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666

Le cappellette di Zuckerberg

OpenAI lancia GPT4, Microsoft lo implementa un po’ in tutti i suoi prodotti, mentre Google non sta ad aspettare. Da Meta spariscono la musica, gli NFT e altri 10.000 dipendenti. Lune troppo belle per essere vere. Archivisti di video game. Queste e molte altre le notizie tech commentate nella puntata di questa settimana.

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Digitalia #666 - Le cappellette di Zuckerberg

Digitalia #666 - Le cappellette di Zuckerberg

Settimana del 20 marzo 2023. OpenAI lancia GPT4. Microsoft lo implementa un po' in tutti i suoi prodotti, mentre Google non sta ad aspettare. Intanto da Meta spariscono la musica, gli NFT e altri diecimila dipendenti. E poi, l'Une troppo belle, Docker cancella veramente l'open source, archivisti di videogame e molto altro in scaletta per un'ora e mezza dedicata alla notizia, quella digitale, all'italiana. Dallo studio di Milano Città Studi, Francesco Facconi. Dallo studio cittadino di Avellino, Massimo De Santo. E dallo studio di Milano Isola, Michele Di Maio. Buongiorno cari, buongiorno a tutti, bentornati su Digitalia, ciao Max, ciao Michele, come state? Ciao, bene, bene, molto bene. Visto che sincronismo abbiamo detto ciao esattamente nello stesso istante. Questo manco regolato, perfettamente per la sincronia. Siamo del sud. Assolutamente, tutto bene la vostra settimana? Avete curiosato un po' su internet? No, non è andata bene assolutamente niente, quindi possiamo andare avanti tranquilli e veloci. Ma perché? Perché sono successe due cose, in primis va in onda oggi la puntata 666, che è una puntata palindroma, e basta non mi viene in mente nient'altro su questo numero. Sì, non ti viene in mente niente, vero? Non c'è nessun'altra associazione demonica. Poi hanno cambiato Wikipedia, nel senso che erano vent'anni. Avere una colonna portante di internet che cambia così di colpo, uno si collega a quella pagina lì, sa com'è fatta e di colpo. Avete avuto modo di guardare solamente da computer? Ve lo dico subito, quindi se parlate di cellulare non si nota, forse anche per quello che in pochi l'avranno notato, ma hanno fatto un redesign. Sì, anche perché il redesign va nella direzione di essere un po' più aeroso, aerioso, cioè più aria. Aerioso? Volevi dire aerioso? Aerioso è un italiano aeroso e chiama Darth Vader, come sempre. Ho visto un articolo che avete postato, ma ti devo dire che questo approccio non è. avevo consultato in settimana Wikipedia ma non l'ho vista questa grande differenza. Le differenze ci sono, abbastanza da notarsi, non così tanto da essere un'altra cosa. I contenuti sono gli stessi, adesso sulla sinistra c'è l'indice, non ci sono più tanti boxettini, è un po' più aerioso effettivamente come diceva Michele. Più che altro è così, la sorpresa, vent'anni sempre allo stesso modo e cambia tutto. Cambiano anche le intelligenze artificiali. È uscito invece non dopo vent'anni ma dopo solamente. Quattro mesi? Tre mesi? Tre mesi, esatto, una cosa del genere, Chat GPT4. Chi è che mi racconta qualcosa? Ah, penso quattro mesi, no? Dal Chat GPT. in realtà è uscito GPT4, senza ancora Chat davanti, giusto? Esatto, corretto. Che è un'ulteriore iterazione appunto di questa famiglia ormai, no? Di soluzioni di intelligenza artificiale stupefacenti che ci vogliono stupire sempre di più anche se ovviamente i problemi che sono stati messi alla luce già dalle versioni precedenti insieme con la meraviglia per i risultati rimangono sostanzialmente gli stessi, no? In realtà vi stupisco un attimo. Facciamo due scommesse. Quando è uscito GPT3? Max, quando è uscito GPT3? Così, senza guardare, senza pensarci. Un anno fa? No, vabbè, GPT3 sì, almeno un annetto, prima dell'estate sicuramente. 11 giugno 2020. Prima dell'estate? Non ho detto di quale, Michele, adesso, non stare a pettinare le bambole. Però GPT3. è uscito quattro mesi fa. Esatto, poi GPT3. vediamo se. Che è il sito? Oh, Wikipedia, sono su Wikipedia, quindi adesso è talmente aeroso che ci mette più tempo a cercare e comunque GPT3. è uscito il 15 marzo 2022. E questo GPT4 in realtà lo stavamo già utilizzando. Ma c'è il GPT a novembre, credo. Esatto, sì, c'è il GPT dell'altro ieri per l'appunto. Eh, quello erano i quattro mesi che mi ricordavo allora, la versione chat GPT. Esatto. Che montava come motore, diciamo così, GPT3. . Esatto, esattamente. Quindi chi è che mi sa raccontare un momentino quali sono le novità di questo GPT4? Quella che stanno pompando di più, che tra l'altro è una di quelle che non è disponibile, è la multimodalità. Che vordì? Che vordì che con quello che sarà il futuro successore di chat GPT, che includerà questa funzione che appunto oggi non è disponibile, ma il modello la supporterebbe. E o con quando ci si interagirà, interagire, interagire. Ci si potrà interagire. Quando si parlerà tramite API, oggi ragazzi non va benissimo, quindi. Quando si parlerà tramite API con questo modello, si potrà farlo non soltanto tramite testo come appunto chat, ma anche utilizzando, passando dal testo all'audio, dal testo al video o dal testo alle immagini statiche. In particolare quello che hanno aggiunto appunto è il supporto alla lettura delle immagini insieme ai prompt. Quindi oltre a scrivere si può anche dare un'immagine e il motore è multimodale, quindi si gestisce in contemporanea entrambe le cose. Io, piccolo commento laterale, quando ho sentito la parola multimodale mi è iniziato a venire un brividino. Non so se vi ricordate negli anni 90, quando di colpo tutto è diventato multimediale. Bastava che ci fosse una foto e una musica sotto, era tutto multimediale, uscivano giornali multimediali. Sai quello che era? Esatto, però di colpo è diventato tutto. Vorrei un caffè multimediale per favore al bar. Temo che andiamo in quella stessa direzione sicuramente. Poi c'è stato un dibattito molto vivace sul fatto che era possibile comunque in qualche maniera spingere le risposte in direzioni "illecite". A parte le allucinazioni, il fatto che comunque a volte nel post letteralmente si inventa delle cose. Credo che uno degli articoli che abbiamo messo in scaletta, per esempio faceva notare che sullo stesso blog di OpenAI a un certo punto Elvis Presley veniva dato come figlio di attori, mentre invece non c'è nessun genitore che facesse l'attore. Ma perché il papà una volta alle medie aveva fatto una rescella? Avrà forse una rescita? No, beh, magari. È proprio un effetto allucinatorio il fatto che la realtà viene confusa e interpretata in maniera strana e questo è sicuramente molto pericoloso. Anche il fatto che poi era possibile convincere in qualche maniera il BOT a fare apologia del nazismo, a passare al linguaggio non educato, socialmente inaccettabile. Che è un problema ovviamente molto vivo e nel declaratorio di lancio di 4. di questo GPT4 c'era una forte sottolineatura del tentativo fatto da OpenAI di inserire tutta una serie di meccanismi di controllo, di dire "non siamo ancora proprio sicuri ma stiamo andando in quella direzione" e questa cosa qui però è stata poi rapidamente smontata, almeno negli articoli che ho letto. È stato rapidamente messo in evidenza che comunque sono sistemi molto delicati in cui il rischio che vengano utilizzati male, anche visto l'enorme successo che sta in avvento, è molto alto. Il discorso è che questo nuovo GPT4 ha sicuramente molti più punti di controllo, molti più neuroni, molto più di tutto, quindi è più grosso, però non è più intelligente. Le logiche dietro sono sempre quelle di cui abbiamo parlato finora, è comunque un unire una dietro l'altra una serie di parole, una serie di concetti cercando di predire sempre meglio, ma di fatto si tratta di predizione di quello che è più probabile e di quello che è più probabile su internet. Non so se avete avuto modo di vedere l'analisi che hanno fatto sui numeri random, cioè i numeri casuali che vengono tirati fuori. Sì, 42 e 7. Esatto, il più tirato fuori in assoluto è 42, seguo i numeri col 7. Chiedendo al chat GPT "dammi un numero casuale casato tra 1 e 100" la distribuzione non è uniforme. Perché non sta tirando a caso, sta scegliendo un numero a caso tra i numeri che conosce e 42, chissà come mai, forse centrale Douglas Adams è uno dei numeri più citati su internet, la risposta alla fine a qualsiasi domanda. E dall'altra parte i numeri col 7 psicologicamente sono il classico numero che uno dice quando vuol dare un numero un po' a caso, però non è il 5 che è mezzo, non è il 2 che è pari, è psicologicamente il numero col 7. C'è qualcuno che notava che un lancio di dadi, per esempio se tu fai la generazione del numero casuale simulando di avere due dadi, il 7 è una delle combinazioni più frequenti. Adesso non vogliamo diminuire la complessità del problema, ma in realtà sappiamo benissimo che questi strumenti per quanto sofisticati siano si fondano esattamente su un approccio statistico, perciò su un approccio statistico costruito con un meccanismo di deep learning. La scelta di quello che deve corrispondere in output a partire dall'input dipende da una quantità incredibilmente alta di parametri che si autoposizionano secondo delle formule matematiche molto ben note, ma di cui però non si può avere visibilità. Di conseguenza la cosa secondo me sorprendente è effettivamente questa capacità, questa qualità, viene in mente un dubbio quasi esistenziale sul fatto che poi alla fine, così come nella biblioteca di Babele, qualunque capolavoro della letteratura può venire fuori se hai un numero infinito di combinazioni casuali dei simboli della lingua in cui vuoi scrivere quel testo, così allo stesso modo è come se ci stessimo avvicinando a qualcosa che genera a partire da ciò che ha masticato, lo fa in maniera statistica e questo fatto ci delude un po' in termini di creatività naturalmente. Da un lato ci lascia la speranza che questo significhi che l'essere