che
era possibile da accogliere in bibliografia
, abbiamo preparato dei pacchetti tra virgolette di informazioni
che sono state realizzate appunto impacchettate e affidate all'intelligenza
artificiale che le ha rese in qualche modo verosimili.
Faccio degli esempi pratici.
esempio dai faccio due esempi
dal più semplice relativamente a quello un po' più complesso.
L'ese l'esempio più semplice è ad esempio la realizzazione
di modelli tridimensionali in modo tra virgolette semiautomatico
partendo da immagini fotografiche, quindi immaginiamo non troppo in là nel
tempo, anche cinque anni fa modellare il busto di una statua
avrebbe occupato un tempo che andava da uno a due mesi
per raggiungere un livello di dettaglio elevato di un livello di
texture che poteva soddisfare insomma anche il senso grafico
oggi con strumenti tra l'altro del tutto Quasi
remoti perché sono strumenti disponibili online, quindi
Avendo come source, come diciamo informazioni di base
una immagine, una fotografia di questo busto.
È possibile tramite tecnologie NeRF di realizzare un modello tridimensionale
partendo appunto dall'immagine.
Sembra abbastanza complesso una realtà è quello che sta succedendo
negli ultimi due anni ormai, cioè partire la realizzazione di
modelli tridimensionali adesso stanno diventando sempre più accurati perché i
i modelli di base pian piano si stanno addestrando, quindi è molto interessante
più facciamo le scansioni fatte bene più i modelli imparano più li ricreano
un livello di dettaglio davvero molto elevato tra l'altro anche di
con aggiunte in stile che a volte mi hanno fatto anche pensare, cioè caspita
l'anno l'ha fatto lui cioè l'ha pensata lui effettivamente però ci può stare.
E quindi questo è uno degli esempi.
Il secondo esempio, quello che ci ha portato un po' più di
mestiere archeologico, mettiamola così di pensiero di approccio
archeologico, ad esempio è stato quello nella integrazione
e ricollogazione di parti di affreschi.
Cioè, ad esempio, abbiamo fornito delle basi
schematizzate di quelle che potevano essere
gli andamenti, le partizioni delle decorazioni parietali, quindi
con affidabilità del colore, affidabilità nelle decorazioni stesse,
quindi nella schematicità delle decorazioni architettoniche presenti all'interno
dei vari stili pompeiani noi ci siamo confrontati
nello specifico con il terzo e il quarto stile
di decorazioni pittoriche all'interno della di questa casa.
Dato in pasto all'intelligenza artificiale, quindi un'intelligenza
artificiale in qualche modo generativa, ma generativa
non partendo da zero, cioè sulla base di un'analisi e
quindi su dei dati che fondano su una analisi archeologica
e storico dell'arte, diciamo in qualche modo affidabile.
Quindi, in qualche modo, quando mi è stato detto, ma qual è l'affidabilità
di questi questi modelli o comunque qual è l'affidabilità di queste decorazioni?
Beh, io ho potuto dire in qualche modo 90 95% perché
la base di partenza era già in qualche modo archeologicamente valida.
Aggiungo io qualcosa, il flusso che abbiamo qualche modo pensato che poi è stato
pensato insieme agli archeologi è un flusso più o meno di questo tipo.
Si parte dalla ricostruzione dal modello
tridimensionale della casa di riferimento.
quindi in qualche modo si va a costruire il modello 3D della casa e
lì c'è un primo problema che le case come diceva Michele avevano solitamente anche
un secondo piano che non c'è più e quindi se devi andare
andare prima di tutto a capire come
ricostruire questo benedetto secondo piano laddove c'è.
Fatto questo, quindi tu vai a fare poi le acquisizioni sul
campo e fai acquisizione con laser, tecniche fotogrammetriche e quant'altro.
A questo punto hai la SIS com'è in questo momento
Devi andarti a prendere informazioni su come era e in questo per
esempio il plastico di Fiorelli per noi era fondamentale perché vedevamo esattamente
come l'avevano visto loro in quel momento tte presente che
alle prime case di Pompei sono state spogliate sostanzialmente quindi gli affreschi non
stanno più lì stanno al man al museo archeologico perché il re li
rompeva fisicamente e se li portava a casa e questo ha creato anche
danni sulle murature, quindi lì avevano delle tecniche abbastanza invasive
archeologiche nel passato.
