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697

È stato Gandalf

L'intelligenza artificiale generativa impara il sarcasmo con Grok. Il presidente Biden emette un ordine esecutivo sull'AI. I nuovi processori M3 di Apple e non solo. Queste e molte altre le notizie tech commentate nella puntata di questa settimana.

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Digitalia #697 - L'ha fatto Gandalf

Digitalia #697 - L'ha fatto Gandalf

Settimana del 6 novembre 2023 è arrivato il momento dell'intelligenza artificiali sarcastiche. Il presidente Biden firma un'ordine esecutiva importante, poi Beatles, TikTok, Genetica e molto altro in scaletta per un'ora e mezza dedicata alla notizia, quella digitale, all'italiana. Dallo studio distribuito di Milano Città Studio, Francesco Facconi. Dallo studio Cittadino di Abellino, Massimo De Santo. Dallo studio dei Castelli Romani, Giulio Cupini. Carissimi, eccoci qua oggi terzetto fenomenale diciamolo, diciamolo. Ma che asset meraviglioso, nord centro sud. Alla grandissima. Un po' puntata all'estadio autogestione, siamo senza il doc, senza il signor Spielbergo, quindi insomma, però ci divertiamo, ci divertiamo, anche perché abbiamo un sacco di argomenti. Come va? Tutto bene voi intanto? Cioè avete qualcosa di bello? Bene, bene, bene. Oggi incredibilmente non ha piovuto. Io ci tenevo a sottolineare questa cosa per ben 24 ore. Pazzesco. Ma perché? Ti ha piovuto molto? Porca miseria. Una settimana che non vedo il sole. No, a Foscari me la sapevamo, ma a Lazio non l'avevo seguito. Sì, sì, ma anche dalle nostre parti. Effettivamente oggi non ha piovuto ed è un qualcosa da segnare sul calendario. Da segnalare assolutamente. Visto che Milano avevano riaperto i navigli, ma in superficie no. Quindi ecco, c'è stato un po' di. Giusto per completare il quadro. Anche qui non ha piovuto. Ok. Perfetto, fantastico. Quindi abbiamo le previsioni meteorologiche Nord, Centro, Sud che lanciano un po' quello che è Grok. Cos'è questo Grok? Bello, Grok. Mi piace Grok. Mi piace. Tanto possiamo dire miglior nome dell'anno. Sì, ti immagini. Grok, Grok, Grok. Poi mi fa venire in mente da un lato quelle pantofole assurde di gomma che si chiamano Croc, mi pare. Le Crocs. Ah, Crocs, ok. Quelle sono veramente assurde da un lato. E dall'altro Grok è proprio un nome classico da fumetto per i bambini dell'orco, simpatico, queste belle cose qui. Ok, ma. L'hanno scelto così. A parte il nome che non è stato scelto dagli orchi, ma è stato scelto dalla guida galattica per autostoppisti, che sappiamo essere un argomento già citato dallo stesso autore del nome nella Tesla che andava in giro per lo spazio, è stato "Don't panic", perché è il motore di intelligenza artificiale di Xi, XAI, come la vogliamo chiamare? XAI. Il simbolo mi piace, devo dire. La nuova azienda di AI nata da Elon Musk da XAI. Dalle costole di Elon Musk, di prego, perché è sempre una creazione, no? Dalle costole di Ormai. Quante ne ha, perché a furia di aver creato costole. Ormai ne sono rimaste poche. Sì, diciamo che sul tema del nome, poi adesso entriamo un po' nel merito anche della tecnologia, secondo me c'è stato un po' di misunderstanding perché stavo leggendo il comunicato, poi ho visto un po' di articoli, molti lo hanno legato a questo tema della guida galattica, ma la guida galattica è la base. È la base concettuale del progetto. . 'atteggiamento esatto su cui loro hanno fatto la modellazione. In realtà, grok significa capire quello che si è intorno, quindi leggere il contesto, probabilmente in seno al fatto di avere come dati aggiornate in tempo reale tutta la base utenti di X, di Twitter, è probabilmente un giusto nome anche dal punto di vista filosofico. È stato rilanciato come primo prodotto in super beta, accessibile soltanto agli utenti selezionati che pagano l'abbonamento premium di X, e di fatto è il primo passo verso il nuovo modello di LLM offerto da questa società di Elon Musk che sta prendendo forma nel progetto che commentavamo anche nell'ultima puntata di "Digitalia", quindi un Twitter che smette di essere tale diventa una piattaforma X all'interno della quale X. I gioca un ruolo molto importante, e in cui l'intelligenza artificiale e questo modello, nella fattispecie, va a lavorare su due livelli paralleli, almeno per quanto si riesce a capire dagli statement che sono stati rilasciati il primo, va a lavorare su una serie di fonti che stabilizzano il set base della conoscenza, si parla di un Grok Zero che ha avuto un training con 33 miliardi di parametri e che ha lavorato su una base abbastanza limitata di risorse, non si dice quante, ma che comunque lo metteva in competizione con il GPT-3 e mezzo. LLM: Anche se con performance, nonostante rispetto a GPT-3, il GPT-3 avesse molti meno parametri, soprattutto che poi quello che si è, diciamo che i risultati di Grok Zero non fossero eccezionali. Erano eccezionali perché le hanno fatte in due mesi, questo sicuramente si. FB: Sì, sono stati fatti su quattro tipologie di analisi, il primo il GSM 8K che sono dei problemi diciamo di middle school, problemi di matematica. LLM: Pierino deve andare dalla mamma, se la mamma parte dopo Pierino di mezz'ora. FB: Un po' più avanzato, però diciamo che su 8 sequenze, Grok Zero prende il 56,8% di risultati positivi, quando GPT-3,5 ne prende il 57,1. LLM: Quindi 1% in più. GPT-4 il 92, giusto per dare dei numeri. E' interessante il fatto che evolve anche su altri tre test, quindi l'MML-U che invece è una domanda scelta multipla di tipo multidisciplinare, quindi 5 risposte nel contesto di una domanda. Poi c'è HumanEval che è un task per completare codice in Python. E poi c'è MAF che invece è la middle school e high school, problemi di matematica scritti in latex. E quindi anche qui ci sono state tutta una serie di analisi. LLM: Anche qua risposta chiusa con quattro prompt che comunque fanno parte di quella che è anche la cultura scolastica americana. FB: Quello che vediamo in realtà con queste comparazioni è che troviamo stupefacente il fatto di essere riusciti a raggiungere questi risultati in un tempo veramente breve, che è un po' la dimostrazione del fatto che la modellizzazione che è stata resa disponibile funziona bene. LLM: Sì, c'è anche da dire che. FB: Dicevo nel contesto open. LLM: Assolutamente. La cosa che mi lascia un po' perplesso che comunque andrà verificata è che oggi, a meno che non me lo sia perso, ma contradditemi in caso, non c'è uno standard di valutazione per tutti i modelli che permetta di compararli. Io posso prendere una cosa dove sono più bravo io, tra picolette, il mio modello, a reagire in un certo tipo di contesto, compararlo con l'altro e dare i miei numeri. FB: Esatto, ma infatti è interessante che qua hanno mostrato. LLM: Questo è il solito problema delle metriche, è sempre così. FB: È interessante proprio che qua hanno mostrato infatti questi quattro test, in realtà poi hanno aggiunto un quinto quando hanno fatto uscire Grok 1, per dare proprio un qualche sillabio su quale andare poi a definire, eventualmente confrontarsi anche coi prossimi usciti. Sicuramente chi fa questi lavori, ho letto anche altri paper di tentative di Microsoft, usa sempre dei meccanismi ripetibili, perché vogliono essere test scientifici, poi chiaramente come dice Giulio, se sa che sulla geografia non funziona bene, magari quello di geografia lo salta. LLM: No, il problema che diceva Giulio è quello del raggiungimento di una standardizzazione, cioè di un accordo condiviso ovviamente per lo meno da una larga parte della comunità scientifica, di quella che viene considerata un po' super partes rispetto a quello che possono essere invece gli interessi di un'azienda, un accordo su quali sono i test che vengono accettati comunemente per paragonare tra di loro questo tipo di programmi. È un po' troppo presto perché ci sia un chiaro accordo su questo rispetto, ma se ci pensiamo è passato un anno, quanto è passato da questa esplosione assolutamente prorompente? In realtà a me piace molto, più che creare una standardizzazione definitiva, mi piace l'approccio perché qui il quinto test che hanno fatto alla fine è stato preso l'esame ungherese nazionale finale, quindi la maturità delle AICUN di matematica e addirittura qua c'è scritto che Grok ha passato l'esame con un voto C, Cloud 2 sempre, GPT4 con una B. Quindi avere un approccio quasi umano nel quale comunque anche noi gli umani li testiamo, li valutiamo non con lo stesso esame, anche perché poi se no dopo un po' uno impara a passare l'esame, ma cerchiamo di testare comunque con dei criteri, con dei meccanismi, confrontando anche il vari set di esami di umani per cercare di dargli un voto. Questo mi piace molto come approccio perché effettivamente aiuta anche a essere più elastici questi motori e cercare di essere pronti a qualsiasi esame, non solamente a un contesto tecno-formale, ma anche per fare le domande, prima o poi imparano le risposte e si può barare facilmente. Ci devi esaminare la prossima volta anche, ti arriveranno in aula. Ciao, sono Grok. Veramente come dire sfidanti, interessanti di quello che sta succedendo, perché poi se ci pensi in qualche maniera una evoluzione comunque dell'idea di fondo del test di Turing, quella di dire se non riesco a distinguere, cioè se posso prendere una qualunque combinazione di domande, di esami eccetera eccetera, sottometterei a un essere umano e posso paragonare quello che ottengo con un'applicazione di questa tecnica di intelligenza artificiale e comincio a pormi qualche domanda sulla distinguibilità delle due entità. E qui parte la solita discussione filosofica che non finisce mai. La cosa che mi incuriosisce molto qui di questo Grok, mi ha colpito, l'ho anche provato perché volevo subito