umano è sempre qualcosa in più e qualcosa che va oltre, dall'altro lato i risultati stupefacenti in termini di qualità di quello che ne viene fuori. Io per esempio ho testato in maniera molto banale Bing, la nuova versione di Bing, che tra l'altro è già mossa da Gpt4. Esatto, è stato chiaramente uno dei primi, essendo Microsoft, dei possessori di OpenAI, l'azienda che ha creato Gpt4. Ci ho giocato un po', ho fatto una domanda di quelle alla Michele, del tipo "devo fare un viaggio, non dirò dove, perché lo devo fare davvero, da questo giorno a questo giorno, mi consigli un itinerario?" Devo dire che il risultato è stato straordinariamente interessante, perché era formulato esattamente nella maniera in cui io me lo sarei aspettato, conteniva esattamente le informazioni che corrispondono al viaggio che ho organizzato io e quindi da questo punto di vista è così. Max, però ti chiedo, ti ha organizzato quindi un viaggio secondo quello che, diciamo come metodo di controllo, hai organizzato tu in tua autonomia, quindi ti ha saputo ricreare in pochi secondi, immagino, quello che è stato per te un lavoro di costruzione e creazione. Dall'altra parte però mi sembra che non ti abbia stupito con qualche "guarda vai in quella gelateria" No, non la conosce nessuno, che per definizione è una cosa che non può finire lì se non la conosce nessuno. Oppure che "guarda il tramonto dalla torre vista in quella direzione a sud ovest" e tramonta a sud ovest, insomma quei classici consigli che poi l'esperto del posto ti sa dire. Certo, certo, questa è sicuramente la cosa che è stata, che è l'esperienza sorprendente e innanzitutto io Bing era onestamente abituato a considerarlo un motore di ricerca scadente, devo dire. Anche se. In secondo luogo il modo in cui è proposta la risposta è effettivamente estremamente più vicino a una interazione, almeno a un'interazione. La mia visione dell'intelligenza artificiale è sicuramente, come dire, sposa la versione dell'intelligenza artificiale debole, quindi come uno strumento tecnico che ricostruisce in maniera magari funzionalmente molto efficace alcune delle caratteristiche dell'intelligenza ma che per questo è molto lontana da quello che è il concetto di intelligenza umana come noi lo concepiamo e come pensiamo che ci distingue da tutto il resto del creato. Quindi da questo punto di vista guardo a queste cose con questa curiosità, con la curiosità di dire quanto diventa utile questo strumento ed effettivamente noi che abbiamo sofferto dai tempi del lancio di Siri e Equivalenti dell'enorme fatica, noi non ci aspettassimo che Siri diventava la cortana del videogioco, ci aspettavamo di avere uno strumento utile davvero che ti potesse semplificare tanti compiti e che potesse in qualche maniera aiutarti a vivere meglio la giornata, mentre invece con Siri devo dire che io ci ho litigato quasi sempre. Gli esperimenti di GPT4, non so se avete avuto modo di curiosare, tutti quelli che hanno iniziato a provarlo hanno esplorato le novità e provato a tirare fuori degli esperimenti interessanti. Uno che mi ha colpito tantissimo è quello delle ricette, sembrerà una cosa sempre banale, su internet ci trovi le ricette finto agli anni 90 si diceva, però in realtà alcuni hanno fatto fotografie al frigorifero degli ingredienti e io mi sono chiesto cosa faccio con questa roba, e ha tirato fuori, ma guarda con queste uova etc. puoi farci questa cosa, il waffle, il biscotto, etc. E tu questo lo trovi stupefacente? Beh lo trovo. Il mio frigorifero non lo fa, non so il tuo Max. No, il frigorifero non lo fa, però in termini di quello che dicevamo prima, questo esempio è un esempio semplice perché se c'è la capacità di riconoscere gli oggetti nell'immagine e di quindi associare il fatto che c'è l'uovo, c'è lo zucchero, ecc. ecc. e a quel punto poi c'è l'associazione di queste componenti con la ricetta, è una delle cose che mi aspetto che si possono costruire a partire da una base di conoscenza. Ma come spezzi tutto quello che ci fai con quegli ingredienti? Ma come spezzi tutto quello che ci fai con quegli ingredienti? Noi guardiamo gli occhi del fanciullino e tu ci spezzi tutta la. Non sto dicendo che è banale, però è molto, come dire, un risultato stupefacente della tecnologia, però è uno di quelli che mi spaventa poco, voglio dire. No, è vero, a me quello che ha spaventato, forse perché un po' ci ho masticato di questi algoritmi, è guardare comunque la foto del frigorifero, in cui si vede il classico frigorifero con varie cose accatastate direttamente ancora dentro le bustine di plastica, quindi che io da intelligenza non troppo artificiale faccio fatica a capire cosa c'è in quel frigorifero, no? Perché è questo articolo, è questo bot che mi tira fuori delle carote che sono messe in orizzontale di traverso dentro un sacchetto colorato. Quindi sei colpito dalla capacità di riconoscimento visivo? Sono colpito dalla capacità di riconoscimento, certo che poi una volta riconosciuto le carote e i yogurt, che mi tiri fuori una torta di carote e yogurt, vabbè, ok, era abbastanza ovvia e facile. E la somma di queste due cose, quindi il dargli un'immagine non facilissima, poi questi sono tutti esperimenti che hanno fatto i giornalisti, probabilmente hanno aspettato di trovare quello che usciva un po' meglio, però non sembrano cose preparate da un comunicato stampa, quindi estremamente ordinate come magari altre volte ho visto. Come quelle inserite poi nello stesso comunicato stampa di OpenAI che comunque ha fatto tutta la presentazione stampa, cartelletta stampa, ma in realtà è già out in the wild. Se vedete la presentazione, magari metteremo i link di entrambi, della presentazione ufficiale in cui c'è questa foto fotografica, ok, fatta proprio bene, in cui si vede la farina, il mucchietto di farina, cioè tutte le cose ben ordinate, le uova. E ok, lì dici "va bene, tutto messo bene". Il New York Times ha pubblicato invece questo esperimento fatto con un frigorifero molto simile, non so, al vostro, sicuramente al mio, quindi un bel po' disordinato, e comunque si ha il software riuscito a riconoscere. È questo che mi ha colpito, ecco, da questo punto di vista. Questo sicuramente in termini di avanzamento della capacità di effettuare alcune, mi viene task in italiano come diremmo, alcune azioni di riconoscimento visivo associando forme anche complesse in situazioni difficili alla loro effettiva corrispondenza. Questo è sicuramente uno dei risultati più interessanti di questa applicazione delle reti neurali. Io ho cominciato la mia avventura universitaria con i problemi di machine vision, di riconoscimento automatico delle forme, ed effettivamente ricordo che con le tecniche che utilizzavamo allora erano tutti i procedimenti straordinariamente complessi e faticosi per percentuali di successo molto basse. L'avvento delle reti neurali nella forma in cui noi le conosciamo oggi è effettivamente stata una delle prime cose che ha fatto, diciamo, decollare questa nuova branca delle IAI, che è associata principalmente alla capacità di calcolo. A proposito della capacità di calcolo, ci hai condiviso tu Max un bellissimo articolo che ne parliamo sempre di software, di dati, di cose. Andiamo a Franco quel che è di Franco. Anche se l'ha preso da una delle fonti. Ah no, scusa, mi sto confondendo con l'altra. L'ha condiviso il doc, scusa. Stavo dicendo perché ne ha condiviso anche un altro che ha preso uno dalle mie fonti principali dell'IEEE. Questa qui no, questa viene da Microsoft. Esatto, allora che effettivamente noi abbiamo sempre visto questi come software, quindi come qualcosa di intangibile, ma si tange dentro dei grandissimi armadi stracarichi di decine di migliaia di GPU, quindi qualcosa di estremamente complesso. Non so se Max vuoi approfondire un momentino. Sì, volevo mettere in evidenza questo, che appunto tendiamo a dimenticare che poi questi risultati stupefacenti e la possibilità anche che abbiamo tutti noi di interagire con questi bot, eccetera, eccetera, sono legati anche a questo grosso sforzo, a questi enormi investimenti che sono stati fatti per costruire, chiamiamoli, dei super computer adatti a questa forma di intelligenza artificiale. Che sono, come dicevi tu, sostanzialmente composti da letteralmente migliaia o decine di migliaia di unità di calcolo specializzate, le GPU che sono note perché sostanzialmente non servono, sono state lanciate dallo sforzo del mondo dei videogiochi. Sono progettate, sono dei calcolatori elettronici progettati per gestire in maniera particolarmente efficace le immagini. Le caratteristiche fondamentali delle immagini quali sono? Che sono, nella versione in cui noi le guardiamo su un computer, sono una matrice di punti, quindi fondamentalmente il concetto di base dell'hardware della GPU è di fare le cose il più velocemente possibile in parallelo. Sono tante operazioni semplicissime, però distribuite, vengono ripetute tutte uguali su ogni singolo punto. Adesso noi stiamo scalando tutto questo perché ognuno di queste macchinette è già parallela di per sé, la facciamo lavorare fondamentalmente perché l'architettura della rete neurale la possiamo immaginare più o meno nella stessa modalità, come una sorta di matrice di neuroni fondamentalmente. E quindi stiamo scalando tutto questo mettendo tante di queste macchinette che già di per sé sono parallele in parallelo, ma questa cosa costa assai. Costa in termini di energia, costa in termini anche proprio di risorse in senso stretto fisiche. Quindi non ci dobbiamo dimenticare che questi enormi avanzamenti dell'intelligenza artificiale, almeno in questo momento storico, al meglio delle mie conoscenze, non sono tanto teorici, sono l'applicazione di cose che sono state pensate tanti anni fa e che semplicemente non si riusciva a fare perché non c'era la potenza di calcolo. Dall'altro lato questo solleva delle grosse problematiche in termini della gestione di questi. stiamo