Fatto questo, si è cominciato a utilizzare l'intelligenza artificiale e si è
cominciato a dire questo è il modello, questa è la struttura.
Tutto c'è come riferimento a questa storia dei sogni, quindi probabilmente la prima parte
era la casa vera e propria la seconda era più da vedere come un
tempio la terza invece era quella dove si sbrigavano gli affari pubblici.
Fiorelli l'aveva visto in questo modo la casa si trova in
questa zona intorno a questa zona ci sono queste altre informazioni.
Dopo che gli abbiamo dato questi abbiamo detto come si viveva
all'epoca gli abbiamo dato dei testi gli abbiamo dato tutti gli
studi gli abbiamo dato gli apparati fotografici ed immagini
dell'epoca gli abbiamo spiegato cos'è un terzo stile così è un quarto
stile gli abbiamo spiegato tutto quello che gli poteva essere o meglio
gli abbiamo dato tutte queste informazioni e da quel momento in poi
abbiamo detto adesso vi dico un'altra cosa si doveva evitare
una cosa classica in questi scenari, cioè l'effetto Disney.
Se ci fate caso, siete tutti quanti convinti a che a Pompei le case
erano bellissime, pulite, sistemate erano delle regge di Beverly Hills non è proprio così
erano anche bruttine le case ricche di Pompei sicuramente erano fredde quindi questa
era una prima informazione e in seconda battuta Pompei una decina d'anni prima
aveva avuto un pesantissimo terremoto quindi le case non erano proprio
pulite tant'è vero che molte delle case che sono state ritrovate hanno
all'interno dei lavori di restauro la stessa casa del citarista aveva dei
lavori di restauro in essere e quindi tutto sommato di ristrutturazione e
quindi tutto sommato dovevamo tenere in conto anche di questo
e quindi nella ricostruzione le ricostruzioni del passato sono quasi sempre
ricostruzione con muri precisi perfetti allineati e invece no, in questo
caso noi abbiamo anche una ricostruzione con crepe e quella distruzioni
di alcune parti del muro, eccetera, eccetera perché era quella la
realtà del momento che è più verosimile esatto la richiesta che
c'era venuta dal direttore era quella di avere una ricostruzione verosimile
dove non doveva essere una ricostruzione fine a se stessa per far vedere
quanto era bello ce ne esistono tante altre sono state fatte gli hanno
passato proprio dal citarista nel 2019 credo che sia stata rilasciata una ricostruzione
la nostra è invece una ricostruzione un po' più verosimile
che dà conto di tutte queste cose poi il flusso qual è
si parlava con i vari strumenti di intelligenza artificiale che abbiamo utilizzato
gli si chiedevano le cose gli si facevano vedere i modelli gli
si chiedeva una lampada gli si chiedevano un affresco vedi l'affresco di
partenza è questo come potrebbe diventare siamo andati avanti
così fino alla fine fino ad ottenere l'intera ricostruzione Michele ritteneva le
mesh le metteva sui muri e si andava avanti fino a quando
non abbiamottenuto la completa ricostruzione della casa con queste nuove tecniche.
Tra l'altro è stato un lavoro in si perché ad esempio una stessa domanda fatta
due mesi prima prima della release di un determinato pacchetto di
informazioni a senza fare diciamo pubblicità varie a un determinato
diciamo motore di non era possibile perché magari non
questo motore di generazione non manteneva le proporzioni e
quindi se io ho replicato questo modello al millimetro
E quindi diciamo il lavoro era era completamente sballato, quindi insomma.
Ma c'è anche della ricerca dietro, quindi c'è anche
da parte vostra, anche nei confronti di questi modelli.
Il tempo maggiore è stato occupato da capire
quale workflow, cioè quali quali passaggi svolgere.
Poi se ci sono delle cose divertenti, per
esempio nello stile che noi abbiamo considerato
c'erano delle colonne decorative sostanzialmente queste colonne decorative strutturalmente non funzionano
sono affreschi di colonne che però se tu le vedi sai
che strutturalmente non non reggono la casa un'immagine prospettiva per apertura
della parete Allora questo ci hanno spiegato gli archeologi creò già
dei problemi all'epoca in cui si diceva vabbè, ma questa cosa
che si fa non è verosimile non è reale, ma perché
la facciamo deve essere state capendo c'era questo dibattito.