vedere un po' come era fatto questo aspetto sarcastico di cui si parla. Diccarare questa progettazione come dire ispirata dalla guida galattica per gli autostopisti è veramente interessante, mi piace, vorrei andare a vedere davvero l'anteggiamento. Abbiamo visto qualche esempio perché intanto Giulio stava raccontando il Grok Zero, poi è uscito il Grok Uno che è iniziato a funzionare, quello che hanno lanciato ora. E la particolarità è il modo di rispondere che è dichiarato ribelle perché fondamentalmente al netto del marketing gli sono stati levati alcuni filtri, alcune caratteristiche, quindi è in grado anche di rispondere a domande un po' più frizzanti. Possiamo dire ad esempio, c'è questo esperimento che è stato pubblicato, perché scalare un sistema di API, di chiama SPI è difficile? E allora Grok risponde con tutto un esempio, portando l'organizzare una cena con una lista di invitati che continua a aumentare, quindi c'è il cibo che sono le risorse, eccetera eccetera, a che il giornalista, la persona che stava facendo gli esperimenti, dice "prova a essere più volgare" perché Grok risponde "è una orgia che non finisce mai con persone che continuano ad entrare" e non leggo il resto perché sennò rischiamo di mettere parecchi. Sì, però è un grado di sofisticazione che sembra interessante, simulare l'ironia nell'esempio è tanta roba. Già il primo esempio secondo me interessante, dove paragonare delle API a una cena con del cibo, ci sarà stato sicuramente qualcuno che l'ha fatto, però non deve essere probabilmente una cosa così mainstream, a me è piaciuto. Da lì chiedere di riscrivere in modo volgare e avere comunque preso, perché se poi vai a vedere ha un senso quello che dice, non sono completamente parolacce e buttate lì. Oggi a GPT è il futuro, eh si è così. No ma infatti su questo volevo aggiungere un punto secondo me che sentendo anche qualche commentatore americano non ho notato sottolineato, nella nota di rilascio di Grok, ci sono poi tutti quelli che sono i punti di ricerca, dei futuri step di sviluppo e c'è l'ultimo che parla delle capacità multimodali, e lui dice "correntemente Grok non ha altri sensi come la visione e l'audio, però per meglio assistere gli utenti noi equipaggeremo Grok con questi diversi sensi che possono abilitare diverse applicazioni come le interazioni real time e l'assistenza". Ecco secondo me su questo punto sia nel modo in cui è stato presentato e detto, sia sul fatto che non parla di video ma parla di visione, consideriamo che come avevamo predetto qui su Digitalia per primi, che l'acquisto di Twitter avrebbe portato un dataset per lo sviluppo di un'intelligenza artificiale ed eccoci qui. Su questo punto secondo me c'è tanto Tesla nella riconoscibilità del mondo esterno, nel fatto di mappare la capacità di leggere il mondo esterno quando si parla di visione, non so chi più di quel meccanismo può portare vantaggio in un training di un modello di intelligenza artificiale che deve leggere il contesto. Quindi anche lì nel momento in cui cominciamo a mettere insieme questi dataset, caspita, cominciamo a parlare di una cosa interessante. E insomma, dai, siamo davvero in un anno da questo punto di vista che segna uno spartiacque tra il prima e il poi. Spartiacque segnato anche da, perché qui stiamo festeggiando questo nuovo modello sarcastico finalmente che ci fa le battutine sporche, ma nel frattempo però arriva quello che è stato un po' letto come con tanti punti di domanda, anche una grande analisi di quello che ci è stato scritto, questo ordine esecutivo del presidente Biden. Io lo sapevo che ci volevi fare subito tornare sulla serietà. E ci vuole però perché nel senso qua, provate a descrivermi, allora vi sfido voi, Human GPT, a descrivermi l'ordine esecutivo come lo descriverebbe Grock. Senza avere ancora accesso perché non ci hanno ancora abilitato nessuno, mannaggia. Effettivamente. Allora, sicuramente c'è un primo punto che secondo me dobbiamo spiegare, cioè cos'è un ordine esecutivo. Ottimo, è questo già bravo. Sì, perché non è facilmente riproducibile nel nostro ordinamento. Nel nostro ordinamento, assolutamente. Un ordine esecutivo di fatto è un'indicazione che il presidente dà attraverso, diciamo, il suo ruolo di centralità di governo federale, di indirizzo verso le legislazioni degli Stati, che poi devono fare delle leggi applicative sul territorio. Questo quindi porta due ordini di problemi dal punto di vista legislativo. Il primo che non è una legge, è un'indicazione. Il secondo è che questa indicazione può essere interpretata in maniera difforme su più territori negli stessi Stati Uniti, perché poi solo le legislazioni della California e del Texas possono essere chiaramente molto diverse. E c'è una storia di decreti esecutivi nel corso di ultimi anni di, diciamo, difficile applicabilità. Stesso anche nell'intelligenza artificiale non è il primo ordine esecutivo che viene diramato negli Stati Uniti. E la stessa Stanford ha detto "ma sì, insomma, bello nelle intenzioni, però poi dal punto di vista pratico abbiamo visto nel corso degli ultimi anni che è stato veramente poco utile o comunque poco applicato". Quindi sicuramente Downing è una linea d'indirizzo del presidente o comunque di quel tipo di gabinetto, però non è una legge e già questo leva il 90% dei commenti che abbiamo letto come forma di registrazione, perché non lo è. È vero che però affronta in maniera sorprendentemente, come dire, analitica un po' tutti i diversi aspetti. Quindi si vede che c'è un grosso sforzo da questo punto di vista che peraltro. Un po' mortificato da alcune dichiarazioni, perché quando Biden ha detto "ho visto Mission Impossible e mi ha preso colpo, mi sono spaventato qua dell'intelligenza artificiale". Intanto quale Mission Impossible bisogna essere uscita? E quello che non è uscito ancora è che lui ha avuto in anteprima come presidente degli Stati Uniti. Poi ha visto il Presidente Johnson e si è spaventato per gli archeologi, ma insomma. Non è tanto il fatto di questo che Biden è già un po' abituato a queste scivolatine, quanto piuttosto che appunto se vede che c'è un grosso sforzo. Non so se avete visto poi anche quella vignetta che invece è stata pubblicata sul profilo di Elon Musk, se non ricordo male. Quella relativa invece poi al meeting che si è stato creato a Londra, dove fondamentalmente anche questo è un vecchio tema sulle nuove tecnologie. Ed è un dibattito molto diffuso, molto analitico. E cioè il fatto che queste nuove tecnologie da un lato fanno paura e quindi i vari governi, che ci hanno messo un po' di tempo poi a rendersi conto. Da quanti anni, ma solo noi su Digitalia sono 15 anni o quasi, che guarda l'impatto delle tecnologie digitali sta trasformando profondamente la società, eccetera. E chiaramente c'è una fatica a seguire questo percorso. Poi c'è questo improvviso, questa esplosione, gli americani dicono disruptive, questa esplosione travolgente della intelligenza artificiale. Tutti si mettono a dire "Oddio, adesso abbiamo paura!" perché chiaramente c'è anche tanta fantascienza, c'è anche tanta emozione che si lega intorno a questa idea dell'intelligenza. Che sopravvanza l'essere umano e così via. E dietro, questo era il senso della vignetta che cercavo di descrivere, c'erano i quattro grandi della terra, tra cui l'Inghilterra in maniera un po' impropria sedeva al suo tavolo. Poi c'era l'Europa dipinta come una donna che sembrava di avere tratti quasi indiani, indiani per le rosse, intendevole. Poi c'è il Dragone cinese, lo zio Sam, tutti i quattro dicono "l'intelligenza artificiale può dare pericoli spaventosi per la sopravvivenza dell'umanità" e pensano nella loro testa "ma io vorrei essere quello che la implementa per primo" Un po' come la bomba atomica come abbiamo già detto. Ho fatto questo collegamento perché l'executive order poi fa un po' il paio con tutti gli sforzi, abbiamo sempre detto che l'Europa è un po' avanti da questo punto di vista. Questa presa di coscienza legislativa e questo tentativo di affrontare, mettere un po' in ordine le cose in vista di una tecnologia che viene effettivamente riconosciuta comunque come decisiva, come quella che dà la marcia in più il vero cambiamento di questo nuovo millennio. Io vorrei vedere un paio di passaggi che secondo me sono interessanti. Sì, analizziamolo un po'. In tanto questa è la richiesta di imporre degli standard per il test prima del rilascio pubblico di semi AI tramite Red Team, team rossi. Voi sapete cos'è un team rosso? Non sono persone vestite di rosso. No? Rossi. possono anche esserlo. sono rossi in quanto nemici. Ok, l'idea quindi è quella di creare un team di attaccanti, fare un penetration test in un test di appunto attacco, nel quale però ci sia proprio un team, un qualche sistema che vada, quel gruppo di persone che vadano ad attaccare il sistema AI, il modello in questo caso, per cercare di trovarne tutte le debolezze. Questo è un approccio classico della cyber security, no? Dividi in due squadre, la squadra dei buoni e quella dei cattivi, perché ci deve essere competizione, i cattivi diciamo fanno di tutto per violare la sicurezza, in questo caso fanno di tutto per portare in evidenza i rischi, i problemi. Secondo me qui dovremmo capire, ed è interessante il fatto che Red Team dovrebbe essere composto anche di persone che hanno competenze semantiche, perché al di fuori del tema specifico di sicurezza tecnologica, e ce n'è sicuramente un punto dal punto di vista strutturale, c'è un tema invece di debolezza semantica nella capacità di far dire all'intelligenza artificiale delle cose bypassando i filtri, lavorando di. si parla sempre di ingegneria inversa nei confronti delle persone, ma in questo caso sarebbe ingegneria inversa nei confronti di