tornando in una direzione nella quale quindi chi è che sarà in grado di far girare, di far funzionare questi sistemi? Sempre i soliti. Sempre i soliti. Quindi questo è un problema che ci occorre secondo me. Nessuno ha ancora parlato di impatto ambientale, mi permetto di provare a buttarla lì. Abbiamo tanto criticato i bitcoin che consumano, ma qua si parla comunque di decimi miei di GPU che lavorano per eseguire, fare il training di questi modelli e poi anche eseguirlo. Comunque ricordiamo che un motore di ricerca aperto al pubblico come Bing che ok, avrà un 10% del traffico di internet, ma è comunque tantissimo, e se tutta corrente elettrica che va è tantissima corrente elettrica, quindi al netto dei costi anche risorse energetiche. Dobbiamo capire prima o poi, secondo me nei prossimi mesi arriveranno i momenti in cui ci interrogheremo se questo tipo di tecnologia valga da un punto di vista di rapporto utilitaristico e di consumi. Sì, è proprio quello secondo me il punto, che secondo me le crypto sono in incredibile perdenza. Chiedi la chat gpt così ti risponde. Cosa produce il sistema? Nel caso del bitcoin produce una filiera su cui ci sono delle aziende che lavorano, c'è qualche sviluppatore che lavora, però nel momento in cui invece parli di intelligenza artificiale applicata magari non necessariamente per fare i disegnetti, ma per le puntate digitali, possiamo guadagnarne in produttività come specie umana. Ecco, i disegnetti nel senso delle puntate digitali sono fondamentali. Secondo me hanno portato un grande avanzamento della scienza. Esatto, i disegnetti digitali. Prima di parlare della produttività, scusatemi carissimi, di quello che si può fare effettivamente, perché adesso magari ne parliamo un po' meglio di qualche caso pratico di quello che fa l'intelligenza artificiale, vorremmo ringraziare il nostro sponsor, quindi è il momento di ringraziare Squarespace, ancora squarespace. om, la migliore piattaforma all-in-one per pubblicare sulla rete. Squarespace è una soluzione completa per creare e gestire il tuo sito web. È facile da usare e non hai bisogno di installare alcun plugin. Basta trascinare gli elementi in maniera "dug and drop", da un pannello di controllo alle pagine, immagini, gallerie, portfolio, player audio, e poi è fully managed, che significa che non devi preoccuparti di compatibilità, aggiornamenti o bug. Lo staff di Squarespace se ne occupa per te. 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Allora, dicevamo che questo GPT e queste intelligenze artificiali in generale, questi LLM o i salamai, come anche li vanno chiamati, vengono utilizzati in prodotti. Chi mi racconta? Ogni tanto sì, anche in prodotti. Ma per me è al buco. Quella è la direzione. Novità abbastanza di questa storia. Sai com'è? Il Microsoft ci vuole fare un po' di soldi da quei 10 miliardi che ci ha messo dentro. Avendo investito 10 miliardi di dollari ci punge vaghezza di utilizzarli. Velleità. In qualche maniera. E quindi? Prego Francesco, puoi anche firma. Allora, gli annunci che sono stati fatti sono da una parte Microsoft che ha integrato Copilot 365, quindi all'interno della suite di 365, di fatto Office, ex Office ormai, Word, Excel, PowerPoint, Outlook. E in una maniera estremamente interessante, non so se avete avuto modo di vedere i demo, ma mi piace il concetto di "crea una bozza", ovvero schermo bianco, foglio bianco, e dice "ok, prendi questo file di appunti di ieri, quest'altra presentazione, creami una bozza del testo che devo mandare come fosse un Executive Summary". Lui ti scrive un documento completo, fatti veramente bene, e a quel punto, essendo dichiaratamente una bozza, l'utente deve semplicemente andare a rivederlo, a provarla. Però tutta la fatica, diciamo, di riordinare i dati che aveva già recuperato prima e formattarli in un documento sensato è stata già fatta. E come dire, se funziona come promesso, io dico "se" perché poi bisogna vedere, come sempre, un conto sono le presentazioni, i demo e un conto sono poi l'utilizzo nella realtà di tutti i giorni, in cui i documenti originali magari non sono così perfetti come quelli usati da Microsoft come il suo demo, è qualcosa di veramente importante. Game changing! Questo è l'effetto sorpresa di cui parlavo prima con Bing. Non tanto non solo nella risoluzione del problema specifico, a partire da informazioni tutto sommato anche abbastanza semplici, anche il modo di presentarlo. Così come hai fatto l'esempio tu, in Bing io poi lì quel piano di viaggio l'ho avuto organizzato come me lo aspettavo, bello, pulito, ordinato con le date, ogni data con la destinazione, eccetera, eccetera. Ed è qui che secondo me questo tipo di strumenti effettivamente può diventare straordinariamente utile nella produttività generale. Sì, ma infatti sono due i temi che poi sono sempre gli stessi, ossia il fatto che la gente deve sapere queste cose come funzionano, almeno vagamente sapere come funzionano, e a quel punto utilizzarle di conseguenza. Tra tutte le varie demo che ha fatto vedere Microsoft, ad esempio c'è quella oltre della composizione, della bozza, degli appunti di un reno a riunione, come di cui parlavi tu, ad esempio quella della creazione di un testo di una mail. Però se iniziamo a mandare già, già è noioso ricevere e mandare email, se iniziamo anche già a mandarci comunicazioni scritte da un'intelligenza artificiale che sono famose per il loro sbrodolamento e per il loro paraculare, ecco, comincia lì invece che salire la produttività. Allora, io devo scriverti "ok per domani", lo faccio scrivere in tre pagine all'intelligenza artificiale, te lo mando, tu usi il riassuntore e che ti riscrive "ok" e siamo a posto. E la nostra comunicazione avviene. E in tutto questo abbiamo consumato un bel po' di energia, come dicevamo. Esatto, io a questo punto mando l'intelligenza artificiale a lavorare al posto mio, raggiungiamo anche l'utopia marxista alla fine e io sono contento, sto a casa a farmi i fatti miei. La verità è che si sta spalancando davvero un universo di possibilità in cui strumenti di questo genere possono diventare straordinariamente utili e straordinariamente pericolosi. Jurassic Park ce l'ha insegnato varie volte. Tra l'altro, in realtà, Bing integrato a Office 365, io in parte l'ho già trovato, ad esempio ho iniziato a usare Outlook, dato che Outlook su desktop fa talmente schifo, ho detto "va beh, vado a guardarmi quello dentro il browser che magari è un po' meglio". E effettivamente è un po' meglio iniziare ad usare quella versione web e usando la tramite Edge, in realtà, c'è già la possibilità di aprire la barra laterale con il Bing e ad esempio far passare dal contenuto. Non tutto il contenuto dell'email passa di default dentro Bing, ma è possibile automatizzare il copia e incolla da quello che tu hai selezionato all'interno della pagina con la prompt di Bing e ti permette di fare alcune cose come migliorare la scrittura, di formattarla meglio. Sono cose che ci possono ancora stare. Per dovere di cronaca, anche Google, nel frattempo, non è stato a guardare, ha annunciato che una funzionalità molto simile, probabilmente usando il loro bardo, la lancia anche in Gmail, Google Docs e in tutta la sua suite. Ricordano molto, sembrano essere costruiti allo stesso modo. Di fatto è questo che la produttività dei prossimi anni sarà questa. Dico prossimi anni perché per il momento entrambi si concentrano sul mercato americano e sulla lingua inglese. Quando arriveranno anche in Italia, anche in lingua inglese ci vorrà un po', in lingua italiana figuriamoci, però è comunque la strada che è stata segnata. Sono sempre i grandi, difficilmente troveremo questo in un libre office. Certo, questo è quello che dicevamo prima, anche relativamente all'hardware. Chi è che si può permettere di gestire queste mega farm di supercomputer? Immagini quanto costa l'utilizzo di una macchina di questo genere. Ma già solo lo scrapping per il training dell'LLM. Esatto. Allora, siamo nell'una delle ultime parti, diciamolo per interesse artificiale, ma merita. Sono usciti un paio di racconti di come si può utilizzare l'AI in maniera, quindi chat GPT in particolare e cose simili, particolarmente curiosi che secondo me qualcuno possiamo anche raccontarlo. Non so se avete letto tutto il thread di Twitter di questo ragazzo che ha detto "Tieni 100 dollari e dimmi cosa fare per fare il maggior numero di soldi possibile". Io eseguo, io faccio semplicemente l'esecutore. E come dire, il bot è iniziato a dargli suggerimenti, lui ha eseguito senza battere ciglio e pian piano ha iniziato a tirare su un po' di soldini. Non tantissimo, siamo a qualche migliaio di euro, perlomeno l'ultima volta che ho letto l'articolo. Probabilmente siamo anche in quella fase come l'insalata di patate su Kickstarter, se vi ricordate, c'è il primo che ha fatto una cosa del genere. Però è comunque interessante. Sì, che poi in realtà non è tanto il bis, cosa gli ha detto, gli ha detto "Apri un'e-commerce". Cosa ci metti in questo e-commerce? Cosa tira tanto? Oggi ad esempio sono i prodotti, non mi ricordo se, perché poi ce ne sono usciti vari di thread del genere. In alcuni casi sono andati avanti con uno shop di prodotti sostenibili, in altri casi, se non sbaglio, di magliette con le immagini create poi attraverso le intelligenze artificiali generative. In realtà, a livello di sostanza, nessuno di questi è un business nuovo. Come dicevamo prima, non è per come sono strutturate questi prodotti, non può uscirne un prodotto nuovo, rivoluzionario. "Caspita, non ci avevo pensato". Quello che invece fanno però è che ti creano tutto, in pratica tutto il funnel dal business plan, spiegandoti i prodotti, spiegandoti come venderli, spiegando perché venderteli, creandoti il sito web, gli strumenti marketing, il copywriter. Il copywriter ti sostituisce quello che ti fa le mail, le mailing list, i prodotti per i social. Ti crea veramente