Beh, questo dibattito l'abbiamo affrontato pure noi col sistema di
intelligenza artificiale perché lui continuava a fare le colonne
come dovevano essere fatte nella realtà, quindi che è in grado di sostenere eccetera,
eccetera e noi continuiamo a dirgli no guarda che deve essere fatta in quest'altro
modo è quello continuava a rispondere, ma no, ma poi non è vero non
è verosimile tentava di replicare delle colonne o delle mam quando andava
cioè è stata abbastanza comple complesso da questo punto di vista, però poi
il prodotto che ne è uscito è uscito un prodotto che ha soddisfatto
soprattutto gli archeologi da questo punto di vista, perché appunto è verosimile.
Da questo punto di vista questi risultati
sono fruibili anche dal pubblico oppure no?
La storia della fruizione di questi risultati adesso diventa complessa
perché noi abbiamo fatto la ricostruzione ed è fruibile sul sito
sulla pagina YouTube del centro ICT, quindi c'è il video e
si può vedere quello che abbiamo fatto non è un video
da effetto wow è un video normale di una ricostruzione verosimile devo dire che
questo ha trovato il come dire il plauso di tutti gli archeologi che l'hanno
vista che l'hanno trovata invece una ricostruzione molto bella verosimile e adatta.
Poi noi abbiamo dato questo modello
Il modello viene fruito in questo modo e quindi vengo alla domanda
che si era stata fatta prima, ma posso vedere con gli occhialini
Pompei la risposta è sì la puoi vedere però noi ci consigliamo
a tutti l'utilizzo dei visori e degli occhiali in quel contesto.
Ricordatevi sempre i numeri sono 20.000 persone al giorno
c'è un problema di pulizia di questi dispositivi.
Allora noi abbiamo.
No, no, certo Abbiamo cominciato a ragionare su un
concetto di metaverso nella tasca, quindi questo si doveva
vedere tutto sul proprio telefonino, quindi l'idea era questa.
Quindi con un po' di tecnologie che sono proprie
di Pompei, soprattutto i cosiddetti referenti topografici, la possibilità
di piazzare al millimetro le ricostruzioni surreale
col tuo telefonino ti puoi mettere a camminare nella città e vedere
com'era una volta com'era prima e quindi riesci passeggiando all'interno a vedere
queste ricostruzioni che abbiamo fatto noi, quindi hai l'impressione in qualche modo
di camminare all'interno della casa come era stata fatta prima
Nel nostro produrre questi contenuti abbiamo poi dato il modello
a un'azienda che lavora col parco che ha invece azienda
che ha al suo interno degli sviluppatori di videogiochi provenienti
dalla Sony e quant'altro che hanno ricostruito alcuni momenti
di quella della città i giochi dei gladiatori e poi la casa del
citarista e con un tablet oppure col tuo telefonino scaricandoti l'app che in
questo momento è gratuita poi se tutto funziona doveva essere venduta dal parco
tu puoi camminare all'interno della casa e vedere quanto abbiamo ricostruito
noi e quindi vedere effettivamente qual è non è un video
sei tu che no all'interno è realtà aumentata virtuale dove all'interno
c'hai pure delle persone che camminano dei comportamenti più o meno
intelligenti di queste persone, eccetera, eccetera, eccetera.
Quindi è un po' un incrocio tra realtà aumentata
e un video e la simulazione di un videogioco.
Sì, allora
probabilmente a me quando li ho visti sembrano i personaggi
di un videogioco, soprattutto i gladiatori, però resta invece molto
educativo quello che vedi in quel momento mi spiego nell'anfiteatro
vedi per esempio tutta la tecnica di copertura che avevano
quindi quando lo chiudevano per il sole sostanzialmente quindi ti fanno capire
come funzionava effettivamente sono anche con scopi didattici e divulgativi, quindi per
far capire anche al visitatore come effettivamente si viveva all'epoca.
Queste attualmente sono fruibili al parco gratuitamente, quindi
tutto questo lavoro è fruibile lì che bello no è un modo
per vivere di più quello che è già un posto veramente magico,
perché diciamolo, cioè va visto comunque con gli occhi veri.