un'intelligenza artificiale. Quindi sono curioso di vedere come potrebbe diventare nella composizione anche delle tipologie di competenza di questa tipologia di team, anche una competenza di questo tipo che secondo me è decisiva. Poi probabilmente tu con semantica intendevi sottolineare anche voi l'aspetto etico probabilmente, no? Certo, certo. Quindi da questo punto di vista sicuramente un Red Team non è fatto di programmatori, ecco. No, anzi devono essere secondo me persone diverse, qui non si porta nel dettaglio, ma si dice bisogna impostare comunque uno standard, appunto come dite voi che siano questi tipi di figure, un po' come probabilmente in tanti altri aspetti normati della tecnologia, ci sono comunque delle analisi dei rischi che devono essere fatte e gestite in modo opportuno. Un altro punto secondo me molto interessante è la protezione dai rischi biologici, cioè dei pericoli di materiali biologici, creando standard per lo screening, quindi la verifica di tutto quello che è stato creato tramite la sintesi biologica. Ora sappiamo che si continua a dire "ah useremo questi modelli per trovare nuove vaccini, nuove cure contro il campo, nuove molecole, nuove proteine", questa cosa però perlomeno al bon Biden. Questo è uno di quelli che può andare peggio di sicuro, guarda qua. esattamente. Esatto, quindi spaventa, in effetti uno dice "troveremo le nuove molecole per la cura contro il cancro", bellissima, però ci scapperà per sbaglio nel frattempo un nuovo virus che creerà una pandemia 10 volte peggiore, magari così ecco vista in questo modo non è che ci faccia così piacere. C'è un'attenzione particolare in questo executive order a normare questo tipo di problematiche imponendo fondamentalmente che tutto venga esplicitamente registrato e riferito al governo ogni qual volta c'è qualcosa che può andare nella direzione di un rischio, in particolare di un rischio biologico, che è una raccomandazione sicuramente molto calzante rispetto a quello che stavamo dicendo. Appropo del fatto, hai citato questa cosa della registrazione dei modelli, però i modelli sono delle cose che evolvono in continuazione e questo è effettivamente un qualcosa che non. ho letto in giro come possibile critica a questo ordine esecutivo il fatto che uno possa registrare il modello però poi man mano che si auto addestra. Che evolve. Esatto questo comunque non è più da gestire, testare, registrare apparentemente. Stile Microsoft quando divenne un nazista, ricordate il modello di AI di Microsoft che aveva un training. Che a un certo punto aveva una piccola deviazione sui nazisti dell'Illinois. Era basato su Twitter come Grok, quindi va beh, stavo aspettando che lo citassi. Era proprio così, perché era preso dal film dei Bruce Brothers, no, nei nazisti dell'Illinois, quindi evidentemente c'era un atto sarcastico. Una cosa che vorrei sottolineare su questo atto esecutivo è due punti. Il primo la differenza di commenti tra gli Stati Uniti e l'Europa, nel senso che se hai cominciato a sentire un po' di commentatori statunitensi il fatto che il governo si metta in mezzo sullo sviluppo della tecnologia per loro è una roba strana, inammissibile, le aziende si dovrebbero regolamentare da sole. Il mercato, le cose via. Il mercato, il problema non è la tecnologia, sono le persone, eventualmente sarebbero regolamentate le persone, ma non tocchiamo lo sviluppo della tecnologia se non le embrigliamo. Tantissimi commenti di questo tipo che evidenziano proprio un'abitudine, un mindset proprio lontano dal nostro. L'Europa invece, questo è un atteggiamento abbastanza europeo, quello di cercare di normare, a differenza però di quello che di solito fa l'Europa, cioè che prima la tecnologia nasce e si evolve e poi l'Europa la norma, in questo caso gli Stati Uniti provano a dare una indicazione normativa che anticipa un po' lo sviluppo della tecnologia, vuole mettere il governo a dare delle briglie di sviluppo più che di gestione successiva allo sviluppo. E mo' l'Europa che fa? Non può più normare, aiuto! Non so. vai Max. No, no, dicevo come abbiamo detto prima, questa non è norma, sono delle indication e questo è il vero problema di questo tipo di cose, e proprio questo, d'altro canto lo diciamo anche in Europa, perché abbiamo un problema simile sia pure in una situazione un po' diversa, e cioè che comunque i pronunciamenti europei poi dopo vanno declinati nelle legislazioni dei singoli paesi, possono passare anni come sappiamo, e come dicevamo prima magari anche le migliori intenzioni legislative poi nella pratica vengono anacquate, deformate, distorte e così via. Su questo secondo me spazio di normativa non c'è nessun problema, il vero problema è capire quante di queste cose, quanti di questi suggerimenti che sembrano anche convincenti e interessanti, effettivamente possano essere in qualche maniera. Vedo un problema ancora un po' diverso, diventeranno realtà, forse io mi sento di dire che sono d'accordo che dipende molto dalle persone, ma riusciranno i governi, hanno gli strumenti i governi per rendere veramente significative certe limitazioni normative? Si possono controllare davvero certe cose? Questa è la sfida secondo me, in qualche senso. L'idea effettivamente è giusta quello che dici, perché ho letto in giro che effettivamente c'è da una parte un timore che questo ordine esecutivo sia prevalentemente dannoso per le società piccole, per le startup, per chi vuole avviare un qualcosa, e quindi da un certo punto di vista porti acqua al molino delle grandi imprese esistenti americane, quindi è vero che sembra essere contro tutti, ma in realtà crea dei limiti, crea dei vincoli che una Google, una XAI, una OpenAI compagnia magari non ha difficoltà a superare, impostare dei team, delle registrazioni, cose col governo, mentre per società più piccole già devono sostenere dei costi di sviluppo e tutto quanto le startup, trovarsi anche tutto questo lato tecnologico rischia di diventare veramente impegnativo. Dall'altra parte è uscita questa intervista, se avete letto, su Business Insider e Andrew Ng, che sostiene che Andrew Ng è uno dei fondatori di Google Brain e sostiene che le big tech stiano facendo un po' il gioco di creare paura, "moriremo tutti", per evitare la concorrenza, chiudere un po' e lavorare loro. E' l'altra faccia della medaglia, ti trovi di quello che dicevo prima sui governi, che poi appunto tutti critidiano al lupo perché vogliono in qualche maniera giocare all'interno di quest'area grigia in modo da poter lavorare negli scantinati e uscire per primi. Esatto, sembra quasi che sia qualcosa pro big tech, è diverso dal solito mondo americano, in realtà sembra quasi cercare di tenere ancora di più attenzione al mondo americano, bloccando interventi dall'estero. Secondo me le due facce della medaglia che abbiamo descritto si trovano perfettamente, combasciano esattamente, da un lato a livello mondiale si sta giocando una partita nella quale appunto i grandi protagonisti sanno che questa tecnologia farà la differenza, così come è successo per tante altre tecnologie, una tra tutte, quella atomica, nel post seconda guerra mondiale dove poi evidentemente era evidente l'implicazione di tecnologia, strategia, predominio, in quel caso militare ma comunque legato anche con l'energia e così via. Quindi da un lato questo scacchiere, quello di questa battaglia che possiamo immaginare effettivamente si stia conducendo a livello delle nazioni. Da un altro lato questa stessa cosa, negli Stati Uniti e mi viene da dire che abbiamo più volte osservato che per quello che è successo negli ultimi 20 anni dello scorso secolo, i primi 20 di questi, gli ultimi 40 anni in assoluto, alcune di queste compagnie nate negli Stati Uniti, queste big tech di fatto hanno raggiunto le dimensioni di Stati, sono perfettamente comparabili in termini finanziari, in termini di risorse, in termini di influssi con governi, con nazioni. Quindi dall'altro lato questa battaglia, questo stesso gioco, no? Spaventiamo tutti in modo che si impongano delle normative molto rigide ma noi dentro i nostri laboratori lavoriamo per ottenere il predominio. Mi trovo con questa interpretazione perché tu voglia avere un impatto sulla tecnologia, lo fai con un accordo che non è soltanto nelle mura di casa tua, perché altrimenti tu vieti una cosa, lo farà l'altro al posto tuo. Baralmente tieni la Cina fuori da un discorso del genere, la Cina credo qualche mese fa aveva rilasciato le sue linee guida per la sicurezza e lo sviluppo delle AI cinesi, in quel caso c'è un controllo che il governo chiede di fare sul training di quali contenuti è stata addestrata perché se c'è una roba contro il Partito Socialista io le AI non te la faccio uscire. E quindi lì si parte da un assunto ancora diverso. Quindi diciamo se devi sviluppare questa tipologia di contenuto e vuoi qualche volta avere un impatto reale sulla tecnologia, dovresti lavorare a livello transnazionale e non mi sembra questo l'obiettivo. A me quello che sembra invece un forte obiettivo in questo caso è la possibilità, come se fosse la capacità di importare e esportare merce dove io ti posso mettere un dazio, ti posso vietare di fare qualcosa, di dirti sul mio territorio chi può offrire intelligenza artificiale lo devo autorizzare io. Infatti nell'executive order c'è una forte sottolineatura antitrust che è una logica di dividend impera e che peraltro corrisponde alla cultura degli Stati Uniti e invece almeno nell'articolo di riferimento che poi stiamo anche utilizzando e che c'è poi nel nostro Nomeback channel, che analizza i vari aspetti, c'è stata poca attenzione alla promozione di una open AI, ma ci vuole non la ditta. Cosa può per esempio limitare quei danni alle piccole imprese di cui si parlava prima eccetera