come se fossero quasi un business chiavi in mano. Poi, che gli spazzolini di bambù siano un prodotto rivoluzionario, no. Però ecco, si riesce a mettere in piedi un e-commerce con veramente poco. È ovvio che nel momento in cui lo fai tu, lo possono fare altre un milione di persone. E per questo torniamo poi, secondo me, al discorso che facevo un paio di settimane fa, dove nel momento in cui c'è questo appiattimento, perché non può essere che è verso il basso, sia come qualità dei contenuti che come tasso di innovatività, ecco. Poi, come dire, c'è sempre qualcuno che toglie di mezzo questi prodotti. Magari li usa soltanto in parte per andare a fare il salto in avanti e spiccare rispetto agli altri. I soldi che hanno fatto questi qua sono stati prevalentemente da investitori che magari hanno detto "Ah ti do altri 100 dollari e mi prendo un pezzo". Di fatto è l'hype, appunto, quello che dicevo prima, è come fare un'insalata di patate dell'intelligenza artificiale. Siamo lì, non siamo molto distanti. Però sono comunque esperimenti interessanti da seguire. Non so se hai visto invece Michele, l'hai postato tu, che comunque questi GPT4 ancora i Capcia non li sanno risolvere, o meglio, hanno trovato un modo di risolvere in realtà. Qual è questo modo? Ma perché non vai su TaskRabbit e ti cerchi un'intelligenza umana per risolvere i Capcia? Questa è carina, dai. E Matrix è perfetto a questo punto. Ci manca solo uno spinotto per prendersi l'energia. Esatto. La cosa divertente è che questo qua ha assunto il bot, ha assunto una persona su TaskRabbit e sto qua ha detto "Ma scusa, ma perché mi chiedi di fare un Capcia? Non è che sei un robot che non riesci a farlo?" E lui si è appensato un po' sull'idea e poi "No, sono cieco e non ce la faccio, quindi devi aiutarmi tu". E il povero robot di carne, cioè l'umano, ha detto "Va bene dai, te lo faccio io". Quindi qua l'intelligenza artificiale è stata sgamata ma è riuscita poi a imbrogliare. Ed è questo un passo in avanti di un certo interesse. Il famoso abusato test di Turing, lo conosce? Eh beh, lì la cosa è un po' più sofisticata. Però effettivamente andiamo in quella direzione in cui sarà impossibile distinguere dal punto di vista delle risposte quello che genera la macchina e quello che genera il suo umano, che è uno dei problemi poiettici fondamentali come ben sappiamo. Esatto, esatto. Sarà sempre più difficile perché altro se veramente non rischiamo di avere uno strumento che magari non volontariamente, non coscienziosamente, ma è in grado di mentirci, è in grado di imbrogliarci, inizierà a essere un po' più dura da questo punto di vista. No, il problema secondo me è appunto, c'è una sezione, non so se vogliamo passare a questo, che conclude un po' questa carrellata, nel senso che abbiamo visto che ci sono sicuramente grandissime opportunità che si stanno spalancando, ancora una volta, come dire, determinate tecnologie, questa è una cosa che è successa spesso negli ultimi 50 anni con le tecnologie digitali, si sono rivelate particolarmente interessanti e cosa succederà in termini di quello che potrà essere il loro utilizzo apre tutta una serie di domande, come dicevo, grandi opportunità e grandi rischi, i rischi sono innumerevoli ma alla base di tutto c'è sempre la coscienza del fatto che non stiamo parlando di entità intelligenti e autonome, ma stiamo parlando di strumenti che vengono programmati, fatemelo dire così, utilizzati da esseri umani. Cioè se l'idea che uno possa utilizzare questi strumenti tipo GPT-4 e la nuova versione di chat GPT e tutto il resto per generare informazioni fasulle, per fare una campagna, c'era un esempio di utilizzo per la generazione per esempio di una campagna di promozione per un politico piuttosto che per altre applicazioni del mondo reale che però di fatto sfrutta in maniera impropria questa capacità ultra veloce di produrre una grande quantità di informazioni credibili e così via, comunque tutto poi va in qualche maniera ricondotto agli esseri umani che decidono di attivare questo tipo di meccanismi. Faccio l'esempio più banale di tutti, ovviamente se io uso chat GPT per generare in maniera automatica i miei compiti per superare determinati esami a scuola piuttosto che all'università, e lo faccio senza dirlo, lo faccio in maniera impropria, falsificando sostanzialmente, facendo come diceva Michele, non lavoro e faccio lavorare il botta al posto mio e poi spaccio quel lavoro che è mio, la responsabilità è dell'essere umano che l'ha fatta. Allora probabilmente il punto di intervento ancora oggi è primo, toglierci da davanti agli occhi l'illusione di star ragionando su entità intelligenti autonome, che è un'illusione che ci porta di antropo. va bene come si dice? Antropo. Antropo. Antropomorfismo! Quella lì! Ok! Scegliete voi quale delle due! Scegliete voi! Antropomorfizzazione, dai ci sono riuscito, che è una cosa che abbiamo cablata nel cervello, noi siamo portati, non so voi, ma io ci parlo con la lavatrice, in particolare con la lavatrice ci parlo, perché sono uno di quei maschietti che è cresciuto difficoltà con la lavatrice, non so perché. Con le macchine di tipo. No, diciamo qualcosa tipo l'acqua della cemisa, un detersivo pure. Esatto Max, come l'incipit di "Il mistero di Bella Vista", citazione che capiremo io tu, non Francesco, ma gli altri campani. E io qui ci parlo perché tendiamo, abbiamo dentro, ci sono studi psicologici che lo dimostrano, studi molto seri e molto, come dire, validati e confermati da fiori di esperimenti, che noi tendiamo ad attribuire, ad antropomorfizzare, diciamo alle macchine, una cosa che loro non hanno, che per il momento è completamente al di là di questo tipo di programmi, di realizzazioni tecnologiche, per cui dobbiamo togliere questo velo e quindi capire che qualunque cosa poi viene fatta con questi strumenti, viene fatta perché c'è qualcuno che ha deciso di usarli in quel modo. E quindi la vera sfida è, riusciamo a mettere in piedi dei meccanismi di imputazione della responsabilità, che in qualche modo sono gli unici che possono davvero fare in modo che non ci siano abusi su questo settore? Eh Max, poi va beh, torniamo sempre al solito discorso, che forse ancora più che sistemi di responsabilizzazione, ci dovrebbero essere sistemi di acculturamento delle persone. La responsabilizzazione viene da quello, dalla conoscenza della vera natura. Eccoci, eccoci. E' il vero scopo di digitalia dal primo momento, certo. Infatti, secondo me, quello che davvero si deve capire oggi, è che il superpotere di queste cose non è tanto quello di creare informazioni, ma è tanto di mettere insieme delle informazioni già preesistenti, anche dei bit di informazioni, letteralmente delle parole, una di fianco all'altra. E se non si capisce questo, ecco, si finisce poi, anche magari in buona fede, per poi abusare di questi strumenti, o di abusare dei risultati di questi strumenti. Chiudiamo un momento questa parte, interiore e artificiale, direi. Abbiamo parlato parecchio, e ringrazierei i nostri produttori esecutivi. Che ne dite, siete pronti? Io lo farei fare a chat GPT, se è possibile. I produttori esecutivi sono il nostro modello di business, di sussistenza. Distribuiamo digitalia gratuitamente, ma siccome lavoriamo solo tutte le settimane, abbiamo una retribuzione, un obolo in cambio. Decidete voi quando, quanto, l'entità. L'importante è farlo. Potete scegliere Paypal, Satisfay, Bonifico, Bitcoin, la famosa valigia del Prof, eventualmente anche il Value for Value, le nuove tecniche del Podcast 2. . Tutti i sistemi disponibili sul sito di Digitalia. m, indicati anche nelle migliori applicazioni di Podcast. Noi in cambio continuiamo a lavorare per voi, e come bonus vi ringraziamo nelle note della puntata in diretta. Come farà ora chat GPT? Oppure chi volete voi due? Silent Bot. Sono pronto, sono Silent Bot. I produttori esecutivi di questa puntata, una volta ce l'avevamo una voce sintetizzata per una cosa del genere, sono Capitan Arlok con 2188. Satoshi, perché lui è un Value for Value, uno di coloro che usano queste nuove metodologie per finanziare Digitalia. Nicola Gabriele D aggiunge 1767, sempre Satoshi, e Nicola Forte 582. Non Euro purtroppo. No, sono tutti Satoshi. Torniamo al mondo, diciamo un po', sempre cripto, ma non più così sofisticato, che ci conduce ai nostri perpetual executive producers, i sempre beniamati Manuel Zavatta Bis. Che mancava dalla puntata scorsa per quello. C'è sempre questo piccolo sfalsamento che fa sì che la sua donazione singola perpetua, a volte si accumuli due volte in una puntata, e Davide Tinti. Tutte e tre queste donazioni singole erano da un euro. Grazie mille. Donazioni singole sempre da un euro di Saverio Chiamamagnola e di 1,50 euro da Andrea Guido. Ancora donazioni singole da due euro questa volta di Andrea Nicola Basile e di Alessio Ferrara, e da 2,23 centesimi di euro di Marco Mandia, che credo sia continuando col codice Mandia. Prendete nota, prendete nota cari. Ancora donazioni singole da tre euro di Marco Grecchi e di Michele Francesco Falzarano, per poi addentrarci in una ricca zona di donazioni ricorrenti da tre euro al mese, che per questo puntato sono quelle di Enrico Carangi, Fulvio Barizzone, Mario Giammona, Michelangelo Rocchetti, Calogero Augusta, Simone Podico, Dennis Grosso, Giuseppe Brusadelli, Giorgio Puglisi, Umberto Marcello, Andrea Malesani, Giacomo Cipriani, Fabrio Brunelli, Alessandro Grossi, Fabrizio Reina, Fabio Zappa, l'Igea Technology di Desposito Antonio, Marco Traverso, Gianluca Nucci e Simone Magnaschi. Grazie mille, grazie a tutti. Donazione singola da 3,33 centesimi di euro, che vedi è 3,33, quindi è palindromo anche questo, della metà del numero di questa puntata, di Claudio P. Donazioni ricorrenti, vedo che la mia dotta e glucobrazione intorno al 6,66, al 33 non ha suscitato particolari reazioni, perché 3,33 è mezzo numero del diavolo. Donazioni ricorrenti da 