Non si può negare che Pompei rimane un attrattore mondiale e che adesso
con tutto questo che ci stiamo raccontando, secondo me a molti
nostri ascoltatori, se non ci sono ancora stati gli starà venendo
voglia quello c'è un altro claim nostro del parco dico nostro
perché come avete detto io faccio parte del comitato scientifico
Uno dei claim che noi adottiamo è che probabilmente chi viene a fare visita
al parco verrà una volta sola nella sua vita al parco che vengono persone
da molto lontano e quindi probabilmente faranno una visita al parco e noi abbiamo
l'obbligo di rendere quella visita la più bella in assoluto che potesse mai avere.
Abbiamo un solo colpo per fargli vedere le cose più belle
in assoluto e quindi ci proviamo da questo punto di vista.
Le tecniche che vi abbiamo detto prima sono ovviamente generalizzabili,
cioè le possiamo applicare e questo poi è l'obiettivo su
tutta la città di Pompei, quindi il lavoro
del futuro nostro sarà proprio fare
questo ricostruire completamente l'intera città.
Che meraviglia.
Ovviamente cambia la prospettiva effettivamente la prima il primo obiettivo è il
digital Twin così com'è e quindi ci serve la struttura così com'è.
gli scopi di manutenzione che dicevi di sicurezza e così.
Esattamente la seconda invece è una ricostruzione
più o meno filologica e sempre rispettosa del mondo archeologico della città.
Ovviamente tutto ciò che abbiamo raccontato sembra complicato, ma in verità
è molto molto peggio è molto peggio perché esatto esatto
si coglie che c'è una profondità ben
superiore a quanto riusciamo poverino a capire.
Sì, no ma la lezione secondo me più
interessante è proprio questa diciamo questa profonda interconnessione
tra tutto un patrimonio di lavoro archeologico, quindi di discipline
umanistiche e di ricostruzione storica, di immaginazione basata su documenti
di quello che poteva essere la vita e la struttura
della città del tempo con le tecnologie più avanzate
dal punto di vista delle ricostruzioni digitali della sensoristica dei digital e così
via è un vedere come solo camminando insieme con questi due con questi
due mondi, uno affianca l'altro e stretti per mano che si riesce
a dare quel risultato di eccellenza di cui parlavamo.
Che che è una bella cosa per noi digitaliani, no che abbiamo sempre
detto che è la cosa più importante dal punto di vista delle tecnologie
digitali è vedere l'impatto che hanno sul cambiamento della società e anche sul
modo in cui per esempio ci approcciamo a una situazione di questo genere.
Scusa Francesco, le aggiunto una cosa no no ma è tutto corretto,
ma noi ragioniamo anche in un altro modo questa soprattutto allora premesso
qui giusto che stiamo facendo una chiacchierata va detta tutta la verità
tutto quello che vi stiamo raccontando poi si scontra con un'altra problematica
Il mondo degli archeologi è comunque un mondo di tradizione.
Li vedo Michele sullo sfondo che sorride perché evidentemente si
è sentito messo con la camicia giusta in questo caso.
Quindi vi potete anche conto che in certi casi non è proprio banale
o immediato che le persone accettino l'utilizzo di questo tipo della tecnologia
e dire a un archeologo ah questa è la ricostruzione fatta col supporto
dell'intelligenza artificiale non è proprio la cosa più semplice di questo mondo.
Quindi questa è una forse la problematica più grossa al momento
In seconda battuta in seconda battuta, l'altra difficoltà che abbiamo
è che sostanzialmente il mondo degli archeologi per quanto vi
possa sembrare strano il mondo dell'archeologia lavora per compartimenti stagni
cioè quello che accade in una casa
A Pompei non è detto che si sappia nel gruppo
di chi sta lavorando nell'altra casa che gli affianco.
Quindi molte volte queste comunicazioni non passano.
Una dei tentativi che abbiamo col direttore Zuchtriegel è
proprio quello di creare un'intelligenza artificiale e collettiva
mettendo a fattore comune tutte queste scoperte e guardate non è
banale ci sono noi per fare il modellino nostro abbiamo dovuto
comunque arrivare al modello di Fiorelli della fine dell'ottocento.