eccetera, non limitare, non consegnare nelle mani di pochi grandi player questa tecnologia, ma lasciarla in qualche maniera sviluppare in modo più aperto, è un approccio che appunto favorisca in qualche maniera tutto quello che è la linea dell'open AI. L'open source? Open source, open source, open source, open source, open source, open source, open source, open source. Mentre andiamo con l'open source, abbiamo il buon Franco che pur non essendo in onda stasera ci ha lasciato un po' di curiosità, abbiamo parlato di AI simpatichella di Grok, quella un po' corporate e governativa in questo segmento, e sono uscite invece un po' di cosine curiose che magari vi raccontiamo. La prima è, non so se avete seguito il thread su X di questo Javi Lopez che si è messo a programmare Angry Pumpkins, cioè un gioco in cui lanci delle zucche contro dei tipo maialini cattivi vestiti da Halloween, è originale, non ricorda assolutamente niente, lui ci tiene a dirlo, e l'ha fatto interamente usando caccipt4, ha creato le immagini, ha creato il codice, ha creato i suoni, ha creato tutto e senza scrivere una lega di codice, se non fare un disegno in apparentemente poco tempo, poi chissà quanto ce l'ha perso, però effettivamente lui dice in tempo molto breve, ha raccontato tutti i suoi prompt. LR: Hai riuscito a ottenere un giochino carino? MZ: Se è vero quello che dice, io ho provato a dare un'occhiata ma non sono riuscito subito ad orientarmi, quindi non sono riuscito a beccare i prompt con cui generare il codice e tutto il resto, però dico, se è vero quello che dice, si apre effettivamente una nuova modalità di utilizzo della macchina calcolatore elettronico, che di fatto è una modalità molto simile a quella che usa Tony Stark nei film della Marvel, in cui ha l'intelligenza artificiale che fa tutto per lui tranne l'ideazione. LR: Cioè lui ha l'idea, facciamo questo, abbiamo ben fatto. LR: Cioè uno skyline, uno sfondo di steel angry bird nella dimensione di un iPhone edizione Halloween cimitero, già parte dicendo "sto facendo questo" e anche in tutti gli altri disegni fa "voglio un maialino fatto a zucca come quello di E" per cui stiamo comunque creando. anche se secondo me l'imitazione nell'arte, se tu mi sviluppi un Mario Horror, FPS, insomma tanta roba. LR: C'è tutto il prompt che ha utilizzato, ha girato le sprite, gli sfondi, le musiche, il codice. potete giocarci anche voi, farvi voi il vostro Super Mario Horror o qualsiasi altra cosa e ci fate sapere. Invece per me anche qua, siamo sul molto facetto però magari invece ci trovate anche quella cosa estremamente seria, questa telecamera di sicurezza della Fink, F-Sync anzi Genie S, che descrive quello che vede. L'output è appunto lo screen con dei fotogrammi aggiornati a cadenza regolare che vengono poi caricati come immagini su GPT-4, paghi un abbonamento credo di 7 o qualcosa del genere dollari al mese, e GPT legge di fatto lo stream "immagine video" e descrive quello che vede, andando poi a fare una trascrizione di quella che è l'immagine, quindi comincia a diventare un po' consumer, quella che poi è la tipologia di tecnologia che abbiamo commentato che viene applicata per utilizzare i modelli GPT sui robot, ad esempio in tempo reale, che ti dicono cosa stanno vedendo e cosa no. Interessante. Rivediamo come giochini ma a meno che non siano delle truffe, che non siano basati su trucchi che poi di fatto su larga scala o comunque fuori da quel contesto non sono replicabili, io che non sono mai stato un programmatore devo dire, io sono stupefatto e nello stesso tempo molto interessato perché abbatte un certo livello di barriera tecnologica, lascia aperto lo spazio per la creatività, comunque spalanca una dimensione nuova dell'interazione uomo macchina. Mi sono colpito di quanto tra la teoria di queste notizie e la pratica ancora della tecnologia ormai vecchia degli assistenti vocali che ci portiamo con noi e che dovrebbero essere quelli che più si possano vantaggiare nel prossimissimo futuro, non ci siamo proprio, io dico chiama Massimo e chiama Franco. Sto sentendo Michele che mentre ci sta ascoltando indifferita che sta per dire adesso lo dico, adesso lo dico e glielo dico io, quindi mi immagino già il ladro del futuro che si travesse da cono arancione per entrare in casa e non farsi riconoscere dall'intelligenza artificiale. E beh questa è una bella idea, effettivamente fatta la legge trovato l'inganno, fatta le iai. Esatto dai rimaniamo quindi sul ladro cono faceto nel senso che comunque si parla di qualcosa di culturale di estremamente pop. Avete sentito la famosa ultima fra virgolette canzone canzone finale dei Beatles Now and then? Sentita, sentita, sentita. Io no, sono riuscito a vedere il filmino lì, appunto, dietro le quinte, quindi ho visto e sentito qualche pezzettino. Sì, sì, lo commentavamo nell'ultima puntata che era in realtà un nastro registrato da John Lennon da solo che poi fu regalato da Yoko Ono e gli altri Beatles che provarono a registrarci altre strofe se non sbaglio neanche nel '90. Con l'uscita di Anthology. Ad oggi la pulizia dell'audio permessa dall'intelligenza artificiale ha permesso recuperare la voce di Lennon e quindi comunque. Però siccome l'ha fatto Peter Jackson secondo me è stato Gandalf. Perché Peter Jackson, come sapete, è il regista del Signore degli Anelli, no? Quindi siccome la tecnologia è sviluppata lui, non dicono come, miracolosamente questo tecnologico è stato. . ncazzato in tutta. Quindi secondo me è stato Gandalf che ha fatto la magia. E qui in tutto questo vedo che è comunque quello che gira apprenente il commento più. a parte che a me è piaciuta. Lo dico sinceramente è una bella canzone. È una canzone? È una bella canzone, è un bel arrangiamento, è una bella canzone Beatles. Anche perché i Beatles sono sempre, sono stati sempre pionieri della tecnologia. Fin dall'inizio, quando hanno inventato la multitraccia, hanno inventato i dischi che non si potevano riseguire dal vivo con incisioni al contrario eccetera eccetera. Quindi secondo me anche. Non la so, non la so questa. Spiegamela. In generale, storicamente, il valore storico dei Beatles, oltre per la bellezza della loro musica, anche per il fatto dell'attenzione a creare da una parte la scena pop. Era una degli sperimentatori vuoi dire? È quella del disco al contrario? Ma no, nel senso, anche il. alcuni strumenti, alcune registrazioni venivano fatte usando comunque in maniera sperimentale i nastri che avevano i tempi. Quando hanno iniziato si registrava su due piste semplicemente con un microfono, poi pian piano è iniziato il multipista. I primi lavori per riuscire a sfruttare queste tecnologie non solo per, come dire, appunto avere più canali ma anche crearci qualcosa, avere più. prima più musicisti poi anche un po' di effettistica ai tempi infattibili. Oggi chiaramente basta campionare qualcosa e rigirarlo, ai tempi vuole dire tagliare, registrare, rigirare eccetera. E quindi sono sempre stati estremamente attenti in questo e per quello che sentire una musica che esce oggi scritta e suonata in tempi distanti ma comunque da loro quattro secondo me è estremamente Beatles da questo punto di vista. Cioè resta. Dice anche filosoficamente bello. Sì, sì sì sì. Comunque c'è un bellissimo di Troli Quinte. E' quello che ho visto io. È carino da vederlo, racconta un po' di tutte queste cose. Se non l'avete visto, ne vale la pena, lo troverete nelle note dell'episodio. Nel frattempo approfittiamo, mi prendo un minuto e voglio ringraziare il nostro sponsor. Nostro sponsor è Squarespace. om, la migliore piattaforma all-in-one per pubblicare sulla rete. Squarespace è un sistema integrato nel quale trovate la soluzione ideale a qualsiasi necessità di pubblicare un sito internet. Squarespace è facile da usare, non ci sono plugin da installare. Le varie funzionalità si aggiungono trascinando dal pannello di controllo alle vostre pagine e vari elementi. 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Sì, nel giugno del 2019 infatti una Tesla si è schiantata contro un palo, un albero, uscendo direttamente dall'autostrada a circa 105 km/h, che ha visto la morte di un uomo, la famiglia ha fatto una causa Tesla per 400 milioni di dollari per chiedere danni e risarcimento. La causa si è conclusa oggi, in questi giorni, e in realtà è stato evidenziato che la responsabilità di Tesla non è. non si può far emergere una responsabilità diretta della casa costruttrice in primis perché non è analizzabile la possibilità che l'autopilot fosse acceso, e quindi non è stato possibile evidenziare, quindi la tesi portata da Tesla è stata portata come la migliore da parte della giuria, e in secondo luogo, dal punto di vista di tutto quello che è successo, è stato rilevato che la persona che si era messa al volante aveva consumato sostanze alcoliche e quindi era stato di ebbrezza. - Anche se non a livello tale da ritiro della patente in California dove c'è stata questa. - Esatto, infatti si parla più di consumo di sostanze alcoliche che possono alterare la capacità di guidare, ma non dal punto di vista di bloccarne. - Quindi la birretta piccola, non il triplo cocktail. - Fatto sta che su 12 membri, 9 a favore di Tesla contro 3, e quindi su questo chiaramente si fa una storia considerando il modo di lavorare della legislazione della giurisprudenza americana che crea un precedente su cui ovviamente c'è da ragionare perché sicuramente se tu sali su una macchina che sia una Tesla o un'altra macchina, se magari completamente in proprietà delle tue facoltà, pensi di attivare l'autopilot e poi non lo attivi e ti vai a schiantare perché la macchina dovevi guidarla con attenzione e non l'hai fatto, è un tema. Se non è rilevabile come sembra da una parte della sentenza invece