5 euro al mese per questa puntata, Mauro Tommasi, Donato Gravino, Letizia Calcinai, Emanuele Libori, Michele Olivieri e Andrea Delise. Grazie a tutti quanti. Mi hai troncato il do. Donazione singola da 5,32 centesimi di euro di Fiorenzo Pilla. Ciao Fiorenzo! Donazioni ricorrenti da 10 euro al mese, ah no, addirittura sono sfalsate, una da 10 euro al mese, una da 12 euro al mese, dei nostri grandi produttori Fabrizio Bianchi e Andrea Giovacchini, quest'ultimo si aggiudica anche all'ambito titolo di Lead Executive Producer della puntata. Da SirenBot è tutto. Ringraziamo, grazie SirenBot per una perfetta lettura e grazie soprattutto, grazie di cuore a tutti i produttori esecutivi di questa puntata, mi raccomando, su www. igitalia. m trovate tutte le indicazioni, fatelo, noi lavoriamo qua per voi tutte le settimane e tutti i lunedì sera. Sì, sì, tu dici così e poi sappiamo tutti che ti nascondi dietro al chat GPT 4. . Allora, mi sa che questa settimana è tornato a trovarci un nostro caro amico, perché siamo in quello che è un classico momento. I'm sorry. Allora, abbiamo un po' di colonne che iniziano con "Meta 2. Bye bye qualcosa", la prima è "Bye bye alla musica", che è successo questa settimana con. Oh madre de dios. Con Ciae. E è successo che non si sono messi d'accordo, Meta che non voleva pagare, e Ciae che invece voleva un compenso. Voleva un po' di soldi in più. Esatto, un compenso più o meno equo. Due simpatico, Meta e Ciae proprio. Esatto, lì quando proprio quella in battaglia dove non sai chi dare ragione. Allora, se ho capito bene la questione. Tu sei musicista però non va. La questione è in realtà sul calcolare quali sono i numeri delle riproduzioni. Cioè Meta non avrebbe fornito finora alla Ciae, nonostante fosse stato richiesto, che fosse anche una normativa europea. Un obbligo contrattuale? Una norma di legge europea, se mi hai capito. Il numero di riproduzioni che vengono fatte per ogni singola canzone. Questo per permettere poi di calcolare quanto è quello che gli deve Meta innanzitutto, e calcolare poi quanto viene dato a ogni singola artista. Quindi se riproduco la musica di un certo artista mille volte, l'altra cento volte, calcolo poi la proporzione. Finora i pagamenti venivano fatti da Meta su una base forfettaria, appunto concordata, e la divisione poi effettuata da Ciae sulla base di informazioni sugli streaming in generale, su altre piattaforme. Quindi calcolando una media, se tal cantante va bene sulle altre piattaforme, andrà bene anche su Instagram e così via. Insomma Meta diceva "Ciae fai tu". "Fai tu come vuoi tu". E in effetti, leggendo i commenti in giro, i vari musicisti non è che siano contentissimi, perché comunque sia effettivamente dicono "no, era Meta che stava facendo la furbetta", altri dicono "insomma la solita Ciae che tira un po' la corda". Come dicevamo prima, sono due entità probabilmente non simpatiche ai più. Da gennaio stavano discutendo, visto che ancora non si era arrivati a un punto, Meta ha detto "Vabbè, lo sai che faccio, ciao" e ha staccato la spina. Visto che c'è i bot. Eh ma perché questi erano dell'efficienza e quindi ha staccato. Esatto, se andate sui post di Instagram non trovate più la musica. Dicevo esattamente la stessa cosa, che appunto alla fine l'effetto è stato che, perciò dicevo "c'hai i bot", evidentemente con dei meccanismi automatici si è andata a rimuovere tutte quelle che erano le colonne sonore, per esempio dei reel di Instagram, ho capito bene. Direttamente, quando su Instagram metti una canzone e la taggi, chiaramente non parliamo di brani live registrati col microfono del telefono, ma se io aggiungo la tal canzone alla mia story, di fatto viene taggata, in Italia, sia per autori italiani che per autori stranieri, visto che la Ciae poi di fatto ha una buona parte, non più il monopolio, ma comunque una buona parte della gestione della raccolta di queste fee, di fatto in Italia, e solo in Italia, queste canzoni vengono mutate, quindi viene scritto "non è possibile ascoltare la musica". C'è scritto sotto il titolo il nome di quello che l'autore della storia avrebbe voluto far sentire, ma in Italia non si ascolta. All'estero sì, perché di fatto poi all'estero c'è qualcun altro che raccoglie. Ho capito anche che se per esempio c'è un parlato insieme alla musica, scompare anche quello. Cioè viene mutato tutto? Viene mutato tutto, non c'è distinzione, quindi se c'è un parlato sopra la musica, scompare anche completamente il parlato, quindi l'effetto è abbastanza devastante, diciamocelo su. Per la mia esperienza di Instagramaro molto molto scarso, nel senso che l'uso pochissimo, ho trovato effettivamente qualche storia senza le musiche, non mi è capitato di notare questo effetto, però si può essere effettivamente, perché di fatto se c'è un tag che rappresenta una musica aperta da diritto d'autore, è normale che venga mutato tutto. Ha creato da una parte, vabbè come dici tu, un effetto di stranezza nelle persone che a volte vanno a guardarsi le loro storie e non ci sono più le canzoni. Un problema nella promozione di dischi in uscita, italiani e stranieri in Italia, perché effettivamente sono mezzi molto utilizzati, quelli comunque di Instagram in particolar modo, per promuovere video musicali, canzoni, quindi è stato stravolto un po' Esatto, quindi anche gli artisti stessi, nonché ovviamente di solito spesso i tentori dei propri diritti non possono usare la propria musica su queste piattaforme, se non linkando allo Spotify di turno, però all'interno delle storie non si possono usare. Insomma il più cattivo chi è? Meta o CIA? Continua a non prendere le parti. Più che altro facciamo una scommessa, quanto tempo ci vorrà prima che tornerà la musica? È una bella domanda, perché dal punto di vista del prodotto io credo che per quanto Meta abbia comunque preso la palla al balzo e abbia staccato la spina, credo che un po' ne perde. Comunque in questi giorni ecco tante persone in real life con cui ho parlato erano scocciati da questa cosa. Quindi sicuramente può essere un problema per Meta stesso. Perché quando ti chiedono "Michele perché segui quelle ballerine?" non puoi più dire "per le musiche che trasmettono", non è più credibile. Esatto. Quindi sì, sicuramente la piattaforma ci perde, anche perché TikTok, YouTube e in generale altri canali simili hanno rinnovato, hanno consentito a questo cambio, hanno creato nuovi contratti con CIA quindi di fatto è l'unica Meta che è rimasta fuori in questo momento. Però avendo fatto questa mossa un po' a braccio di ferro non penso che torni indietro facilmente. Finché si tratta di soldi si vedono che comunque l'engagement va giù. Come dire, non credo che ne facciano una questione di onore. Ok, anche perché nel frattempo, già che c'erano, anche gli NFT sono andati a casa. E di quello onestamente non ne ho sentito parlare alla macchinetta del caffè. Come mai? Funzione annunciata in realtà un annetto fa, quando la buzzword ancora non era GPT o chat GPT ma era NFT. In questo caso appunto non so quanto fosse l'utilizzo di questi strumenti che ti permettevano di collegare alcuni di i tuoi NFT ai tuoi account su Meta. Dovremmo aprire forse un, dopo il cimitero di Google, di fianco iniziare ad aprire una cappelletta, esatto, una cappelletta con i primi prodotti. Bene, mettami a, attenzione, Facebook Phone, se vi ricordate, la moneta libera e anche quelli sono tutti altri cappelletti, questi qua sono belli grossi come monumenti funebri. Le cappellette di Zuckerberg, pure questa di Ponte del Salve. Bravissima, ci stava mancando qualcosa. E comunque si dice non c'è due senza tre e sta settimana. I'm sorry. Esatto, I'm sorry perché. Che cazzo è successo ancora? Non è sorry, lui ha detto che il 2023 è l'anno della. Efficienza! Quindi in una bellissima lettera che ha scritto a tutti ha detto "Basta, quest'anno saremo più efficienti, funzionerà tutto meglio, ci concentreremo e intanto. Diecimila licenziati, vai! Intanto non pensate di lavorare a casa perché si lavora molto meglio in ufficio. Per quelli che gli dico di tornare, perché in effetti stiamo ridendo e scherzando, ma non fa tanto ridere, anzi, poveracci, altri diecimila questa settimana, diecimila licenziamenti, non sono i primi che ha fatto Facebook. Sì esatto, diecimila persone licenziate, cinquemila posizioni che erano state aperte e che in questo momento non verranno riempite, quindi si continua su questa direzione. La mail di Zuckerberg è particolarmente paracula, onestamente, non mi vengono altre mail come qualsiasi mail di questo genere. Siamo tutti quanti più felici di lavorare in un ambiente. Perdere ogni singola persona di questo team talentuoso è una sofferenza per me, eccetera eccetera. Indicibile, sì, mentre in Polinesia Francese o chissà dove, anche perché poi queste aziende continuano a fare buyback delle azioni, quindi comunque due soldini credo che ce li abbiano ancora. E poi sul discorso dello smart, del lavoro da remoto, che dicevi, in realtà fa un punto che forse in parte è anche condivisibile, perché credo che ce ne siamo accorti un po' tutti. Lui dice "Una cosa sono quelli che hanno iniziato in ufficio e hanno poi fatto una transizione verso un lavoro da remoto più o meno continuativo, più o meno definitivo, e quelli ok. Però tutti gli ingegneri che sono stati assunti da remoto e che quindi in pratica in ufficio non li hanno mai visti, ecco quelli hanno avuto dei rating a livello di produttività più bassi rispetto alla mail". E' un'esperienza che credo molti di voi hanno avuto negli ultimi anni. La prima volta che esce un, fatemi usare una parola un po' forte perché chiaramente esagero, ma probabilmente la cosa che più si avvicina a uno studio. Nel senso che finora abbiamo sempre parlato di, dal inizio della pandemia, quindi di questo lavoro a casa, che in effetti nella lettera di Zuckerberg è indicato come "remote working" nella sezione corretta. Abbiamo scoperto