E abbiamo dovuto anche quello digitalizzarlo e portarlo
dentro ai nostri modelli e da lì ripartire.
esatto, quindi voglio dire è un terreno nuovo perché nessuno ha mai
provato a fare queste cose cose in quel campo in questo modo.
Tu sei affascinante, è davvero affascinante.
Sì, sì, è molto affascinante pensare che a Pompei a un tratto tu c'hai un
robot che prende le tessere di un mosaico e cerca di ricomporle dando forma
a un qualcosa di intellegibile, però è sicuramente molto più interessante
dal mio punto di vista che quel robot agisca sì mettendo
insieme, cercando qualcosa di intellegibile, ma sapendo pure che c'era intorno.
E quella casa cos'era chi erano le persone che stavano a fianco quali
erano le tradizioni in quel momento Sapere per esempio che in i romani
mangiavano le triglie allora è molto probabile che quel pesce fosse una triglia,
cioè state capendo l'idea questa è tutto un bagaglio di conoscenze
che per quanto mi possa sembrare assurdo non sono ancora condivise.
Quindi ogni casa sembra un No, non ci sembra
assurdo lo capiamo bene, no, dimensione della città.
gli archeologi avevano un approccio quasi militaresco cioè
parlano di campagne di scavo, prendere possesso del sito non so se
state capendo, quindi far passare le informazioni non so cose facili e
poi come vi ho detto prima è tutto verosimile nulla è certo
Cioè noi adesso abbiamo la statua di questo Apollo citalista messo
in una certa posizione, ma ci sono almeno 2 milioni di
archeologi che ci dicono che poteva stare da tutt'altra parte.
Che è sbagliata esatto quindi insomma, se ne sarà
andato in giro per la città povero cirista, no
E beh giustamente se suonava la cetra E poi dobbiamo anche
dire che non è neanche nella sua versione originale, perché la
versione originale ovviamente sta man anche quella giustamente ed era una
copia di quella originale che stava a Roma e quindi
è una coppia della copia è fantastica è una storia divertente
da questo punto di vista dai cioè ci siamo divertendo comunque
immaginate quanto possa essere bello fare una cosa del genere e
e scoprire poi ora fatemi dare qualcosa anche di più fra virgolette più
tecnico un'altra delle cose che facciamo proprio con le statue è quello di
avere il Digital twin della statua, soprattutto quelle bronze e andare poi a
ricostruire dei modelli che in modo predittivo ti dicono che a seconda di
certe condizioni, il numero di visitatori, condizioni ambientali e quant'altro in quanto tempo
andrà a degradare la struttura e quando devi fare manutenzione
e questa è una cosa bella e per esempio questa la stiamo per applicare ai
bronzi di Riace quindi noi siamo andati giù a Reggio Calabria a fare la
Le campagne le campagne di scansione prendere possesso del sito Abbiamo preso possesso del
sito un lunedì che era chiuso e quindi stavamo solo noi e i bronzi
siamo stati con loro per circa otto ore da soli abbiamo fatto tutte le
scansioni adesso abbiamo i modelli digitali e su questo stiamo costruendo questi
modelli basati su intelligenza artificiale, queste reti neurali basati
su modelli fisici in grado di predire il deterioramento
in base a certe condizioni dei materiali ecco questo secondo me è un
altro argomento che potremmo aprire parlarne per ore ma giustamente abbiamo già
buttato in pentola un sacco di cose interessanti, quindi non voglio rubarvi
altro di questa affosa serata di agosto forse chi lo sa adesso
ah no l'ho detto all'inizio siamo a luglio però è comunque afoso.
No voglio ringraziarvi veramente Francesco e Michele
per quello che ci avete raccontato.
Secondo me c'è spazio chi lo sa lo chiediamo anche agli ascoltatori
vi interessa andare avanti avete visto che ci hanno aperto ci hanno
alzato una possibile continuazione fateci sapere
se volete ancora parlare con loro.
ma io posso essere anche più posso osare nei vostri confronti e
posso dirvi ma perché non venite a Pompei a fare uno speciale?