che l'autopilot fosse attivo, allora lì è più un problema di Tesla il fatto che tu devi avere una sorta scatola nera dove io so se l'autopilot in quel momento stava andando o non stava andando. Quindi mi riprometto di approfondire di più perché gli articoli, poi non le ho letti, non le ho cercati anche altri però non spiegano questo qui pro qua perché secondo me è un po' lì che si gioca anche il tema. - In legale se probabilmente il dire "non siamo riusciti a dimostrare che fosse attivo l'autopilot" è un modo per dire che non c'erano evidenze. Quindi dal punto di vista che in realtà la scatola nera ha la telemetria di Tesla estremamente completa, evidentemente non sono riusciti gli avvocati dell'accusa a trovare niente che dicesse "ok è attivo". - Al momento dell'impatto una cosa che dice "on/off" ci deve stare, se non c'è c'è qualcosa che non va. - C'è qualcosa che non va nel log, dici tu. È chiaro che qui si sono aperte tutti, lo ricordiamo tutti, perché appunto sono stati i primi casi di questo tipo di situazioni che comunque hanno anche portato a interrogarsi proprio sul concetto di guida autonoma fino a che punto sia ragionevole nel contesto anche complesso di una strada che non è stata predisposta per questo eccetera eccetera. Perché anche con l'autopilot inserito io ricordo che all'epoca in ogni caso c'era la raccomandazione del fatto che il pilota non doveva essere esentato dalla responsabilità di poter prendere il controllo in qualunque istante. - Anzi è forzato grazie a sensori sul volante, in alcuni modelli anche di altre marche con il controllo degli occhi. - Perfino la mia Volvo continua a dirmi "è ora di fare una pausa" solo che me lo dice sempre. - Se entri sbadigliando in macchina però ci sarà un motivo. - No dico quindi in uno scenario di questo genere è un po' complicato per me profano, adesso non guardo gli aspetti, non sono in grado di valutare fino in fondo gli aspetti legali. Però se davvero lo scenario è questo, cioè che c'è una indicazione chiara che tu comunque non te puoi fidare, non puoi cedere completamente la responsabilità all'autopilot, mi risulta complicato immaginare che riesci poi ad addossare la colpa alla casa costruttrice e fai una causa da 400 milioni di dollari o quel che sia. - Ed è il motivo per cui appunto è importante questa sentenza perché fa scuola ecco da un punto di vista americano. - È interessante come dice Giurio, bisognerà anche per noi che non siamo come dire avvocati o giudici però è interessante capire bene quali sono le motivazioni per cui poi 9 giurati su 12. - 12 giurati e 9 si sono schierati con Tesla e uno di quei casi in cui ci vuole un approfondimento di dettaglio. - Ecco c'è fra l'altro un particolare che stavo per lanciare come battuta ma più ci pensavo nell'aspettare di entrare più dico inizia a diventare un pattern. Questa settimana parliamo di questo guidatore che ha inserito l'autopilot o meglio pensava di averlo inserito e non l'ha inserito e quindi si è entrato. La settimana scorsa avevamo il doc che aveva inserito il parcheggio e non gli era entrato e quindi si è beccato una multa. Qua abbiamo questa tecnologia, vedo il sorriso di Giulio ma effettivamente voleva partire come battuta. Però mi sto accorgendo di quanta volte ci fidiamo in una maniera tale della tecnologia che poi prendiamo le cantonate dalla multina del doc chiaramente. - E vabbè è un effetto buono. - E' davanti al guard rail in questo caso però cavolo c'è anche questo che dobbiamo iniziare a pensare. - Purtroppo in questo caso ci è scappato il morto ma se no è l'effetto buono quello classico in cui tu credi di aver fatto una cosa ma poi non l'hai fatto. È sempre effetto buono, io lo sposterei anche sulla prossima notizia che abbiamo nella nostra scaletta che è questa tendenza di TikTok che se qualcuno mi spiega io sono un boomer che ci devo fare voi siete nati voi siete millenial dai. Giulio voi addirittura state sulle soglie della Gen Z. - Io non hanno ancora deciso il nome della mia generazione. - Dai spiegami però secondo me è proprio la nuova tendenza su TikTok. Sono stato introdotto a questa tendenza vedendo qualche video di ragazzi che reinterpretavano delle sequenze di GTA il famoso videogioco che immagino tutti conosciate. In GTA ci sono tantissimi NPC, personaggi non giocabili qualche umante in qualche modo che non sono partecipanti attivi ma che sono gestiti anche qui dall'intelligenza artificiale del videogioco. Ne comparse che hanno dei movimenti molto standard molto simili tra di loro e che quindi vanno a generare un effetto un po' straniante perché devi relazionarti con questi personaggi perché magari ti danno un'informazione, ti danno un premio, ti danno un regalo eccetera però sono buffi sono molto comici quindi reinterpretati nella vita reale ci sono dei ragazzi che fanno questi movimenti questi gesti quasi un po' sospesi nella realtà che lo hanno reso molto molto divertente e molto carino. Poi da qui si è espanso in influencer NPC che fanno questo in dirette lunghissime e quindi hanno questi movimenti ondulatori di stasi con gli sguardi che vanno e vengono proprio come se fosse il carattere del videogioco. - Qualche scatto ogni tanto improvviso come se resettassi il loop. - Esatto esatto esatto è dove guadagnano un sacco di soldi. - E la gente paga. - E perché il trucco è questo quando la gente manda un regalo di qualche tipo fondamentalmente tramite transazioni sulla piattaforma allora a quel punto fanno un gesto infatti ogni tanto li vedi no? - Faccio un urlo ogni volta mi fa vedi questi qua fermi poi arriva la donazione fa un urlo poi un'altra donazione un altro urlo diverso e così via. - Facciamo una prova dai tu dici doc io reagisco. - Doc! - Fantastico. - Allora posso fare. - La puntata urlata sarà veramente piacevole. - Stavolta non abbiamo il video stavolta ci volevo. - Abbiamo superato comunque la tendenza che ancora va molto forte dell'ASMR quindi tutta la parte dei suoni che vengono sussurrati al microfono vengono riprodotti quindi c'è la tipa che apre il pacchetto di patatine e ti fa sentire tutto lo scricchio al microfono - O poi si comincia a spazzolare i capelli piano piano - Questa è massa persa. - Eh caspita. - ASMR ragazzi si apre un mondo cioè la parte dei suoni che vengono riprodotti al microfono genera business che non hanno un senso cioè arrivato fino alle Kardashian. - Incredibile. - Che mondo interessante. - Stiamo scivolando verso come erano le candide al profumo di. - Che cercate l'account di Cuppini che fa MSN, MSNR, sfermo con un personaggio di TikTok direttamente su TikTok lui è. - Assolutamente mi trovate lì. - Secondo me se ci mettiamo su TikTok ci facciamo un sacco di soldi. - Ma è già finito il periodo vasca da bagno invece quello me lo confermate no? - Periodo gente che fa cose stand in una vasca da bagno gonfiabile questo già. - Sì sì quello era lo style. - Questo ormai è antico. - Vedete quanto sono boomer sono assolutamente boomer ma non sono boomer invece i nostri produttori esecutivi che ringraziamo. Siete pronti? - Pronti. - Quasi. - I produttori esecutivi sono il nostro modello di business e di sussistenza noi distribuiamo digitalia gratis ma lavoriamo solo tutte le ore di sera e quindi chiediamo una retribuzione un qualcosa in cambio un obolo decente voi ogni quanto l'entità l'importante è farlo. - Questa digitalia vende subito come trial gratuita non abbiamo neanche il cartello che ve lo ricorda sì c'è il documento che ve lo ricorda e oggi io ma insomma potete ascoltare quanto volete ma a un certo punto entrate nel gruppo dei produttori esecutivi potete farlo con Paypal, Satisfay, Bitcoin, Bonifico, Colvalue, Forvalue, le applicazioni che lo supportano tutti i sistemi che trovate sul nostro sito digitale. m o nelle varie app che lo supportano come Customatix. - Noi in cambio continuiamo a lavorare per voi e come bonus vi ringraziamo nelle noti della puntata in diretta come farà ora Max. Vai! - Eccomi produttori da puntata 697 cominciamo con quelli super tecnologici Value For Value, Nicola Fort, Anonymous, Fulvio Barizzone, F. Trava, Ferro, @21millionman, Nicola Gabriele Del Popolo, Fiorenzo Pilla, Capitan Harlock poi abbiamo tre boost da 1200 e 9500 toshi da Nicola Gabriele Del Popolo, H. Grinta e Brain Repo. H. Grinta scrive anche grandissimi "avete mai gingiato basebanana. rg?" - No, ma andiamo subito a scoprire cos'è e daremo tesoro di questo gingillo. - Donazioni singole, cominciamo con i nostri perpetual executive producer, quelli che non se ne fanno mancare una. Donazione singola perpetua da un euro di Manuel Zavatta, donazione singola da un euro di Davide Tinti, ripetuta dallo stesso Davide Tinti in un momento evidentemente di particolare passione con una seconda donazione perpetua da un euro. Nicola Gabriele Del Popolo che evidentemente essendo del popolo solamente un poca cop quindi fa con una donazione singola perpetua da 2,01 centesimi. - Grazie a tutti! - Noi scherziamo ragazzi eh? Scusate, questo è un po' sui digiri, se dico qualche fesseria mi perdonerete. Dopodiché donazioni ricorrenti da un euro al mese di Andrea Scarpellini, subito superata in curva dalla donazione singola da 2 euro di Giuseppe De Benedetti e da quella di Matteo Masconale, sempre da 2 euro. Siete pronti per la zona dei donatori ricorrenti da 3 euro al mese? - Vai, il respirore è tutta tua! Roberto Esposito, Paolo Boschetti, Diego Venturin, Michele Olivieri, Matteo Faccio, Antonio Turdo, Christian Fabiani, Davide Foglierini, Alex Ordiner, Danilo Sia, Simone Pignatti, Federico Bruno, Matteo Arrighi, Roberto Barisonni, Cola Pedonese, Arnau van der Gissen, Stefano Orso e Massimo Dallamotta. - Mitici, grazie a tutti, grazie a tutti, come sempre, andiamo avanti! - Donazioni singole da 4 euro di