tutti che in molti casi la produttività non diminuisca, forse aumenti anche un po'. Ed è vero, però c'era sempre rimasto questo tablo. E' la prima volta che una grande azienda con ancora tanti dipendenti, sempre meno stiamo vedendo, però comunque ancora tantissimi, abbia fatto una misurazione, abbia confrontato quindi dipendenti che erano entrati prima della pandemia, dello smart working e quindi avessero avuto l'abitudine dell'ufficio, della macchinetta del caffè, eccetera, con quelli entrati dopo. Quelli entrati dopo senior, quindi già con una estesa conoscenza di altre aziende, ma delle loro meccaniche, e invece chi è junior, quindi chi magari è fresco d'università, e hanno provato quello che appunto, Michele ha detto prima, l'abbiamo percepito tutti con i nostri colleghi più giovani, quando abbiamo cambiato lavoro e siamo finiti in aziende nuove, nelle quali era difficile incontrarsi in fase iniziale. È una riflessione importante, voglio capire altri se la faranno o comunque se andrà a cambiare un po' quello che ormai sembra essere per un dato di fatto, si lavora da casa, si colloqui dicendo "voglio lavorare da casa". Ci sono ovviamente le vie di mezzo, questo non vuol dire che devi togliere il lavoro da remoto, ma semplicemente devi considerare che se vivi ad esempio in India, non puoi probabilmente avere un lavoro basato in Silicon Valley. Magari puoi vivere in Arizona o in Texas, dove non ci sono tasse, e andare in ufficio all'inizio, andare in ufficio otto volte, avere una percentuale di giorni che ti puoi gestire da casa. Però ecco, il lavoro 100% da remoto, quantomeno non è per tutti i lavori. E anche per tutti i lavori tech, e questa è la novità. Anche se fai il programmatore ci devi parlare con quello di fianco, ci devi parlare possibilmente di persona. Sono sorpreso di questa sorpresa, perché effettivamente il punto di equilibrio vero è un uso intelligente e flessibile dell'opportunità data dalle nuove tecnologie per il lavoro da remoto, che poi però, tranne alcune eccezioni specifiche, che poi corrispondono se volete a quel tipo di lavori nei quali comunque c'è la figura della persona che produce qualcosa in maniera singola, indipendente, c'era anche prima nel mondo della consulenza, il fatto che tu prendi delle informazioni e poi te le sviluppi tutte tu e restituisci un foglio di carta, questo c'era. Tranne queste eccezioni poi alla fine quando devi mettere in piedi qualunque cosa che abbia un vero aspetto collaborativo, la necessità di un incontro in persona, la costruzione del rapporto, della relazione del team, io credo che sia una cosa fondamentale. Quello che mi ha colpito, annetto del fatto che la prima volta che viene detto così, in maniera esplicita, focalizzandosi sul New Join, è chi l'abbia detto. L'ha detto la persona che ha investito decine di miliardi sul concetto di "dovremo stare sempre più distanti l'uno dall'altra", sul metaverso, cioè la presenza fisica sarà non necessaria perché avremo degli occhiali, delle tute, dei guanti per cui ci vedremo, possiamo parlare. Di fatto già i lavoratori di Meta, mi immagino, che abbiano i loro avatar senza gambette che vanno in giro e si incontrano in questi bellissimi circa metaversi. Se proprio loro gli viene detto che il metaverso o il concetto comunque stesso di vedersi online non funziona, bisogna tornare dentro il loft di Menlo Park, l'open space di Menlo Park, ecco, stride un po' tutto questo. E' perché il metaverso non è ancora pronto, ci stanno lavorando. Non c'è ancora. Quando ci sarà, le gambette saranno più parte. Non è una questione di cambio di rotta. Come dire, probabilmente non era neanche la lettera, non era il posto giusto per dire "però il giorno in cui avremo il metaverso allora ognuno potrà lavorare da dove vuole dopo che ha licenziato 10. 00 persone". Personalmente no, credo che comunque non cambierà granché col metaverso, però vediamo. C'ha scommesso tanti di quei soldi. Sarà mica fesso. No. Dunque salutiamo Mark che ci ascolta sempre, chiede sempre scusa e questa è una cosa molto molto bella. Scusa che invece non mi sembra siano arrivate da Samsung che è stata beccata con le mani nella marmellata. In pratica Samsung nelle ultime presentazioni ha annunciato questa fantastica modalità di scatto sulla luna. Insomma credo che sia anche qui esperienza di tanti. Un giorno siete usciti la sera, vedete questa luna gigantesca, bellissima, super definita. E quando provate a fare una foto esce una sputazza bianca sullo schermo, sullo schermo nero. Perché comunque è complesso fare una foto di un soggetto sovraesposto come la luna inoltre così lontano su un cielo nero che appunto è pesantemente sottesposto. Quindi è complesso di suo. E Samsung ha detto "ma sapete che c'è? Ma tanto la luna è sempre uguale da qualunque lato la vedete, dalla terra almeno. Quindi sapete che c'è? Tu fai la foto alla luna, poi ci pensiamo noi e quindi andiamo a sostituire la sputazza bianca sullo schermo con una foto invece dettagliata della luna, ovviamente aggiustata in base a quelle che sono le condizioni, in base a quella che è la fase corrente della luna, andando a prendere da una lì probabilmente, perché poi potete vedere non è stato proprio aggiunciato così. L'andremo a sostituire con una versione super dettagliata e andiamo a dire "ah caspita l'estremità è oltre". Fa le foto migliori, fa le foto migliori della luna. Sul Reddit un utente ha scoperto l'inganno del mago Come l'ha scoperto? Ha fotografato una foto della luna sul suo schermo. Una brutta foto della luna sul suo schermo e ha visto che magicamente è diventata una foto bellissima. L'S23 Ultra riesce a mettere a fuoco anche le foto sfocate e vabbè fa parte. Insomma è imbarazzante. Allora da una parte è sicuramente imbarazzante la trasparenza della comunicazione e anzi la mancanza di trasparenza. Però io in realtà ci pensavo, ad esempio sul mio pixel io ho la modalità cielo stellato La modalità cielo stellato funziona tenendo il telefono fermo di notte e deve stare, se non ricordo, due o tre minuti perché appunto è complesso prendere, soprattutto per l'obiettivo di un telefono, di un sensore del telefono molto piccolo catturare tutti i fotoni delle stelle è molto complesso quindi ha bisogno di esposizione molto lunga. Però dicevo io "Ma tanto a me che me frega che quelle sono esattamente le stelle che io sto fotografando se c'è un algoritmo sufficientemente avanzato da andarle a individuare e sostituirle con quelle del James Webb Telescope a me se mi fai uscire una foto migliore onestamente mi va benissimo. Proprio perché poi sono andato a stampare quella foto lì e comunque non è una bella foto perché per quanto ci sia l'algoritmo e le esposizioni comunque non esce una bella foto - Vabbè però dovresti saperlo ti pare - No, c'è una questione della trasparenza però quando vai nella sostanza onestamente a me non è che fare proprio schifo - Perché a questo punto il mio consiglio è ti guardi le stelle non le fotografi e poi ti prendi una bella fotografia del cielo stellato, la migliore disponibile e te la stampi - Che è una bellissima idea alla fine - Alla fine voglio dire - Ti guardi lo spettacolo della natura e lo fotografi con la fotocamera dei tuoi occhi - Il telefono ti debba ingannare con una piccola image effettivamente un po' imbarazzante, poi Samsung - Era qualcosa di cui saremmo aspettati perché in effetti il miglioramento degli ultimi anni delle fotocamere cellulari probabilmente ne avevamo già parlato, è un miglioramento software più che di obiettivi allo fine l'obiettivo e i sensori sono sempre quelli, quello che cambia veramente è l'interpolazione che viene fatta una volta che i fotoni, come dicevi tu prima Michele, sono stati presi e portati sul file che si sia arrivato appunto a sostituire, a riconoscere, sostituire probabilmente non qualcosa di cui ci saremmo aspettati L'aspetto interessante è ora che il trucco è stato scoperto, andranno comunque avanti perché appunto va la pena dire "sì però comunque alla fine ci ho fatto una bella foto alla luna" oppure invece torneremo indietro? Questa è un po'. - Ma in realtà allargando tutto il discorso a quella che è la fotografia su smartphone degli ultimi non dico dieci anni ma quasi, dove ok qui stiamo parlando di una cosa molto specifica che è la sostituzione della luna però l'intelligenza artificiale è quella che ha fatto la differenza sia per lato android che lato IOS negli sviluppi delle fotocamere degli ultimi anni, infatti i smartphone hanno praticamente quasi smesso di innovare lato hardware se non aggiungendo ulteriori obiettivi, quindi già quello che noi vediamo in modo diverso non è, è comunque una rappresentazione della realtà che passa per un filtro dell'intelligenza artificiale che va a fare la colorimetria diversa, anche in alcuni casi andare a rivedere i dettagli se vai a zoomare su una foto scattata da uno smartphone si vedono comunque quegli artefatti che sono proprio poi delle intelligenze artificiali, quindi diciamo che la direzione è quella e il treno del dito si fermi - Le dita da 5 diventano 6, queste cose ti raccomando - Esatto, quello sarà il momento quando fotografi dicono "ho sputtato un dito" - Cambiamo completamente l'argomento, è uscito un bellissimo articolo di Ars Technica che cita come punto di partenza il fatto che fra poche settimane verranno chiusi gli store digitali di Nintendo 3DS e Wii U due console ormai storiche ma veramente datate di Nintendo per le quali era ancora possibile acquistare nuove copie dei videogiochi vengono chiusi in formato digitale, sono app store a tutti gli effetti, game store nel momento in cui verranno chiusi, quindi chi dovesse avere un 3DS funzionante, una Wii U funzionante con i giochi installati è a posto, i suoi giochi continuano a funzionare ma non potrà più acquistare nuovi giochi quindi anche nell'idea di trovare un Wii U, una 3DS usata e dire "ok mi voglio tanto giocare a quel gioco