Perché no lo potete vedere da Pompei è un'invito dai potreste essere ospiti miei
a Pompei miei del parco e vi faremo vedere dal vivo cos'è questo lavoro
fatto dalla casa del citarista ma soprattutto vi possiamo far parlare con
le persone del parco che lavorano quotidianamente su queste sulle
tematiche del digitale applicate al mondo dei beni culturali vi
voglio sottolineare che per esempio tutta la campagna fotogrammetrica e
di modellazione di Pompei parte nel 2015
Urca.
e i modelli sono ancora del tutto funzionanti.
Poi ci sarebbe da indagare su un'altra cosa la butto lì
siamo in una chiacchierata siamo sul finire buttiamo lì così sappiamo
di dove ci sarebbe anche tanto da parlare sull'archeologia digitale
Perché Pompei c'ha una miriade di contenuti che non sono più facilmente fruibili
perché sono cambiati formati è cambiato tutto accessibili sono la programmirammi quindi la
cetra di 2000 anni fa sì anche la scansione di 10 anni fa
un po' meno ci siamo trovati davanti questo problema mondo digitaletale c'è propriologia
digitale adesso a Pompei quindi c'è anche questa come problematica
Dobbiamo accettare l'invito, dobbiamo venire a vedere arrivare con i f Pompei insomma
ricordi chiama altre cose altri gruppi diciamo ben più famosi di noi, però
Sì, no comunque ben volentieri saremo molto contenti di molto bene Adesso
prima di chiudere, so che avete qualcosa di da consigliarci, quindi sigla
Signore e signori,
Gingi del giorno sono generalmente le cose che consigliamo so che
voi siete arrivati con la valigia piena nel senso che avete
qualcosa da consigliarci libri, siti, musica, film, oggetti, qualcosa che
abbia un po' inerenza con quello che è il nostro tema.
Francesco Michele, regalateci emozioni.
allora io comincio prima io che sono meno fantachiuso di
Michele.
Io consiglio tre cose, però sono abbastanza semplici la
prima è chi ha voglia può comprare il libro
l'Apollo di Pompei ricostruzione di un capolavoro classico che ha come
autore Gabriel Zuchtriegel che è proprio il direttore del parco
archeologico di Pompei all'interno vedrete le nostre ricostruzioni, quindi
è tutta la parte di ricostruzione digitale quella sarebbe molto bella da
vedere perché è un libro classico di un archeologo che però all'interno
vi farà vedere tutte le ricostruzioni digitali fatte da noi e dal
gruppo del Politecnico di Milano per quel che riguarda invece tutta la
parte dei secondi piani ed è una cosa molto interessante
Se poi volete sapere qualcosa in più su come è stato
ricostruito, eccetera, eccetera, eccetera su YouTube cercando casa del citalista ICT
troverete la nostra ricostruzione e quindi potete andare a vedere questa
Se andate nel parco potete invece usufruire gratuitamente delle ricostruzioni fatte
dall'azienda che si chiama History Tours in cui vi potete
è un gioco di parole history ma è un tour all'interno quindi è
tours e lì potete andare a vedere come hanno sviluppato e chiudo con
un gingillo che potrebbe essere caro anche al professore De Santo
Attenzione vediamo io propongo a tutti un film che insomma andrebbe andrebbe
visto che è Westworld perché Westworld perché Westworld che è del 73
che è dove è stato fondato il concetto di virus, quindi quando uno
va a vedere capisce che lì c'è un concetto di virus che viene
per la prima volta introdotto ma soprattutto vedeva la ricostruzione di tre parti
uno ispirato al western l'altro mi sembra ispirato ai samurai o no al
medioevo nel film ai samurai invece nella serie televisiva nella serie e invece
c'era poi una un parco ispirato agli antichi romani
certe volte vi confesso che quando giochiamo con queste tecnologie all'interno del
parco archeologico di Pompei mi sembra di essere in Westworld credo che
ormai ci manchi solo la creazione di personaggi in movimento di robot
che E poi torniamo a Disneyland secondo me è pericoloso.amo a Disneyland
io sono sicuramente meno fantasioso del professore Colace però sono convinto che
l'archeologia non è altro che la storia della tecnologia perché
la storia dell'uomo e l'uomo non può che non farà
altro che tecnologia partendo dagli strumenti della preistoria
a quelli di oggi sostanzialmente lo smartphone è il chopper tool
del paleolitico inferiore quindi vi consiglio un libro che per me
è stato fondamentale è stato molto interessante interessante leggere
si chiama armi acciaio e malattie di Jared Diamond la storia degli ultimi
13.000 anni Armi acciaio e malattie carino Sì, diciamo racconta un po' la
storia delle civiltà mettiamola così non è storico, cioè non è un
un manuale, è un raccontare storie attraverso la storia dell'uomo.