Maurizio Verrone e Marcello Piliego. Donazioni ricorrenti da 5 euro al mese di Adriano Guerrino, Matteo Molinari, Michele Coiro, Christian Amarca, Paolo Luciola, Matteo Carpentieri, Pasquale Maffei. - Donazione singola da 5 euro di Christian Masper e donazione singola da 5 euro di Sandro Acinapura che ci manda un messaggino. - Ciao digitaliani, qualche puntata fa avevate lamentato il fatto che PayPal non vi permettesse più di conoscere la natura delle donazioni, se ricorrenti o singole. La mia è ricorrente mensile da 5 euro. Vi ringrazio per gli infiniti spunti di riflessione e conoscenza che ci regalate ogni settimana e per avermi fatto conoscere, installare e sottoscrivere Customatic, che mi ha convinto a disinstallare Apple Podcast. Ad maiora, Sandro. - Grazie mille Sandro. - Grazie. - Grazie anche per il messaggio. - Sandro mi hai fatto due piccioni con una fava, digitali e Customatic, vai! - Fantastico, fra l'altro il doc che ha capito ha seguito esattamente le socialità, ma ha marcato ancora come donazione singola, ma lo correggeremo. Ora della prossima volta. - Donazione singola da 5,32 centesimi di euro di Mauro Francesco Marco Zambianchi. Donazioni singole sempre da 5,32 quindi mi viene il sospetto che ci sia qualcosa nelle macchine che labbrano questi dati di Fabio Castro e di Fabio Nascimbeni, il quale anche ci aggiunge un messaggino. Ho sentito citare Fontaine come app per Android. Volevo suggerire di testare anche Podcast Addict, di cui sono un fedelissimo utilizzatore. E ci credo, Addict per forza. L'app ha infinite personalizzazioni che trovo utilissime per agegolare l'ascolto dei miei podcast preferiti. Potrei scegliere in dettagli infiniti, quindi mi limito solo a suggerire di provarlo a chi non avesse ancora trovato la sua app di podcast preferita, grazie per il vostro impegno per Digitalia. Poi c'è un nota per Franco, in realtà la richiesta originale riguardava app per Android che implementano Podcast 2. e Verio for Verio, quindi Franco precisa. Non sappiamo se Podcast Addict faccia anche queste cose, se lo fa dobbiamo assolutamente non fare. Fateci sapere. Donazione singola da 8 euro di Tommaso Saglietti che pone un limite perché fa da inizio alla sequenza delle donazioni da grandi produttori, cioè quelle da 10 euro in su. Donazione ricorrente da 10 euro al mese del famosissimo e ben citato Trittrattini. Donazione singola da 11 euro di Fabrizio Bianchi. Donazione singola da 15 euro di Edoardo Caldesi. E infine eleggiamo il Lead Executive Producer della puntata con una donazione singola da 63,21 centesimi di euro in Eugenio Abriani. Grazie Eugenio, grazie a tutti. Grazie mille, grazie a tutti quanti, grazie di cuore. Mi raccomando su Digitale FM trovate tutte le indicazioni, fatelo. Noi lavoriamo qui per voi tutti i lunedì. Noi siamo qui tutti i lunedì a parlare delle cose divertenti, delle cose facete e anche di cose estremamente facete come quelle che succede con 23andMe che hanno, non so, a me quando sento parlare di genetica, di privacy, di dati venduti. Ti frizzola un po' il velo pendolo. Sì, sì, penso sia faceto, ho capito male. Qualcuno mi racconta cosa stanno combinando. Allora a quanto pare c'è questa 23andMe che è una di quelle aziende che ha messo in commercio quei kit per l'analisi genetica, quelli che servono perché così tu puoi ricostruire il tuo patrimonio genetico, analizzare il tuo DNA e poi eventualmente, che so, usarlo per l'albero genealogico con tutti i rischi che ne conseguono. A Napoli sconsiglierebbero di fare un uso molto largo di questi test. Dopodiché ovviamente che cosa ci si poteva aspettare che accadesse? Che avendo quindi costituito una base di conoscenza di patrimonio genetico umano che ormai conta penso milioni di diciamo di appunto di campioni di DNA, ovviamente questi dati fanno particolarmente gola. Adesso possiamo dare una lettura cinica e possiamo dare una lettura positiva. Stavolta diamo una lettura molto positiva. È evidente che opportunamente anonimizzati etc etc etc questi dati costituiscono un patrimonio incredibilmente interessante per la produzione, per lo studio, la produzione di nuovi farmaci, di terapie genetiche. Come sapete, come tutti sappiamo, un'altra delle tecnologie importanti che comunque contiene la promessa di un diciamo cambiamento radicale del modo di curare malattie anche considerate per il momento incurabili, si basa molto su queste terapie personalizzate e comunque fondate sulle analisi genetiche. Quindi diciamo la notizia qual è che ormai è arrivato il momento in cui c'è una importante monetizzazione da parte di 23andMe che se non ne vado errato ha concesso in uso questi dati per un anno a GSK che onestamente non conosco mai. Una farmaceutica inglese comunque molto conosciuta, multinazionale inglese del farmaco, che ha pagato 20 milioni di dollari per un accesso non esclusivo. Esatto, quindi potete comprarli anche voi se vi va. Basta che ci mettete 20 milioni di dollari, direi 23andMe vi farà sicuramente. Basi, dati così grosse a me fanno sempre, sento sempre il profumino di machine learning sotto e abbiamo detto poco fa che non ci piaceva l'idea di machine learning per creare nuove molecole. Quindi non lo so, questa cosa mi ha un po'… Ti pare non è che non ci piace in assoluto, qui purtroppo è il solito problema. Certo, di come viene usato poi? Perché esattamente è chiaro che l'idea che si possano sviluppare delle terapie basate su una conoscenza approfondita del patrimonio genetico e che quindi in qualche maniera si superino i limiti di una medicina molto generale, si parla spesso in questi casi di sparare col cannone ad una mosca mentre invece potresti riuscire a ottenere veramente dei risultati mirati. Anche di sviluppare malattie. In sé non è che non ci piace, è che sono i rischi connessi. Ah sì. Sono i rischi connessi anche con l'uso di questi dati che come al solito vengono presentati in ogni caso come anonimizzati. Ecco, da questo punto di vista, l'executive order di cui parlavamo prima, in generale le legislazioni, ecco questo è sì un compito del governo, vigilare sul fatto che quando si va in ambiti così rischiosi ci siano delle regole veramente molto rigide e ci sia la possibilità di controllarle, di farle funzionare queste regole. Andremo a vedere, siamo curiosi di quello che va avanti. Mentre abbiamo visto lunedì scorso, dopo la puntata andata in onda, in realtà in radio notturno, l'evento Apple pre-Halloweenistico, scari fast, che giocando un po' sul gioco di parole su Halloween, ha di fatto lanciato quello che è la nuova famiglia di processori Apple. Quindi sono usciti i M3 che sono usciti nelle tre versioni contemporanea, questa è abbastanza una prima dal punto di vista del mercato di Apple, quindi la versione normale, la versione Pro e la versione Max, che sono i tre tagli esistenti, e Apple ha un po' messi in tutti i suoi prodotti principali, quindi aggiornando la linea dei MacBook Pro e degli iMac fondamentalmente. È uscito, a netto di tutto quello che hanno lanciato, che probabilmente avete già letto, sentito in giro e non so se ci siano commenti interessanti, però è interessante questo articolo di Digi2Dollars, che fa un ragionamento sullo stato delle CPU in questo periodo, che trovo interessante condividere. È uscita questa informazione che Apple dovrebbe aver speso per lo sviluppo di questi nuovi processori un miliardo di dollari, solamente di sviluppo. C'è una cifra così per un singolo fabbricante di prodotti che non sia Apple, sembra essere una cifra veramente irraggiungibile di pura ricerca di semplicemente un processore. E anche per chi probabilmente sta a vendere, qui poi viene fatto un po' di matematica su quelli che sono le quote di mercato degli altri fabbricanti, come dire, sembrano essere veramente a ordini di grandezza differenti. Di fatto che cos'altro c'è nel mercato dei processori adesso che è stata di interessante? AMD e Nvidia, che stanno lanciando i loro processori ARM, Qualcomm, che ha lanciato, se non mi sbaglio, la settimana scorsa un processore dedicato ai sistemi Windows, paragonabile probabilmente se non a questo M3 e all'M2, comunque sono un processore ad alte prestazioni, resta, se non mi sbaglio, Intel con però una famiglia l'unica che non sta andando nella direzione ARM, giusto? Come dire, c'è un certo stacco in questo momento. Sì, sul mercato dici. Allora, due cose. La prima è che anche per noi digitaliani, fatemi usare l'espressione "tanta cara al doc", cioè per persone che in qualche maniera hanno una forte sensibilità per l'impatto delle tecnologie digitali, bisogna fare un po' di sforzo per realizzare che alla fine quando parliamo di chip, quando parliamo di CPU, stiamo parlando della tecnologia abilitante, di quello, tutto quello che noi diciamo e vediamo possibile in questi discorsi sull'intelligenza artificiale, sulle sensoristiche, sull'internet, tutto questo è possibile perché ci stanno i chip, perché ci stanno le CPU. E quindi voglio dire, stiamo parlando un po' di come se parlassimo, ecco, un'altra cosa che non ci si fa mai caso fino in fondo, i cavi. Stiamo parlando di quelle tecnologie che sono fondamentali per la nostra società come oggi la concepiamo e per il funzionamento del nostro mondo. Quindi è molto importante tenere d'occhio questi aspetti. L'articolo che credo tu Franz hai portato alla nostra attenzione fa un ragionamento che è assolutamente non tecnologico, non entra nel dettaglio di quelle che sono le specifiche della nuova famiglia eccetera eccetera, ma fa un ragionamento di mercato e dice Eppola ha questo potere dispesa spaventoso e ha imbroccato anche un'altra cosa, cioè che propone queste realizzazioni con un modello di vendita orientato all'utente finale che di queste super tecnologie del modo in cui le