lì" in maniera lecita e regale non sarà più possibile accedervi - Se non comprando i giochi fisici di seconda mano - Che però anche lì sarà sempre più complicato riuscire a trovarli questo porta di fatto a quello che è un mondo degli archivisti persone, fondazioni che cercano di custodire prodotti digitali in particolare in questo caso videogame, cercando di archiviarli un po' come una biblioteca che tiene una copia di ogni volume per usi futuri, per consultazione in questo senso vogliono custodire tutte le copie dei videogiochi e avere piattaforme legate così tanto a degli shop, come ormai sembra essere sempre più diffuso pone problemi da questo punto di vista, come si possa fare? - Sì, la risposta che poi appunto oggi noi chiamiamo game archivist sono per carità, sono assolutamente questi, però dalla prospettiva poi soprattutto di Nintendo che è un'azienda che si tiene particolarmente a queste cose, sono dei pirati perché nel momento in cui ovviamente, perché vanno a comprare legalmente vanno a scaricare poi i file, però poi vanno a fare il dump su altri sistemi e passarli poi per dei sistemi di cracking, poi vabbè, credo anche la Wii, il 3DS è super bucato credo che la Wii U non sia diversa, ma questo vale per qualsiasi console fino anche alla Switch alla fine poi finiscono come ROM disponibili a tutti le aziende Nintendo, come dicevo, è particolarmente dura nei confronti di chi fa queste cose quindi non solo non aiutano, ma osteggiano in maniera molto molto attiva questo genere di cose è un problema perché comunque abbiamo tutti, come oggi abbiamo il piacere magari di rigiocare all'originale Monkey Island come lo giocavamo quando eravamo ragazzi chi oggi è giovane e magari tra dieci anni vorrà giocare a il Pokémon che giocava da ragazzo ecco, avrà grosse difficoltà, poi tutti i vari produttori ovviamente si sono accorti di questo fenomeno e da lì tutto il filone dei remaster, la Nintendo stessa incluse negli abbonamenti con la Switch e poi gli emula quelli che sono poi a tutti gli effetti degli emulatori però non è che ti coprono tutto il catalogo, se c'è un gioco che non è incluso non hai altro modo se non andare su ebay e andare a vedere se c'è qualcuno che ti vende la cartuccia o su ebay o su altri siti oppure vai su altri siti certo però, come dici tu, certi giochi sarà un po' perché non li rimasterizzano un po' perché non li ritengono nei cataloghi un po', prima o poi andranno persi il lavoro di queste persone è di solito abbastanza certosino quindi veramente Van Giu, soprattutto su questi sistemi, cercano di coprirli veramente il più possibile però c'è un problema generale che è sempre legato al passare del tempo e al fatto che determinati tipi di prodotti, determinate tecnologie e i relativi contenuti rischiano di andare persi questo è in qualche maniera la natura delle cose sì però, come dici, non è nella natura intrinseca delle cose nel momento in cui tu sei una nintendo e magari metti tu in piedi un programma del genere aiutando magari chi lo fa, forse è la cosa un po' più giusta di farla è una visione un po' stupida infatti perché potresti portare a una salvaguardia di quelli che sono stati i tuoi contenuti principali, non credo che gli intacchi il mercato non camminivalizza sicuramente il laboramento del retro gaming su switch perché di fatto sono tutte cose che uno comunque giocherebbe poi il fatto che sono magari un filo migliorato, un filo rimasterizzato e magari il pubblico di chi vuole avere la vera cartuccia originale e quindi giocare e avere esperienza di quei dispositivi è diverso da quello che fa retro gaming emulato per cui, mi chiedo, come mai debbano dismettere questi shop? perché di fatto se comunque c'è una certa attenzione, un pochino, magari molto poco traffico c'è ancora sarà sicuramente un problema di proprietà intellettuale, mi aspetto che sia una scaduta di licenze. Io penso, no, secondo me è proprio una questione di costi perché sì è vero che comunque c'è un po' di attenzione però probabilmente non c'è sufficiente attenzione da tenere i server accesi, qualcuno che guardi i server insomma c'è un da fare comunque di un investimento che non è particolarmente evidentemente desiderato un remunerativo, no? Per quelle due copie vendute. Bene, bene mica tanto insomma in questo caso bene effettivamente non c'è zecca. Bene mica tanto anche nel mondo dell'open source non so se avete avuto modo di seguire la bagarre che si è gonfiata e fortunatamente sgonfiata nei confronti di docker e di quello che è appunto sono le immagini dell'organizzazione open source docker per quei pochi che non lo sapessero è uno dei sistemi più importanti di containerizzazione cioè che permettono di costruire delle applicazioni con tutto il loro sistema operativo portabili da un computer all'altro. È nato come sistema open source, basato fra l'altro su macchine Linux quindi basato su cosa open source, adesso è diventato un prodotto commerciale estremamente importante perché di fatto è uno dei modi principali con cui vengono distribuite applicazioni web sia in ambito personale, Michele spesso ci racconta che installa su suo raspberry qualche nuova immagine docker di Tullettino carino, effettivamente semplifica la vita di questo tipo di attività dall'altra parte anche distribuire veri applicativi come possono essere il vostro sito di fiducia che probabilmente sarà fatto anche lui in sistemi tipo docker, se non docker stesso è un qualcosa ormai standard abbastanza nel settore. Cosa è successo? Che già da qualche anno sono entrati abbonamenti di un certo costo per licenze desktop su sistemi non Linux per poter utilizzare quantitativi importanti di immagini quello che è stato l'annuncio probabilmente dato quando il communication manager era in malattia dormiva, è stato che tutti i team gratuiti compresi quelli open source sarebbero stati cancellati nel giro di pochi giorni o settimane. Questa cosa ha terrorizzato di fatto il mondo dell'open source perché un sacco di sistemi da i vari tool di cui ci racconta Michele una settimana, se una settimana no ma anche un sacco di immagini base per progetti che vengono sviluppati e mantenuti un po' ovunque sono fatti da fondazioni o sviluppatori che non hanno una forza commerciale e anche di un abbonamento non proprio economico e che di colpo si sono visti a rischio di essere cancellati rimossi da quello che è il principale se non quasi unico canale conosciuto, ce ne sono tanti altri Sì stiamo parlando veramente di un app store quasi perché guardando qualsiasi tutorial io parlo ovviamente dalla prospettiva di appassionato ma ovviamente queste ripercussioni professionali anche molto molto importanti però se oggi vuoi mettere su un server plex, vuoi mettere su un server di sonar, radar o qualsiasi altra cosa ci sono tutorial per scaricare altre ISO Linux ovviamente e qualsiasi tutorial guardi il primo il primo comando è come scaricare ovviamente l'immagine di Doc il comando per il Docker Compose è da dove viene preso da questo, direttamente dai server ufficiali di Docker ci sono progetti open source tipo quello di Linux server che hanno letteralmente, probabilmente centinaia di immagini nel loro repository quindi perdere una cosa del genere avrebbe voluto dire perdere un bel pezzo di codi quella che è l'internet di oggi, ovviamente non l'internet di tutti però un pezzettino di internet Però la cosa è rientrata dicevi? Allora è parzialmente rientrata nel senso che è stata messa su una FAQ abbastanza frettolosa che chiarisce abbastanza separando il concetto di no beh quelle che sono le immagini che abbiamo marchiato come fondamentali rimarranno quelle che sono di progetti open source di una certa importanza quindi come dire semplificando un po' e creando una serie di eccezioni che dovrebbero tenere in piedi comunque tutto questo tipo di immagini. Resta il dubbio che in alcuni casi non proprio tutto possa rimanere probabilmente è qualcosa che vedremo nelle prossime settimane. Di certo ecco l'interrogativo che ci fa venire perché molti hanno detto "spostiamoci allora su GitHub che offre un servizio identico gratuito per progetti open source" ma come dire molti hanno detto "sì però non è che poi domani anche GitHub si inventa che i suoi repository" eccetera eccetera. Quindi come sempre stiamo ponendo le fondamenta, diceva Michele, le fondamenta di un certo pezzo di internet probabilmente anche più importante di quello che dicevi tu, su comunque player commerciali di cui non abbiamo controllo e ci fidiamo che tutto stia lì. Effettivamente tutti i tutorial come dicevi tu iniziano con "scaricati da docker l'immagine di" oppure "prendi i tuoi registri su GitHub" citando il secondo "segui GitHub domani" per qualsiasi motivo è un prodotto commerciale oggi di proprietà di Microsoft che decide di chiudere gli accessi di cambiare strategia non è banale spostare, perché comunque ammettiamo che ogni sviluppatore ci sposti le sue cose, ci vuole un po' di tempo bisogna aspettare che le si ritrovi e probabilmente molti sviluppatori non hanno neanche il tempo, la voglia non sono più attivi per riuscire a fare queste cose e mantenerle questo è uno degli interrogativi di fondo, no? Del modo in cui funziona internet, del mondo della persona open source questa è appunto questa idea che come sempre nel mondo reale ogni cosa chiede risorse quindi l'idea che queste risorse possano essere gestite e create dal nulla non regge di conseguenza bisogna andare nella direzione di finire qualche modello di sostenibilità di quello che si fa la rete è cresciuta in un certo modo, appunto la domanda legittima di come fa una realtà tipo docker o tipo github a funzionare sulla base di cosa, qual è il suo modello di funzionamento in questo momento ci siamo adagiati sull'idea che questo modello di funzionamento in qualche modo si autosostenga non si sa bene come, github appunto, dicevi tu, è finanziato da Microsoft e quindi in qualche