Molto molto interessante.
Bellissimo, bellissimo, grazie mille.
Abbiamo un sacco di cose che useremo anche durante quest'estate per
approfondire e usare un po' il nostro tempo
libero e bello bello tante cose interessanti.
E questo come chi ci conosce sa è
il momento di salutarci intanto vabbè, vi ringrazio.
ringrazio ancora i nostri ospiti Francesco Colace e Michele Pellegrino
siete stati veramente fantastici ce avete dato un sacco di
spunti, un sacco di idee, un sacco di
gingilli alla fine che sono sicuri i nostri ascoltatori apprezzeranno.
Ci avete anche detto di venire a Pompei che altro
possiamo sperare di più correremo sicuramente perché è meraviglioso.
Se qualcuno interessato a quello che avete raccontato, vabbè Pompei sappiamo dove
si trova sotto il Vesuvio, quindi facilissimo se arriva lì il parco
se non l'avete visto vedetelo perché diciamoci sono stato già
due volte ho avuto sta fortuna due volte memorabili e
sono sicuro che una terza sarà ancora più memorabile.
Se volessero interagire con voi, c'è un qualche modo per aggiungervi
Sì, sicuramente nel mio caso la cosa migliore è utilizzare la
mail F Colace, di Francesco Colace è il cognome chiocciolaunisa.it Perfetto.
Poi ci sono le pagine del centro ICT per i beni culturali, insomma
le pagine Instagram, le pagine social del centro in cui si possono prendere
informazioni.
Ugualmente, ugualmente anch'io per chi fosse interessato condivido la mia mail
il mi pellegrino.it e anch'io in quanto diciamo astante all'interno del
laboratorio ICT siamo qui, quindi le porte sono chiuse
semplicemente per l'aria condiziona condizionata esatto di aria condizionata
basta bussare un minuto lo so che mi odiate
anche qui c'è un sogno da dire e da raccontare però un sogno reale
Michele quando era un po' più piccolo, una decina di anni fa si era
innamorato di un gruppo di ricercatori che sviluppava un master dal titolo
patrimonio virtuale, patrimonio virtuale poi era in spagnolo lui era un fan di
questo gruppo e voleva andare a fare questo master in Spagna questo gruppo
lavora ad Alicante dopo una quindicina d'anni e per puro caso
ha scoperto nell'ordine che il gruppo del centro ICT per i
beni cultura culturale lavorava con questo gruppo di Alicante, anzi siamo
proprio molto molto amici ha applicato la sua domanda per la
Marie Curie ad Alicante e nel mese di ottobre si trasferirà
a lavorare in quel gruppo che si chiama patrimonio virtuale di Alicante
quindi vedete i sogni poi in qualche modo si realizzano una puntata
su Pompei una puntata sui sogni è bellissimo questa cosa, cioè
Questo è un sogno che si realizzato questo è un
sogno che si realizzato il patrimonio virtuale lavorava è uno
dei primippi che lavorava sulle ricostruzioni virtuali basate bellissimo indie
congratulazioni Michele, grazie mille Francesco per averci svelato anche questo
sogno veramente una puntata uni onirica, una puntata
di desideri che diventano realtà meglio di così cosa può succedere.
Vi ringrazio tantissimo, auguro a tutti i nostri ascoltatori una buona continuazione di ferie
estive e vi rinnovo l'invito al prossimo lunedì in cui avremo una nuova puntata
di Digitalia come tutti i lunedì da 17 anni a questa parte.
e vi saluto nel frattempo dallo studio di Milano Città Studi un saluto
e una buona estate da Francesco Facconi E dallo studio cittadino di Avellino
un abbraccio da Massimo De Santo che estendo ai miei cari amici Francesco
Grazie a tutti, buona serata.
Ciao!
Francesco
Massimo
Francesco
Michele