architetture si sono evolute, del fatto che siano meno capaci di far girare gli algoritmi, gli refrega niente, dice che nel filmato io non l'ho visto ma appunto l'articolo riportava, ti dice "Scegli la dimensione del tuo schermo e vedi che vuoi fa". Se vuoi fa solamente il lavoro che facciamo noi normalmente di uso post elettronico un poco di web, di guardarci il filmino eccetera eccetera, va bene la taglia piccola. Se sei uno che fa lo sviluppatore vai sulla taglia media, se sei uno che invece fa produzione di multimedia spinta, quindi filmati, audio, video, in veste di creativo, allora ti serve il pro. Il modello max, quello mio. Un modello de santo detto anche. Sulla base di questo semplicissimo approccio, Eipol è tornata a fare quello che sa fare meglio, cioè che è quello di incontrare i bisogni dell'utente finale e dalla sua posizione di assoluto predominio anche economico a che appunto può permettersi di fare un investimento di ricerca e sviluppo, perché si parlava di un miliardo di dollari, non per la produzione del chip. Per tutto quello che precede alla produzione del chip, quello che poi si chiama il tape out, cioè quello che poi dà la possibilità di avere le maschere con le quali poi vai a sviluppare il chip. Questa cosa chiaramente la pone come un assoluto dominatore di questa fetta del mercato, tutti gli altri stanno lì che si spartiscono il resto della torta e la previsione che io per la verità nel corso che insegno calcolatori elettronici dal 1988, me la son sentita fare tante volte e si è sempre avverata. Se prendi il mercato di questi chip e in un certo momento ci sta un certo numero di player, non c'è niente a fare, come il gioco della musica con le sete che ce ne uno in meno, nel giro di un periodo che poi può variare, 3-5 anni, qualcuno sparisce. Questo mercato si va sempre di più assottigliando perché diventa sempre di più un mercato nel quale appunto scelte capacità come quelle che ha dimostrato Apple fanno la differenza e gli altri si spartiscono la torta che prima o poi diventa troppo magra perché tutti possano sopravvivere e qualcuno va via. LR: Sì, ma aggiungo un ultimo punto su questo che tutti gli altri stanno puntando, soprattutto AMD ma anche ovviamente Nvidia, in primis, sulla vendita della parte chip legata al mondo dell'intelligenza artificiale, non tanto all'utente finale quanto alla parte business per lo sviluppo di nuove tecnologie, quindi questi data center che richiedono grandissima potenza di calcolo. Apple non cita mai l'intelligenza artificiale nella sua presentazione tranne una volta dove appunto la cita soltanto per dire se ci sono necessità di sviluppo per utenti che devono fare dei lavori su queste tematiche, ovviamente prendetevi il modello de santo appunto perché può essere super funzionale, è coerente. LM: Sì, e anche questo puntare ai data center dell'intelligenza artificiale così in massa come fai notare anche tu Giulio, non lo so da una parte potrebbe essere effettivamente la nuova bolla, il futuro, qualcosa di stabile, qualcosa che veramente rimarrà nei grandi data center sempre più grossi o in un mercato, potrebbe essere l'ennesima bolla, chi ha costruito prodotti per bitcoin, si ora li sta rigirando verso prima era schede grafiche per i videogiochi, adesso sono sistemi di calcolo AI. La differenza su quello in qualche modo è che fare piccoli rack di schede Nvidia per fare mining lo facevano in tanti anche privati per provare a guadagnare qualcosa, fare dei data center per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sono poche società che fanno acquisti da miliardi, quindi secondo me il rischio speculativo è molto diverso e molto meno possibile, probabilmente potrebbe variare la destinazione d'uso, ma non credo che sia potenza di calcolo che mani a quelle società vada dispersa. Dicci una volta che ce l'hanno, in qualche modo lo usano. Invece rimaniamo a casa Apple che qua secondo me c'è un lato umoristico, hanno tirato fuori un paio di battutone, mica da ridere. La prima non so se avete letto come ha cercato di difendersi dai regolamentatori della DSA europea. E' Safari, non Safari. Safari non è un browser, sono tre browser. E mi aspetto che la prossima versione di WatchOS avrà un micro Safari, così quattro Safari. C'erano cinque con i sistemi operativi. Probabilmente sono tre binari separati con delle funzionalità un po' diverse, fa un po' sorridere questa cosa che sembra essere un tentativo. Vabbè perché poi alla fine l'Europa dice un'altra cosa, se fai un bubiliardo di dollari con i miei utenti e hai dei servizi che vendi solo tu e che fanno quindi una piattaforma di tua proprietà, e beh allora tu sei uno di questi grandi che devo controllare e che devono rispettare certi regolamenti. Ma che lo fai con un Safari, due Safari, tre Safari? Allora, con i tre Safari mi sa che non gli hanno creduto. Già quei cinque sistemi operativi invece sì, perché pare che abbiano tenuto iOS e tirato via gli altri. Un pochino sui sistemi operativi si è pure ragionato. Già iOS e iPadOS insomma, sono veramente definizioni. Alla fine ha cercato anche di dire che iMessage non è, a differenza degli altri, che i messages ci guadagnano, Apple lo fa solo in maniera buon samaritano perdendoci e non gli interessa nulla, non ci guadagna, e l'Europa ha detto no, è no, vendi gli iPhone, quindi rimane. Però ci sono stati a provare. Più soldi tengono. Sempre nel "Ci sono stati a provare" ha fatto abbastanza sorridere quelli che hanno osservato l'uscita un behind the scene dietro le scene del "Dietro le scene" che Apple ha pubblicato del Keynote, che per chi ha visto il video originale finiva con girato internamente con iPhone 15 montato su Mac. E effettivamente nel video di analisi che hanno fatto hanno dimostrato come sia stato dietro le quinte che Apple ha pubblicato, girato interamente con un iPhone. Non so se avete visto però come è stato girato, non è che è arrivato Giulio con il suo telefonino nuovo di pacca e si è messo a fare il riporto a Tim Cook, dietro delle strutture, dei fari, delle luci, delle dolli, i carrelli. Ma poi la cosa bella è che hanno usato un prodotto diverso da Final Cut Pro per montarlo, quello è stato il top. Questa è un'altra cosa che hanno notato, hanno notato sugli schermi solamente Premiere, Blackmagic e non Final Cut. Purtroppo penso che nessuno ci rimanga sorpreso. Che peccato, guarda io sono stato un grande appassionato di Final Cut Pro e ci avevo investito un sacco di tempo e i suoi tempi non ci vuole. Era un grandissimo prodotto. Perlomeno. Dopo che ci ha vinto il Leona Venezia Max, vuoi ritenerti soddisfatto dai. Resta comunque un gran software effettivamente, la versione XS ha avuto un po' di critiche che non sono rientrate. Perlomeno Logic regge, però ancora per un po'. Poi vediamo i prossimi aggiornamenti, cosa combina. Vediamo che succede. Poi invece i nuovi iMac appena usciti con la M3 eccetera, hanno il mouse e la tastiera che si ricarica con Lightning, sotto sempre. Giusto, giusto. Però se attacchi il cavo USB C all'iPhone e lo attacchi al mouse riesci a ricaricare il mouse con il tuo iPhone. Ah, bene. Esatto, esatto. E va bene, questo è stato un po' quello che ci portiamo a casa dal magico mondo di Apple. Esatto, esatto. Dove vogliamo andare? Magico mondo di Google o magico mondo dei concorsi pubblici? Cosa vi ispira di più? No, dai, perché sparare sulla Croce Rossa? Non ne avete già parlato del concorso pubblico, che vergogna. Dai, andiamo avanti. Andiamo avanti, andiamo allora al magico mondo di Google, dai. Sì, dai. Google, anche loro hanno cercato di difendersi in un processo, nella corte, sono andate fuori un pochino di cosini interessanti, anche qua qualche numerello. Non so chi di voi voglia raccontarmi qualcosa su quanto costa Google essere dominante. Ma allora, Google ha sviluppato una serie di accordi nel corso degli anni per poter rimanere il motore di ricerca di default di tantissime piattaforme in primis iOS e adesso, all'interno della causa che Google sta avendo, che abbiamo commentato anche negli scorsi episodi, che stanno emergendo ovviamente tutta una serie di problematiche in termini di revenue che Google internamente ha gestito, mettendo insieme la parte search con la parte advertising, che sono due mondi che per regola non avrebbero mai dovuto neanche conoscersi in termini di persone e che hanno finito ad avere un unico dirigente a capo di entrambi e con tutte le cose che abbiamo già commentato, stanno emergendo ulteriori punti. Nel corso del 2021, se non sbaglio la cifra è intorno ai 26 miliardi, una cosa del genere, è la cifra appunto che ha speso Google per rimanere il motore di ricerca di default all'interno di tutti gli accordi che ha mantenuto. E quindi questa parte va poi a tenere una posizione dominante di mercato che non è gestita dall'offerta, ma è gestita da un accordo di esclusiva che tende ovviamente a, diciamo, in qualche modo a scalciare possibili concorrenti. Di fronte a questa tipologia di recriminazione che viene fatto anche da tutta la parte di chi sta scrutinando tutta la serie documenti, Pichai dice "ma è solo business, non siamo cattivi, lavoriamo soltanto per mantenere la nostra posizione". C'è sempre stato un meccanismo per sostituirci fra i predefiniti, poi che gli utenti non abbiano mai imparato a farlo. E poi comunque Android viene usato anche per fare i telefonini da 30 dollari, noi aiutiamo. Esatto. Vabbè, ma è chiaro che non siamo cattivi, no? È che ci disegnano così. Il punto, a parte la citazione chiaramente del buona Jessica Rabbit, ma il punto iniziale è che la mossa di Sondar Pichai e probabilmente di precedenti CEO parte fondamentalmente, c'è cita come esempio Internet Explorer, se non mi sbaglio è stato uno dei più clamorosi casi di