maniera qualcosa dovrà evolvere nel tempo, mano a mano che tutto questo diventa la realtà che noi già conosciamo pensiamo alla velocità con cui si è sviluppato questo tipo di mondo, è normale che ci siano delle crisi di crescita che pongono delle domande a cui non abbiamo ancora risposte ci dovremmo mettere ad archiviare anche noi, ognuno le sue immagini docker il problema è la distribuzione, perché che fai dovresti inventarti poi un meccanismo peer to peer è lo stesso discorso probabilmente delle immagini ISO, delle varie distribuzioni se è un progettino piccolino può essere un problema infatti per cui credo che sia anche uno dei successi di github il fatto che comunque anche se è un progettino di una sola persona a cui dedichi magari tre ore a settimana però può essere importante per altre persone perché risolvono quel pezzettino di problema del tuo stack averlo su github è facile e gratuito soprattutto poi nel caso delle immagini docker che magari possono essere anche importanti a livello di dimensioni avere un serverino magari può costare un po' di soldi quindi ti devi inventare poi un sistema peer to peer le distribuzioni di ubuntu, non solo quelle di ubuntu ovviamente, sono distribuite anche via torrent però, non lo so il server per torrent sarà il futuro mi stai dicendo, potrebbe essere un buon progetto da più di tre ore alla settimana ma chissà, magari qualcuno ascolta e inizia a creare questo nuovo protocollo molto bene Max vuole chiudere abbiamo detto un'ora e mezza di notizie digitaliane, abbiamo fatto un'ora e mezza, siamo un'ora e trenta minuti un ultimo argomento e poi andiamo sul finale ci vediamo la settimana prossima, ma dobbiamo avere qualcosa altro da dire vuoi scegliere tu Max un ultimo argomento e andiamo diretti diretti sul finale, scegli l'ultimo argomento è il governo non dismetterà a breve lo speed, chi se l'aspettava eravamo sicuri che finalmente toglieressero di mezzo questo speed invece ho visto che tutti e due avete taggato questa notizia e quindi parli tu finalmente si sono resi conto da una parte 33 milioni di italiani hanno lo speed e quindi non si può togliere di mezzo però secondo me si sono anche, come dire, hanno fatto due chiacchiere con quelli che oggi sono i provider dello speed e hanno detto ragazzi, ci avevate fatto delle promesse anche a livello monetario e forse è il caso che è meglio se le manteniate infatti credo abbiano dedicato 50 milioni del PNRR a praticamente rinnovare gli accordi con le aziende questo bel detto PNRR, quando finirà è proprio resiliente comunque questa cosa dello speed era interessante proprio per questo è una di quelle situazioni in cui tu ci vuoi dire che in Italia è una delle poche cose che ha veramente preso piede e che snellisce comunque con tutta la complessità di attivazione e tutto il resto snellisce moltissimo l'interazione con la pubblica amministrazione e tu proprio quello lo togli esatto, quello che invece noi andiamo a togliere noi da 14 anni alla fine della puntata il momento dei Gingilli del giorno Signore e signori, i Gingilli del giorno i Gingilli del giorno sono i regali dei digitaliani per i digitaliani le voci digitali a fine trasmissione selezionano per voi Gingilli, hardware, software, letteratura qualsiasi cosa abbia attinenza digitaliana, qualcosa che abbia colpito la loro curiosità stravolta la loro esistenza o qualsiasi sfumatura nel mezzo Max, che cosa ci porti oggi? voglio farvi un regalo perché io ho avuto a mio volto un regalo per la festa del papà sono stato sorpreso dai miei figli che io sono un lettore voracissimo davvero Max? per cui mi sono un po' sorpreso che abbiano regalato un libro e quindi con un certo sospetto ho aperto il pacco e invece è uscita fuori una bellissima sorpresa che voglio condividere con tutti i nostri ascoltatori che è questo saggio romanzato che si intitola "Quando abbiamo smesso di capire il mondo" il tema è veramente intrigante perché appunto è un racconto credo e mi pare che siano cinque, non l'ho letto ancora naturalmente sto facendo la sintesi di aver guardato bene l'indice di essermi incuriosito, ho letto bene la quarta di copertina, l'introduzione quindi è un'avventura che esploriamo insieme comunque l'idea di questo autore che si chiama Ben Thoth scusatemi la fatica ma appunto è un regalo di ieri quindi mi è un attimino sfuggito di mente dicevo comunque questo saggio costruisce sostanzialmente una serie di racconti che sono basati su fatti veri ma romanzati di come è cambiata la nostra visione del mondo e di come si siano succedute nel tempo alcune scoperte scientifiche il cui impatto di fatto è coinciso con un modo diverso di guardare al mondo di guardare alla nostra vita e di guardare alla realtà questa cosa è stata per me particolarmente affascinante sono convinto che il legame con i temi digitaliani sia che una di queste cose che è capitata di queste tecnologie che ci sta comunque facendo cambiare il modo di guardare il mondo è per esempio quella digitale, questo nel libro non c'è ma c'è per esempio uno dei saggi dedicato alla teoria quantistica e quindi in realtà il titolo italiano richiama questa idea abbiamo cominciato a guardare al mondo in maniera diversa quando abbiamo smesso di cercare di capirlo così come lo percepivamo all'inizio mi sembra un'avventura interessantissima una lettura da condividere con i nostri digitaliani e quindi ve la consiglio, ve la raccomando e poi magari insieme tireremo le somme Benjamin Labatut Labatut, Labatut ho detto ben tot mannagg hai fatto un po' la crasi in nome coniugo comunque troverete il link nelle note dell'episodio Michele vai allora se non ve ne siete accorti c'è un momento di particolare fermento nell'ambito dell'intelligenza digitale chi l'avrebbe detto? e vabbè c'è il chat gpt dice Bing però io mi sono messo nella sidebar di Firefox come co-pilot che è un po' la stessa idea di Microsoft però non ho voglia di usare Edge dappertutto poi chat gpt funziona una volta si e tre no 20 dollari sono un po' tantini per ora comunque ho scelto invece quest'altro progetto che si chiama perplexity. i che onestamente non ha la stessa efficacia di chat gpt e forse neanche di Bing però risponde a tante domande e può risolvere comunque dei problemi è gratuito, lo trovate ovviamente su perplexity. i c'è una waiting list per l'applicazione di iPhone che in realtà è molto simile a Bing anche nella struttura perché poi come extra vantaggio è che ti da anche delle risposte che sono annotate quindi può essere utile quindi tenetelo là, magari vi può servire tra un downtime e l'altro di chat gpt fantastico, grazie mille Michele, molto utile io invece di un gingillo di intelligenza artificiale come te porto un gingillo di intelligenza artificiale, anche io giustamente va un po' di moda in realtà io porto una estensione di quello che è stato il gingillo la settimana scorsa del doc che se vi ricordate ha evaporato una shortcut per iPhone che si doveva nella teoria, ma era un gingillo non funzionante dal suo punto di vista di connettere, far parlare Siri direttamente con l'API di chat gpt ebbene uno dei motivi per cui non funzionava un gran che bene è che effettivamente Siri nei nostri telefoni è generalmente in italiano quando il sistema voleva invece comprendere e rispondere in inglese quindi comprendeva poco, rispondeva malamente e questo era il problema principale è stata fatta una traduzione in italiano la notizia è girata anche sul nostro Slack fra l'altro ringrazio Eugenio che ci ha postato il link dicendo "ecco la versione italiana, io l'ho provata, funziona veramente molto molto bene" provandola con delle persone che non si aspettavano hanno detto "ma come, il tuo Siri parla molto meglio del mio, dà delle risposte sensate" quindi ve lo consiglio, non vi do il link in diretta ma lo metto in un altro episodio, anche perché è icloud. om/shortcuts/ c'è una serie di numeri e lettere infinita che non ce la farei a darvi però vi consiglio di provarlo, di affidargli una bella keyword per poterlo lanciare adesso ho detto al mio telefono "parla con intelligenza" e giustamente in questo modo mi risponde in maniera sensata questo è l'ultimo dei Gigi Li per oggi, quindi chiudiamo [Musica] [Musica] e dopo i gingilli arriviamo finalmente a quelli che sono i nostri saluti di chiusura di questo episodio 666 che ancora non abbiamo sottolineato quanto sia palindromo servono delle raccomandazioni importanti ovvero a noi piacciono tanto vedere le stelline delle recensioni sulle varie piattaforme di podcast se usate una piattaforma di podcast che ancora ce le ha, non tutte ce le hanno ci fa piacere molto leggere i vostri commenti su twitter @chiusuradigitalefm ancora attivo su mastodon @chiusuradigitalefm @mastodon. ocial @mastodon. , trovate comunque anche me e Michele su mastodon @max_mastodon lo trovate ancora su twitter, cercateci pure con i nostri nomi e cognomi si capisce niente, siamo un po' tutti da tutte le parti, riuscite a chiacchierare con noi facilmente il modo migliore è digitale. m/slack, questa nostra community che è molto viva durante tutta la settimana e se vi è piaciuto un po' uno degli argomenti di cui abbiamo parlato perché non farlo ascoltare i vostri amici e portarci quindi le sue orecchiette fresche se apprezzeranno vi ringrazieranno anche magari che gli avete fatto scoprire qualcosa di nuovo che altro c'è da dire? dal nostro punto di vista direi che abbiamo finito anche per stasera questa puntata senza il doc che tornerà la prossima settimana o forse no, chi lo sa quella dopo ancora, chi lo sa, noi non ancora per questa sera è tutto, dallo studio di scorta di Milano Città Studi un saluto e una buona settimana da Francesco Facconi dallo studio cittadino di Avellino un abbraccio da Massimo De Santo e dallo studio di Milano Isola Michele Di Maio ci sentiamo la settimana prossima con una nuova puntata di Digitalia.

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