antitrasso da questo punto di vista. A un certo punto Internet Explorer ha voluto mettere MSN e noi abbiamo detto come predefinito, anche lì c'era il tastino per cambiarlo il predefinito, ma nessuno sapeva dove era, neanche i sviluppatori di Microsoft pare. E però usare il caso dell'originale Internet Explorer poi distrutto fra l'altro da Chrome, fatto sparire. Sì, come esempio non è proprio il massimo di fronte a una giuria di questo tipo, però c'è da dire anche che parliamo di cifre, ci colpiva il miliardo speso per ricerca e sviluppo, i numeri sono clamorosi, però c'è uscita qualche mail che dettaglia qualche percentuale relativamente a questo accordo e si diceva che nel momento in cui le persone vedevano il cambio della propria homepage verso Google, il tasso di crescita delle ricerche aumentava del 15% e invece quando non c'era più diminuiva del 27%, quindi proprio l'abitudine totale della giorni, della struttura della navigazione delle persone tendeva proprio a cambiare. Da una parte dici questo più 15 l'ho interpretato come la gente scopre Google comodamente e quindi gli va bene così e sono un 15%, meno 27 secondo me è perché appunto un po' di persone quando tornano indietro, magari accettano qualsiasi cosa che gli sia davanti, questo 15 che balla, il restante lo sto interpretando come persone che hanno visto qualcosa di meglio, perché se ha un 27% delle persone di cambi Google e non ci vogliono tornare, evidentemente hanno trovato qualcosa di altrettanto pratico, se non meglio altrettanto pratico. Però non è una percentuale sulle persone ma una percentuale sulle ricerche, quindi è proprio una propensione minore alla ricerca nel momento in cui tu non hai più Google come browser di default e quindi comunque tu incrementi del 15% le ricerche che fai su Google se ce l'hai come default e diminuisci del 27 le tue ricerche su Google se hai altro perché semplicemente non fai ricerche o comunque fai a fare altro. Consideriamo poi oltretutto come nel caso di iOS che c'è pure un tema non banale di quanto incida in termini di revenue la ricerca Google su Google perché tantissimi hanno questo e in termini di revenue anche quello incide molto e quindi anche soltanto il fatto che tu vada a fare la ricerca Google su Bing, che tu cerchi Google su Bing anche quello in realtà fa male a Google perché la ricerca Google su Google ha generato una revenue che in questo momento non va più a generare, quindi ha delle implicazioni sul mondo search abbastanza complesse considerando poi che leggevo qualche statistica qualche anno fa che mi colpì molto che comunque ogni giorno c'è una percentuale rilevantissima a due cifre percentuali non ricordo il numero quindi non voglio dire un numero per un altro ma due cifre percentuali Google riceve delle ricerche che non ha mai ricevuto prima e questo è un tema estremamente interessante, c'è una parola chiave nuova mai cercata prima ogni giorno ovviamente perché l'ampiezza anche soltanto su una certa tipologia di ricerca può avere 8 milioni di declinazioni anche solo il modo di cercare digitalia, cose digitali, digitali a podcast, digitali a FM, massimo de santo digitali eccetera eccetera e quindi su questo c'è un mondo che vale 26 miliardi di dollari. Sono 26 miliardi ben spesi dai. Si anche perché giusto per dare per finire con i numeretti ma danno un po' un'idea in un'altra situazione fa nel 2014 hanno speso 7 miliardi evidentemente da lì ai 26 che sono andati dopo però guadagnandone 47, diciamo che è un investimento piacevole ecco non evidentemente funziona potresti dirlo io 27 miliardi ben spesi. Non solo contabile ma mi sembrava che funzionerà. Assolutamente. Sentite andiamo al momento dei gingili del giorno vi va? Vai! E direi! Signore e signori i gingili del giorno I gingili del giorno sono i regali dei digitaliani per i digitaliani le voci digitali alla fine trasmissione selezionano per voi gingili hardware software di letteratura qualsiasi cosa abbia un'attinenza digitaliana qualsiasi cosa che abbia colpito la loro curiosità la loro esistenza o qualsiasi sfumatura nel mezzo Partiamo da Giulio vai che cosa ha sconvolto la tua esistenza questa settimana? Ma allora io ho scoperto un autore che ho anche accennato in qualche episodio passato che si chiama Roberto Mercadini che è un autore veramente veramente molto molto bravo e che mi sta facendo scoprire alcuni testi estremamente interessanti L'ho scoperto perché ha scritto un libro molto bello che si chiama "La donna che risa di Dio" che ho letto prima di andare a Gerusalemme che mi colpì molto ma in questo caso vi propongo un libro sempre storico ma che parla di un genio digitaliano che è Leonardo da Vinci Lo contestualizza in seno alla sua epoca e quindi racconta la Firenze dei Medici, la Milano degli Sforza ma soprattutto lo paragona ad un talento contemporaneo che ha fatto tanta innovazione sulla parte soprattutto della scultura che è stato Michelangelo Con un modo di raccontare questa storia veramente affascinante qualsiasi sia la vostra sensibilità che vi piaccia l'arte o che vi piaccia la tecnica che vi piaccia la tecnologia dell'epoca capire come alcune cose Leonardo ha saputo vederle banalmente inventare un nuovo modo di teorizzare la prospettiva Una delle tante, veramente vale la pena per un digi italiano dove la parte italiana è molto importante approfondirlo quindi il libro si chiama "L'ingegno e le tenebre" edito da Rizzoli, lui si chiama Roberto Mercadini, lo trovate su tutte le piattaforme anche su Audible come audiolibro E poi ovviamente consigliato Leonardo e Michelangelo due geni rivali nel cuore oscuro del Rinascimento, bello bello bello. Grazie mille Giulio, fantastico ce lo segniamo e personalmente lo andrò a recuperare molto volentieri. Max è il tuo turno? Fantastico il Gingito di Giulio, tra l'altro avevo anche letto "La donna che risa di Dio" che mi è piaciuto mortissimo. Anche io ho per questa sera un Gingit libro, si tratta di un libro che ho trovato davvero molto interessante che si intitola "The Cancelling of the American Mind" Greg mi sfugge, mannaggia sempre la pronuncia di questi nomi, aspettate un attimo che lo ritrovo. Greg, ah mi avete spostato, ecco qua, è stata sparita la scheda, eccolo qua Greg Lukianoff, che peraltro aveva scritto un altro libro sul tema, però questo qui è particolarmente interessante perché affronta uno dei problemi del nostro secolo, del nostro tempo, che è questo della Cancelling Corp Per fare una doppia citazione, quindi anche un doppio gingillo, sapete che la nostra amica Enrica Salvadori ha ripreso la produzione di "Storicast", lo storico podcast sulla storia, che è stato veramente negli inizi del podcasting italiano, una delle perle che brillava delle luci che brillavano insieme appunto all'avventura digitaliana, dopo una lunga pausa Enrica è ricominciato, ha ricominciato con una seconda puntata della sua nuova stagione di "Storicast" dedicata appunto alla Cancelling Culture Io vi propongo a questo punto l'accoppiata di questo libro che fa una riflessione profonda, dettagliata, convincente, a volte agghiacciante di quelli che sono i grossi guai che stanno nascendo da questo modo di pensare sbagliato che viene poi declinato nella Cancelling Culture che ovviamente propone anche delle soluzioni e anche la puntata del podcast dell'historicast di Enrica che riflette sullo stesso tema e anche Enrica porta alla luce contraddizioni, problemi e possibili punti di vista differenti su questa che è una delle cose che ai giorni nostri insomma è una di quelle da tenere in considerazione Fantastico, grazie mille Max come sempre, anche nel tuo caso da appuntare il libro mentre "Historicast" l'ho già ascoltato quindi confermo veramente interessante Avete provato un sacco di cose belle, io quindi abbasso decisamente il livello con qualcosa che invece mi ha portato qualche sorrisino qualche risatina tinimida in questi periodi ma mi sta alegrando molto, che è un bot su Telegram che si chiama "Notizie illustrate dall'IA" è un po' come quando noi finiamo le puntate e diamo in pasta a mid-giorni il titolo che vogliamo dare e creiamo delle immagini che a volte cercano di essere magari hanno un po' di realismo ma contemporaneamente hanno anche un sacco di surrealismo dentro in questo modo gli autori di questo bot prendono le notizie dell'ultima ora da varie fonti e danno in pasta un'intelligenza artificiale che a volte riesce a disegnarli in una maniera estremamente surrealistica, a volte capendo assolutamente pam per focaccia quello che viene descritto questo fa assolutamente sì che il tutto abbia un chiedi estremamente humoristico oltre a essere comunque un feed di notizie dell'ultima ora, estremamente consigliato trovate il link oppure lo cercate direttamente su Telegram come "Notizie illustrate dall'IA" Dopo i gingilli arriviamo finalmente al gezzino che tanto ci piace e ai saluti finale con le varie raccomandazioni quindi qualsiasi recensione volete farci sui vari piattaformi Apple Podcast, Spotify, Stelline, etc. etc. ci fa sempre piacere mi raccomando i produttori esecutivi ma ne abbiamo già parlato, invitati gli amici fate ascoltare la puntata, ascoltali questa cosa che hanno detto, senti qua le famose orecchiette fresche, creare un nuovo digi italiano, fa sempre bene per il resto direi che per stasera è tutto abbiamo avuto una piacevole ore e mezza di notizie come sempre commentate, dallo studio di scorta di Milano Città Studi dal punto di vista mio un saluto e una buona settimana da Francesco Facconi dallo studio di Cittadini di Avelino un abbraccio da Massimo Misanto e un saluto anche dai Castelli Romani da Giulio Copini ci sentiamo la prossima settimana con una nuova puntata di Digitalia

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